lunedì, 18 febbraio 2008
360° Economia Quotidiana
A Tortona il primo impianto di bioetanolo made in Italy
È, infatti, ufficiale il via libera al primo impianto nazionale di produzione su scala mondiale di bioetanolo. Lo realizzerà a Tortona, in provincia di Alessandria, il gruppo M&G, Mossi e Ghisolfi, in joint venture con altri soci. Il bioetanolo è un carburante simile alla benzina e prodotto da vegetali, come la canna da zucchero o il mais, che ha un “saldo energetico” positivo del 30%. Cioè il biocarburante prodotto fornisce il 30% in più di energia rispetto a quella che si consuma per produrlo.
Inoltre, il bioetanolo ha un impatto di circa il 30% in meno di emissioni di gas serra rispetto alla rispettiva quantità di benzina “tradizionale”. La joint venture dichiara che l’impianto sarà pronto entro il 2009 e produrrà duecentomila tonnellate l’anno di bioetanolo, vale a dire il 20% del fabbisogno nazionale imposto dalla Commissione europea. Bene ricordare che i biocombustibili possono svolgere un ruolo di grande rilievo per far fronte alla crescente domanda globale di energia e, nello stesso tempo, per la riduzione delle emissioni dei gas serra che mettono.
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Esportazione di berline made in China raddoppiata nel 2007
Secondo le cifre della General Administration of Costums in Cina l'importazione e l'esportazione nazionale di auto hanno toccato lo scorso anno i 67 miliardi di dollari, con una quota di esportazioni del 45,31% raggiungendo le 188.600 unità. La sola compagnia automobilistica cinese Chery, nel 2007 ha visto un'impennata nelle esportazioni che sono arrivate a 119.800 unità; mentre la Changan Automotive Group, la quarta casa automobilistica in Cina ha venduto oltre 40.000 autoveicoli all'estero contro i 21.700 del 2006.
Il dipartimento economico della Commissione Nazionale per le Riforme e lo Sviluppo, ha dichiarato che la quantità di auto non è più un problema, ora è importante focalizzarsi sulla qualità, ovvero, le capacità produttive e tecnologiche delle aziende cinesi sono ancora inferiori rispetto a quelle dei concorrenti internazionali.
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Buongiorno dati 2007 in linea con piano, confermate stime 2008
Buongiorno ha reso noto di avere chiuso il 2007, dati preconsuntivi, con ricavi pari a 174,9 milioni di euro (191,8 milioni di euro nel 2006) e con un ebitda di 21,6 milioni (23,7 milioni di euro nel 2006), nella parte alta della forchetta delle stime presentate nel piano industriale (172-178 milioni di euro i ricavi e 20-22 milioni l’ebitda). Tali valori non tengono conto dei risultati di iTouch, società acquistata di recente. Consolidando iTouch, i risultati proforma del 2007 sarebbero i seguenti: 319 milioni di euro i ricavi e 40 milioni l’ebitda.
Il cda ha confermato la guidance 2008: i ricavi sono attesi tra 330 e 350 milioni e l’ebitda tra 41 e 45 milioni di euro. La società ha inoltre fissato come obiettivo il conseguimento di risparmi complessivi derivanti dalla integrazione di iTouch pari a 10 milioni di euro entro la metà del 2009.
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In Germania i prezzi alimentari sono in aumento
L'Osservatorio dei prezzi tedesco prevede che i consumatori in Germania si preparino a spendere di più per i generi alimentari, anche per quelli che negli ultimi mesi hanno mostrato una certa stabilità, infatti, secondo l’osservatorio manzo e maiale saranno più cari nella seconda metà dell'anno.
Sulla carne pesa il fatto che i margini di guadagno degli allevatori sono diminuiti a causa dei rincari sui cereali e quindi sui mangimi, perciò la produzione langue. Le cause dei rincari sono vari e conosciuti:
- Il calo generalizzato dei raccolti che si ripete dal 2000 (tranne nel 2003).
- L’incremento della popolazione mondiale di 80 milioni di persone l'anno.
- Il crescente benessere in Cina e in India che innalza la domanda di cibo migliore.
- L’impossibilita' d'ampliare in modo significativo l'area coltivabile.
Infine, il settore alimentare che ha per antagonisti gli agrocarburanti. Ma non è il caso di drammatizzare. Il cibo non sarà inaccessibile nei prossimi anni. E va considerato che in Germania gli alimenti coprono il 12% della spesa corrente dei consumatori, una quota decisamente inferiore a qualche decennio fa. Inoltre, i prezzi alimentari tedeschi rimangono ancora il 6% più convenienti della media Ue.
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Panaria dati preconsuntivi 2007, utile netto cala a 14,1 milioni di euro
Panaria ha reso noto di avere chiuso il 2007, dati preconsuntivi, con ricavi pari a 354,4 milioni di euro, in aumento rispetto ai 351,6 milioni di euro del 2006 (il valore della produzione è calato a 372,6 milioni di euro da 373,9 milioni). Il mol si è attestato a 49,5 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i 49,9 milioni del 2006, e il risultato operativo è calato a 30,6 milioni da 31,6 milioni di euro. L’utile netto si è attestato a 14,1 milioni di euro, in flessione rispetto ai 18,1 milioni di euro del 2006.
La società ha precisato che il risultato del 2006 era favorevolmente influenzato da una componente fiscale straordinaria di circa 2 milioni di euro risultante dal “riallineamento dei valori“ degli ammortamenti anticipati. Al 31 dicembre 2007 l’indebitamento finanziario netto era pari a 80,9 milioni di euro (75,7 milioni a fine 2006) a fronte di un patrimonio netto di gruppo di 154 milioni di euro (152,6 milioni di euro a fine 2006).
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Nestlè trà sospettati in Germania, intesa illegale su prezzo cioccolato
La multinazionale svizzera Nestlé è oggetto di un´inchiesta da parte delle autorità alla concorrenza tedesche per presunte intese illegali con altri produttori riguardanti il prezzo del cioccolato. L´inchiesta comprende tutti i grandi produttori di cioccolato in Germania. Sono sette le imprese sotto inchiesta, tra di esse figurano i giganti statunitensi Kraft Foods e Mars, nonché il gruppo tedesco Ritter.
Le investigazioni sono partite dopo che i produttori hanno recentemente ritoccato verso l´alto (10-12% in media) i prezzi dei loro prodotti motivando tale decisione con l´incremento del costo delle materie prime. Se i sospetti dovessero concretizzarsi, scrive nella versione tedesca del "Financial Times", la multa potrebbe essere salata e raggiungere fino al 10% del fatturato annuale a seconda della durata e gravità dell’infrazione.
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La Guardia Costiera italiana rinnova la linea con elicotteri AW139
I primi due elicotteri AgustaWestland AW139 ed il terzo pattugliatore marittimo Alenia Aeronautica ATR42MP segnalano il potenziamento in atto nella componente aerea della Guardia Costiera. Due gli obbiettivi: per l’ala rotante si tratta di poter intervenire entro 90′ in qualsiasi punto della propria area SAR, mentre per quella ad ala fissa l’obbiettivo è acquisire una dimensione strategica. Le due aziende del gruppo Finmeccanica non hanno ancora annunciato gli ordini, dei quali non fa però mistero il Corpo delle Capitanerie di Porto spiegando che sono finanziati tramite la legge 80/2006 e che i relativi contratti sono stati firmati nel dicembre 2007.
Il primo AW139 entrerà in servizio tra un anno circa, seguito dal secondo entro la fine dell’anno. Serviranno ad avviare la sostituzione degli AB412 - di cui la Guardia Costiera ha ricevuto nel 1992-2003 dieci esemplari - con macchine con raggio d’azione e volumi interni molto maggiori. Data l’entità della linea AB412, è agevole prevedere ulteriori ordinativi per l’AW139.
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A Roma, Napoli e Firenze box auto prezzi più alti
L'Ufficio Studi Tecnocasa rileva che posti auto e box acquistano sempre più valore, infatti, nel primo semestre del 2007 le quotazioni di mercato in tutta Italia sono cresciute rispettivamente dell' 1,3% e dello 0,7 %. I prezzi più alti si trovano a Roma, Napoli e Firenze mentre sono calati a Bari e Bologna. Nelle grandi città la variazione delle quotazioni è stata dell'1,4% per i box e dello 0,4% per i posti auto. I valori più alti si registrano sempre nelle zone centrali delle grandi città, dove l'offerta per queste tipologie rimane comunque più bassa rispetto alle richieste.
Le quotazioni più elevate si registrano a Roma rispettivamente in piazza Navona, piazza di Spagna e via Nazionale con valori medi di 150 mila euro, a seguire Napoli con la zona di Vomero-Scarlatti con 135 mila euro e Firenze con i 130 mila euro di piazza Santa Croce. Il box più ricercato è quello singolo (mediamente sui 15-18 mq). Nella maggior parte dei casi chi acquista un box o un posto auto lo fa per uso diretto; più bassa la richiesta per investimento. Nelle grandi città un box rende mediamente intorno al 4,9% annuo lordo.
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Gruppo Coca-Cola Hbc chiude il 2007 con vendite nette per 6,2 miliardi di euro
Il consiglio di amministrazione del gruppo ellenico Coca-Cola HBC, quotata sui mercati finanziari di Atene, Londra e Australia è uno dei più grandi imbottigliatori dei prodotti Coca-Cola portando i suoi prodotti in 27 diverse nazioni europee più Nigeria, servendo una popolazione complessiva di 540 milioni di persone, ha anticipato i principati risultati dell’esercizio 2007. I volumi di vendita totali sono stati pari a ca. 2 miliardi di casse fisiche, con un giro d’affari netto di 6,2 miliardi di euro. Ancor più brillanti sono state le performance economiche: il risultato operativo è stimato intorno ai 660 milioni di euro, mentre il reddito netto è atteso per 496 milioni di euro.
Coca-Cola ha continuato ad investire in una crescita redditizia con l'acquisto di un nuovo impianto di produzione in Russia (acquisizione del 100% di Aqua Vision), mentre esplora anche opportunità all'interno delle bevande RTD a base caffè, in partnership con TCCC e illycaffè.
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Eni raggiunto accordo con Venezuela per giacimento Dacion

Il gruppo energetico italiano Eni ha reso noto di avere raggiunto un accordo risolutorio con la Repubblica Bolivariana del Venezuela in merito alla disputa sul giacimento di Dacion. Eni era operatore del giacimento secondo un contratto di servizio con la compagnia nazionale venezuelana Pdvsa, che lo ha annullato nell'aprile 2006.
Secondo i termini dell'accordo tra il gruppo italiano e la nazione sud americana, Eni riceverà una compensazione cash in linea con il valore contabile dell'asset in questione.
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Scritto: da LuisB
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mercoledì, 06 febbraio 2008
360° Economia Quotidiana
Contributi scuole paritarie
Il ministero della Pubblica Istruzione ha emanato la circolare sulle modalità di pagamento dei contributi destinati alle scuole paritarie. A tale proposito la legge di bilancio 2008 (legge 24 dicembre 2007 n. 245) ha stanziato 534.961.417 euro per l'anno scolastico 2008/2009. La circolare n.13 del 23 gennaio 2008 completa la revisione del sistema di finanziamento delle scuole paritarie avviata con la legge finanziaria 2007 (commi 635 e 636).
In attuazione della Finanziaria 2007 - che aveva incrementato il finanziamento alle scuole non statali di 100 milioni di euro - sono stati emanati dal ministero della Pubblica Istruzione i seguenti provvedimenti:
a) Decreto 21 maggio 2007, che stabilisce criteri e parametri per l'assegnazione dei contributi alle scuole paritarie per l'a.s. 2007/08 e istituisce l'anagrafe nazionale delle scuole paritarie;
b) Circolare 18 settembre 2007 n.75 sulle modalità di gestione dell'anagrafe;
c) Decreto 14 novembre 2007 n. 59 concernente istruzioni operative di attuazione del D.M. 21 maggio 2007. La somma stanziata per il 2008 è stata già suddivisa tra le Regioni.
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UE investe un miliardo e 600 milioni di euro per ricerche Clean Sky
La Commissione Europea ha varato ieri una spesa di un miliardo e 600 milioni di euro per ricerche coordinate pubblico-private per realizzare entro il 2015 aerei più silenziosi e molto meno inquinanti degli attuali. L’iniziativa, denominata “Clean Sky” Joint Technology Initiative, punta a coinvolgere imprese piccole e medie, università e centri di ricerca, oltre alle grande compagnie costruttrici di aeromobili e avrà tre obiettivi principali: riduzione del 50 per cento di anidride carbonica e del rumore e riduzione dell’80 per cento delle emissioni di ossido di azoto, riduzioni superiori a quelle indicate a giugno quando il piano fu lanciato.
Finora, a Clean Sky hanno aderito 86 organizzazioni di 16 dei 27 paesi Ue, fra cui 54 industrie, 15 centri di ricerca e 17 università. Il settimo Programma Quadro della UE contribuirà all’iniziativa con fondi per 800 milioni di euro, mentre all’ industria privata toccherà un investimento dello stesso valore.
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La corsa all’oro della Cina
La Cina è diventata il secondo produttore mondiale d’oro e sta tallonando il Sud Africa? Oppure il sorpasso è già avvenuto? I dati sono contrastanti, ma di sicuro c’è che Pechino è ormai un attore di prima grandezza nell’estrazione e nella confezione del metallo giallo: la China Gold Association ha annunciato che nel 2007 la produzione di oro sul suolo cinese è stata di 270.29 tonnellate, pari quasi a 10 milioni di once, con un aumento del 12.67% rispetto al 2006. Questi dati piazzerebbero il gigante asiatico al secondo posto nella classifica mondiale, con solo due tonnellate di scarto rispetto al Sudafrica, ma contrastano con quelli del rapporto Gold Survey 2007 pubblicato dalla Gfms, con base a Londra, è la più importante compagnia di consulting sul mercato dei metalli preziosi. Ha sedi in Australia, India, Cina, Germania, Spagna, Francia e Russia e associati e contatti in tutto il mondo.
Secondo Gfms a fine dicembre, la Cina avrebbe toccato addirittura quota 276 tonnellate, surclassando Johannesbug in flessione dell’8%. Chi ha ragione? Secondo la National Development and Reform Commission cinese l’obiettivo del paese per il periodo 2006-2010 è di 1300 tonnellate, e l’estrazione è aumentata quasi del 35% negli ultimi cinque anni, fino all’exploit del 2007, dovuto, tra le altre cose, alla scoperta di cinque nuove grandi miniere. La più importante si trova nei pressi di Guangzhuang, è di proprietà della China Goldmines, con sede a Londra, provincia dello Hunan, nel sud del paese, e nello scorso luglio si è rivelata dieci volte più redditizia del previsto.
Le miniere sudafricane, inoltre, vedono aumentare di anno in anno i costi a causa dello sfruttamento continuo dei filoni. La Cina punta ad aumentare le sue riserve di oro da 3mila a 3mila500 tonnellate, e forse proprio questo obiettivo potrebbe essere la chiave per leggere la discrepanza tra i dati cinesi e quelli della Gfms: la tradizionale riservatezza del governo di Pechino, mista all’eventuale allarme che una crescita delle riserve potrebbe creare. A causa dell’estrema incertezza dei mercati azionari, l’oro si conferma il bene rifugio più ambito: secondo le previsioni Gfms i primi sei mesi del 2008 vedranno una quotazione media di 840 dollari l’oncia con discese fino a 800 dollari; ma la quota potrebbe arrivare facilmente a 1000 dollari l’oncia entro la fine dell’anno.
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Investimenti pubblicitari in Italia fine d’anno +37% per la stampa
Chiusura d’anno positiva, in crescita del 3.7%, per il mezzo stampa nelle rilevazioni dell’Osservatorio Stampa Fcp relative al periodo gennaio-dicembre 2007, confrontato al 2006. I Quotidiani a Pagamento hanno registrato un aumento del fatturato del 4.5% e ancor più dello spazio (11.1%), con un conseguente decremento del prezzo medio. Positiva la performance della Commerciale Nazionale con +4.3% a fatturato e +9.3% a spazio, un po’ meno per la tipologia Di Servizio che ha registrato una crescita di fatturato e di spazio rispettivamente del 2% e del 9.9%, mentre la Rubricata ha valorizzato gli spazi (-1.4%) a fronte di un aumento del fatturato (+4.8%).
I Quotidiani Free Press continuano a crescere, per un fatturato totale di 89 milioni di euro con un aumento del prezzo medio rispetto al 2006. Per quanto si riferisce ai Periodici, sussiste una quasi parità tra fatturati (-0.8%) e spazi (-1.6%) per i Settimanali, mentre continua l’ottimo andamento dei Mensili che aumentano sia il fatturato (+7.7%, a fronte di un +2.4% a spazi) sia il prezzo medio.
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France Telecom utile 2007 sale a 6,3 miliardi di euro
France Telecom ha reso noto di avere chiuso il 2007 con ricavi consolidati in aumento del 2,8% (su base comparabile) a 52,96 miliardi di euro. Il margine operativo lordo ha registrato un crescita del 3,4% a 19,1 miliardi di euro (pari al 36,1% dei ricavi), mentre l’utile netto è balzato a 6,3 miliardi di euro dai 4,1 miliardi di euro del 2006 grazie alle componenti non ricorrenti. Escludendo tali voci l’utile netto ammonta a 4,6 miliardi di euro. Il cash flow organico del periodo ha raggiunto quota 7,8 miliardi di euro superando così i 7,5 miliardi di euro d previsti.
Il debito finanziario netto si è attestato 38 miliardi di euro di euro. Il cda ha proposto la distribuzione di un dividendo per azione di 1,30 euro, pagabile dal 3 giugno 2008. Per l’esercizio in corso il gruppo ha previsto un cash flow organico di 7,8 miliardi di euro, mentre il rapporto margine operativo lordo/ricavi è atteso stabile.
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Fox record di ascolti e di ricavi per la diretta del Super Bowl
La finalissima del Super Bowl vinta all’ultimo minuto di gioco dai New York Giants contro i favoriti New England Patriots è stato il secondo evento televisivo più visto nella storia degli Stati Uniti. Con 97,5 milioni di telespettatori, la Fox di Rupert Murdoch si è assicurata il secondo gradino del podio. In testa rimane, a parecchi milioni di ascoltatori di distanza, l’ultima puntata della mitica serie “Mash”, che nel 1983 fu vista da una media di 106 milioni spettatori. Secondo i dati raccolti da Nielsen Media Research, La finalissima del Super Bowl ha raggiunto picchi di audience di 148,3 milioni spettatori. Il record precedente spettava alla finale del 1996, quella che decretò campioni i Dallas Cowboys (94,08 milioni di spettatori).
News Corporation, la società a cui fa capo la Fox, ha reso noto che la pubblicità raccolta negli spazi del Super Bowl ha generato ricavi per 250 milioni di dollari. La share è stata pari all’81% nell’rea di Boston, la città dei Patriots, un po’ meno a New York, il 67%, ma comunque un dato rilevante.
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Formaggio svizzero esportazioni record
Il formaggio svizzero piace sempre di più all'estero, con 59'303 tonnellate, il volume delle esportazioni ha toccato un valore record nel 2007. L'anno scorso è stato esportato il 5,8% di formaggio in più rispetto al 2006. Tra i preferiti continua a svettare l'Emmentaler. Il bilancio del 2007 è estremamente positivo, ha indicato martedì l'Organizzazione formaggio svizzero (KOS). Dopo il consolidamento del 2006, le esportazioni hanno realizzato un forte aumento l'anno scorso a quota +5,8%, raggiungendo un volume di vendite record di 59'303 tonnellate. In Svizzera oltre il 40% del latte è trasformato in formaggio, di cui un terzo è commercializzato all'estero. In totale, il 14 % del latte prodotto dai contadini è esportato sotto forma di formaggio. Le esportazioni sono quindi molto importanti per il settore agricolo e l'industria lattiera. La crescita concerne in particolare l'Emmentaler DOC (+1'291 tonnellate), il formaggio dai grandi buchi che prende il nome da una valle del canton Berna. Seguono la Switzerland Swiss (+747 tonnellate), la Tête de Moine DOC (+125 tonnellate) e il Tilsiter (+106 tonnellate).
L'aumento delle esportazioni di altri formaggi a pasta semidura ha raggiunto dal canto suo le 804 tonnellate. Il Gruyère DOC e la fondue hanno invece registrato una diminuzione delle loro esportazioni di rispettivamente 294 e 296 tonnellate. Le ragioni del calo sono diverse, infatti, i prezzi sono leggermente saliti nel 2007 e poi non bisogna scordare che le esportazioni di Gruyère DOC nel 2006 sono state particolarmente voluminose.
Anche per le importazioni la tendenza del 2007 è stata al rialzo, con un aumento dell'11,9% avendo raggiunto 33'346 tonnellate. Questo forte incremento è dovuto principalmente alle merci industriali a basso costo destinate ai grandi consumatori e al settore industriale. In seguito alla liberalizzazione graduale nel 2002 del mercato del formaggio con l'Unione europea, sia le esportazioni che le importazioni hanno registrato una forte crescita. Le prime sono aumentate del 12,5%, le seconde del 19,7%. Le eccedenze sono pure cresciute di 445 tonnellate (+2,1%).
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Safilo prende posizioni nel retail in Messico e Australia
Per le aziende italiane dell’eyewear l’anima commerciale diventa sempre più importante. Lo conferma Safilo, che ha acquisito le catene retail Sunglass Island in Messico e Just Spectacles in Australia, le quali vanno ad aggiungersi a Solstice negli Usa e Loop Vision in Spagna.
Prosegue quindi lo sviluppo del business al dettaglio legato all’eyewear di alta gamma da parte del gruppo Safilo, che prevede un’ulteriore espansione a livello internazionale. Sunglass Island è la catena retail messicana che gestisce 38 negozi con questa insegna e sette negozi Island Optica, due dei principali marchi lusso nel mercato locale degli occhiali da vista e da sole. I 45 punti vendita sono presenti nelle principali mete turistiche del Paese, da Cancun a Playa del Carmen, da Acapulco a Los Cabos. Il giro d’affari a fine 2007 ammontava a circa 26 milioni di dollari. Safilo ha acquisito il 60% della società che gestisce il business retail per un corrispettivo di circa 22 milioni di dollari.
L’azienda padovana ha rilevato, inoltre, il 100% dell’australiana Just Spectacles, che conta 44 shop (di cui 12 in franchising) dislocati principalmente nei territori di Western e South Australia, e che per l’esercizio 2007 ha registrato un fatturato di circa 24 milioni di dollari australiani (pari a circa 15 milioni di euro). Il costo dell’acquisizione è di circa 21 milioni di dollari australiani (pari a circa 13 milioni di euro).
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Hit parade musicali fin troppo da sballo
Un'indagine comparsa su Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, ha analizzato i testi delle canzoni riportate nelle classifiche proposte dalla rivista americana di musica, Billboard, nel 2005. Tra i 279 brani più ascoltati dell'anno 116, il 42%, parlavano di droga, 93 contenevano riferimenti espliciti all'uso di sostanze. Analizzando i generi musicali considerati, quelli che ne parlavano di più erano brani rap, il 77% aveva almeno una citazione sull'argomento, a seguire l'hip-pop (20%), il rock (14%) e il pop (9%), e le sostanze citate sono nel 3% dei casi il tabacco, nel 24% l'alcol, nel 14% la marijuana e nel 12% altre droghe.
Tra i motivi che secondo gli autori dei testi spingono o giustificano l'uso delle sostanze, la pressione sociale (48%) e il sesso (33%), con conseguenze molto più spesso positive (68%), che negative (63%). Il rischio secondo gli autori dell'indagine è legato fortemente al tipo di musica che gli adolescenti amano di più: l'hip-hop sembra essere, infatti, quello che spinge maggiormente al consumo di droga o all'alcol.
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Scritto: da LuisB
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martedì, 08 gennaio 2008
360° Economia Quotidiana
In Italia in un anno 4,5 milioni di navigatori web in più
Secondo Nielsen Online sono oltre 23 milioni, +3% rispetto a ottobre, gli utenti che si sono connessi al web almeno una volta a novembre da casa e/o da ufficio (24,5 se si includono anche gli utilizzatori di applicazioni come gli instant messenger). Gli utenti che accedono alla rete da casa sono stabili a 18,8 milioni, quelli che navigano dall’ufficio continuano a crescere superando a novembre i 9,2 milioni (+5% su ottobre). A novembre, sono cresciuti i siti dedicati alla casa, alla cucina e alla bellezza (9 milioni di utenti, +9% su ottobre) e quelli dedicati allo shopping (oltre 15,1 milioni di utenti, +7%). In un anno, sono cresciuti del 23%, da 20 a 24,5 milioni, i navigatori che accedono da casa e ufficio, frutto di un +9% degli utenti da casa e di un aumento degli utenti da ufficio di circa un milione da aprile 2007 (mese della prima rilevazione separata degli accessi dal lavoro) a novembre. Sempre fra novembre 2006 e novembre 2007, le sessioni di navigazione sono cresciute del 7%, le pagine viste sono passate da 1.300 a 1.600 circa (+22%) e il tempo speso online per persona è aumentato di quasi 4 ore, da 18 a 22 ore.
L’aumento di tutte le metriche sui consumi della rete è la diretta conseguenza della crescente diffusione nelle famiglie della banda larga, utilizzata ormai da quasi l’80% dei navigatori. Quanto al cosiddetto web 2.0, raccoglie l’interesse di 13,6 milioni di persone, il 61% dei navigatori italiani, e i frequentatori di blog sono 6,4 milioni.
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Scadenze imminenti brevetti medicinali
Con l'inizio del 2008 si apre un biennio che vedrà scadere i brevetti di copertura di medicinali di ampio utilizzo. Già dal primo dell'anno sono scadute le coperture brevettuali di amlopidina, omeprazolo, ramipril, claritromicina e pravastatina.
Il 17 maggio sarà il turno di cefuroxima; a seguire, durante l'estate, anche di bicalutamide e fluvastatina, 8 luglio e 1 agosto, rispettivamente. Con l'autunno cadranno i brevetti per afluzosina (4 ottobre), ondansentrone (1 novembre), venlafaxina (7 dicembre), sumatriptan (12 dicembre).
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Enel Moody’s taglia rating senior a A2
Enel ha reso noto che Moody’s ha tagliato il rating senior della società da A1 ad A2. Moody’s ha altresì deciso di porre sotto osservazione tale nuovo rating (al pari del rating a breve termine di Enel, confermato a Prime-1) per una possibile ulteriore riduzione, in attesa della presentazione del nuovo piano industriale (prevista per il mese di marzo del 2008) e della valutazione degli impatti di tale piano sulle attività e sulla struttura finanziaria del Gruppo.
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Fiat acquista 6,5 milioni di azioni proprie al prezzo di 15,94 euro
Fiat ha reso noto di avere acquistato in data 7 gennaio 2008 n. 6,1 milioni di azioni ordinarie proprie al prezzo medio unitario di euro 15,9438 al lordo delle commissioni.
L’operazione rientra nell’ambito del programma di acquisto azioni proprie annunciato lo scorso 5 aprile.
Dall’inizio del programma la società ha acquistato n. 26,582 milioni di azioni ordinarie per un investimento complessivo di 523,3 milioni di euro.
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In Svizzera il tasso di disoccupazione è sceso al 2,8%.
Nel 2007 il tasso di disoccupazione medio in Svizzera è sceso al 2,8%. Per ritrovare un valore inferiore bisogna tornare al 2002, quando i disoccupati rappresentavano il 2,5% della popolazione attiva. I disoccupati iscritti presso gli uffici di collocamento erano circa 110.000 a fine dicembre, ovvero 20.000 in meno rispetto all'anno precedente. Nel corso del 2007 il tasso di disoccupazione è regredito tra gennaio e giugno, passando dal 3,3% al 2,5%. Si è poi mantenuto fino alla fine di ottobre tra il 2,5 e il 2,6%, stando ai dati pubblicati lunedì dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Tra giugno e settembre il numero di disoccupati è stato per tre volte al di sotto dei 100'000, una situazione che non si osservava dall'agosto del 2002. Nonostante l'aumento registrato negli ultimi mesi dell'anno (2,7% in novembre e 2,8% in dicembre), dovuto in particolare a fattori stagionali, il bilancio per il 2007 è positivo. Il tasso di disoccupazione medio annuale si è attestato al 2,8%, mezzo punto percentuale in meno del valore registrato nel 2006.
Alla fine di dicembre, 109.012 disoccupati erano iscritti agli uffici regionali di collocamento, ossia 4.192 in più rispetto al mese precedente, ma ben 19.568 in meno rispetto allo stesso mese del 2006. Le persone in cerca d'impiego registrate, segnala la SECO, erano 164.838 in dicembre, in calo del 14.2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nell'arco di dodici mesi è pure calato il numero di giovani disoccupati (15-24 anni), sceso di 4.924 unità a 17.476. Non bisogna dimenticare che malgrado la ripresa, la Svizzera conta ancora oggi con 160.000 senza lavoro ai quali bisogna aggiungere 260.000 impiegati a tempo parziale che vorrebbero aumentare il loro volume di lavoro.
Secondo le stime attuali, il fondo di compensazione dell'assicurazione contro la disoccupazione chiuderà l'esercizio 2007 con entrate da contributi pari a 4,68 miliardi di franchi (4,50 miliardi nel 2006) ed entrate globali pari a 5,39 miliardi di franchi (2006: 5,25 miliardi). I costi complessivi ammonteranno a 5,36 miliardi di franchi (2006: 6,30 miliardi), per un utile di 0,03 miliardi di franchi (2006: perdita di 1,05 miliardi). Sebbene il 2007 abbia segnato un ritorno alle cifre nere, le casse dell'assicurazione contro la disoccupazione rimangono deficitarie. Per ammortizzare il debito di questa assicurazione sociale (circa 5 miliardi), il governo ha recentemente proposto di aumentare l'aliquota di contribuzione dal 2 al 2,2%. La misura dovrebbe comportare entrate supplementari pari a 460 milioni all'anno. Il Consiglio federale elvetico prevede ugualmente di procedere a tagli nelle prestazioni. La procedura di consultazione sulla revisione della legge contro la disoccupazione durerà fino alla fine di marzo. La disoccupazione è più forte nella Svizzera francese e italiana. Le donne sono più colpite degli uomini, gli stranieri più degli svizzeri. In generale il tasso di disoccupazione in Svizzera è più basso di quello dell'Unione europea.
Fatti & cifre
- Tasso di disoccupazione in dicembre: 2,8%
- In novembre: 2,7%
- Tasso annuale medio 2007: 2,8%
- Nel 2006: 3,3%
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Petrolio tra aumento produzione e rincaro prezzi
Prezzi petroliferi in risalita sui mercati asiatici, dopo essere scesi ieri quasi del 3 per cento. In giornata a Singapore il Light Sweet Crude con consegna a febbraio era trattato a 95,64 dollari il barile, con un rincaro di 55 centesimi rispetto ai 95,09 dollari della chiusura serale a New York, dove aveva perso 2,82 dollari a barile. Il Brent del Mare del Nord a sua volta era scambiato a 95,01 dollari-barile, 57 centesimi in più contro i 95,09 dollari di 24 ore prima. Si tratta del primo rincaro dopo tre giorni di calo consecutivi, seguiti al record dei 100 dollari al barile toccato lo scorso 3 gennaio.
L'Opec con tutta probabilità non deciderà di aumentare la produzione nel prossimo vertice in programma il primo febbraio se i prezzi rimarranno a questo livello. Se il prezzo resta a questo livello e suoi membri non faranno niente. I ministri, infatti, guardano al secondo trimestre quando la domanda stagionale inizierà a scendere.
Nel frattempo procede secondo i tempi previsti il piano di aumento della capacità di produzione petrolifera della Saudi Aramco, compagnia di stato saudita, con l'obiettivo di arrivare a 12 milioni di barili al giorno nel 2009. La messa in produzione del giacimento di Khursaniyah da 500.000 b/g ha subito un ritardo di qualche mese e invece dello scorso dicembre, come previsto, avverrà nel corso del primo trimestre di quest'anno. Gli altri progetti di espansione fino a tutto il 2009 procedono nel rispetto dei tempi stabiliti. Arriveranno a 12 milioni di b/g nel 2009. Se si include la quota saudita della zona neutrale interposta tra il regno e il Kuwait, si sale a 12,5 milioni.
Entro la fine di quest'anno saranno realizzate l'espansione del giacimento di Shaybah per aggiuntivi 250.000 b/g e la messa in produzione del campo di Nuayyim per 100.000 b/g. A metà 2009 è previsto che entri in produzione il giacimento di Khurais da 1,2 milioni b/g, e a settembre del 2011 quello di Minnefa, da 900.000 b/g, con un ritardo di tre mesi di quanto in precedenza comunicato. L'Aramco ha in programma anche l'aumento della capacità di produzione di gas metano dagli attuali 9,5 miliardi di piedi cubi/giorno a 12 miliardi entro il 2011. Per la metà di luglio dovrebbero essere avviati gli impianti di Khursaniyah e Hawiyah. Il primo ha una capacità di trattamento di un miliardi di piedi cubi. L'espansione di quello di Hawiyah aumenterà la capacità di produzione del giacimento di 800mila piedi cubi per arrivare a 2,4 miliardi. Il progetto offshore di Karan da 1,5 miliardi di piedi cubi al giorno entrerà in produzione entro fine 2011. Questo gas sarà trattato insieme a quello prodotto dal campo petrolifero di Moneefa.
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Distretti della moda bene pelletteria e occhiali, in difficoltà il tessile
Esportazioni sostenute nei distretti italiani della moda, che nel secondo trimestre del 2007 realizzano un +7,6%, contro il +5,5% della media dei distretti nazionali (in rallentamento, dopo il +8,1% nel primo quarter). Inoltre, nei tre mesi, i fashion district italiani hanno mostrato maggiori difficoltà rispetto alle imprese delle aree non distrettuali (+14% la crescita dell'export da aprile a giugno 2007). Nel primo semestre del 2007, invece, la crescita è stata dell'8,6% sia nei distretti sia nei "non distretti". Si constata cosi la disomogeneità dei risultati sia tra specializzazioni, sia all'interno dello stesso segmento. Spiccano, infatti, le buone performance della pelletteria (in particolare il polo fiorentino, con un +12,6% delle esportazioni semestrali) e dell'occhialeria (+16,9% a Belluno) e arrivano conferme di recupero nel settore orafo, anche grazie alle maggiori quotazioni dei prezzi dell'oro.
Più articolato il discorso per il comparto conciario, dove Santa Croce ha proseguito il trend crescente (+21,2%), mentre Arzignano ha subito un calo (-6,2%). In flessione, nell'area calzature, i poli di Lucca e Lamporecchio, come pure il Veronese. Rallentano Fermo e Motebelluna, mentre accelerano S. Mauro Pascoli (grazie alle vendite in Russia, salite del 41% nel primo semestre 2007), S.Croce sull'Arno e Vigevano (sostenuto dai successi negli Usa, nonostante il minidollaro, e in Ue, Germania in testa). In difficoltà, inoltre, i produttori tessili (-9% le esportazioni semestrali di Biella) mentre vengono giudicate “più in salute” le zone specializzate nell'abbigliamento. Nelle produzione a valle, gli esperti segnalano le buone performance della maglieria di Carpi (+8,2%), ma anche della calzetteria di Castel Goffredo, del jeanswear di Montefeltro, nonché dell'abbigliamento di Empoli, Rimini, Bari e nell'area sud-abruzzese.
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Airbus record di vendite nel 2007
In attesa di pubblicare il 16 gennaio i dati ufficiali di vendita della controllata Airbus, che si annunciano eccezionali, il gruppo EADS ha visto scendere di circa il 4% le proprie quotazioni alla borsa di Parigi. A causare l’arretramento sarebbe stato il settimanale tedesco Wirtschaftswoche con un articolo che prevede un ulteriore slittamento dell’A400M. In ottobre il costruttore aerospaziale europeo, al quale il primo ritardo è già costato 1,37 miliardi di euro, aveva già parlato della possibilità di altri sei mesi di ritardo, ma l’indiscrezione ha rinfocolato i timori per il primo programma tutto militare di Airbus. Il corso delle azioni - sulle quali Deutsche Bank ha di recente modificato la propria posizione da "hold" a "sell" - potrebbe però migliorare tra pochi giorni quando Airbus renderà noto il suo nuovo record di vendite.
L’ultimo dato disponibile, diffuso a fine novembre, parlava di 1.204 aeroplani venduti. Con i dati di dicembre Airbus potrebbe non solo stabilire il primato interno, ma anche superare i rivali di Boeing a quota 1.413 ordini netti. La società non si sbilancia, limitandosi a dire che «saremo molto vicini, da questa o da quella parte, a livelli mai visti prima». Nel 2006 la gara si era chiusa con Boeing in vantaggio per 1044 a 790, mentre nel 2005 Airbus batté Boeing 1055 a 1002 grazie ad uno sprint eccezionale nelle ultime settimane dell’anno.
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Scritto: da LuisB
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venerdì, 16 novembre 2007
x7 Settimana Focus Economia
Entro il 2026 l'Italia comprerà 500 nuovi aerei
Il costruttore aeronautico statunitense Boeing ritiene che nei prossimi vent’anni il mercato mondiale richiederà circa 28.600 aerei di linea (divisi fra cargo e passeggeri), per una spesa complessiva di 2.800 miliardi di dollari. E sempre secondo Boeing, il mercato italiano ne andrebbe ad assorbire tra e 400-500 aerei, per un valore complessivo di circa 40 miliardi di dollari, stima in rialzo di circa il 20% rispetto a 18 mesi fa. In termini quantitativi Boeing, conferma sostanzialmente tutte le aspettative di medio/lungo termine già espresse nelle più recenti analisi, cioè, un ventennio di sviluppo e rinnovamento che l’azienda statunitense continua ad affrontare in un’ottica completamente diversa da Airbus. Secondo il pensiero Boeing vuole sottolineare che le compagnie aeree, in futuro, tenderanno a privilegiare le rotte point-to-point, senza scali intermedi. Una frammentazione del traffico aereo che modificherà l’attuale sistema di "hub" principali e "spoke" secondari, con un maggior numero di voli diretti.
In quest’ottica, secondo Boeing, la strategia delle compagnie aerea deve essere di puntare su aerei con un minor numero di posti rispetto ai giganteschi A380 del concorrente europeo, ma più versatili e in grado di coprire tanto le medie quanto le lunghe distanze. Un ipotetico volo diretto Roma-New York con 787-9 è assai più efficiente dello stesso tragitto coperto in due tratte, con un A320 (a corridoio singolo) fino a Londra e un A380 da oltre 500 posti per la rotta restante. Il costo passeggero/miglio è di circa il 12% in meno nella prima soluzione, ed anche in termini di emissioni di CO2 la riduzione è interessante (-16%). Sulla base di queste osservazioni, il mercato più vivace e recettivo a livello mondiale sarà quello dei velivoli a doppio corridoio, tra i 200 e i 400 posti. In tale segmento strategico la Boeing si presenta con un’ampia gamma di soluzioni: la famiglia 777 (nelle versioni 300-ER da 365 passeggeri e la 200-ER da 310 posti), e la famiglia 787 (nella versione 787-9 da 280 posti e 787-8 da 242). Nella stessa fascia l’Airbus propone invece solo le tre versioni dell’A-350 (da 350, 314 o 270 posti). Il settore degli aerei di grandissime dimensioni, tipo 747 o A380, secondo la Boeing non andrà oltre la quota del 9% del mercato. Una quota di sicuro non trascurabile, né trascurata, dal costruttore americano, che con il rinnovo del classico Jumbo nella versione 747-8 ritiene di aver raggiunto un ottimo punto di equilibrio.
Nell’arco di tempo preso in considerazione, si ritiene che il mercato italiano assorbirà tra i 400 ed i 500 nuovi velivoli, per un valore attuale di mercato di circa 40 miliardi di dollari. Gli ordinativi riguarderanno 30-40 jet regionali, 300-400 aerei a corridoio unico, 50-70 aerei a doppio corridoio. Logicamente essendo vettori corto-medio raggio sono trascurabili o nulli il numero di aerei di grandissime dimensioni del tipo Boeing 747 o A380. La quota di aerei a doppio corridoio passerà quindi dall’attuale 15% al 20%, in considerazione anche delle grandi opportunità di sviluppo che la liberalizzazione dei voli tra Europa ed Asia andrà a generare. Se queste stime fossero confermate, il mercato italiano si configurerebbe come ideale per Boeing, e non tanto per il consorzio europeo Airbus, poiché che Boeing ritiene di avere nella gamma 737, 777 e 787 la migliore proposta per compagnie italiane, mentre l’Airbus A380 non troverebbe mercato. Sempre secondo Boeing. Da notare però che, seppure le stime di crescita proposte per l’Italia confermino un trend positivo almeno degli anni ‘90, esse non sono al pari con il resto d’Europa. A fronte di un incremento della flotta italiana di circa 2/3, le stime di crescita per il continente sono vicine al raddoppio. Il massiccio rinnovo delle flotte porterà l’Europa ad avere, nel 2026, circa il 90% di aerei a nuova tecnologia, costruiti cioè dal 2007 in poi, contro un 75% del resto del mondo. Sarà quindi l’insieme di flotte meno inquinante e più efficiente del mondo.
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Fiat aumenta vendite in ottobre del 7,1%
Il Gruppo Fiat ha saputo tirare pieno profitto dalla attuale congiuntura favorevole del mercato europeo dell'auto, con un incremento delle vendite del 7,1% in ottobre su base annua, a 96.417 unità ed una quota di mercato del 7,9% contro il 7,8% dell'ottobre 2006, che la colloca al sesto posto. Per l'incremento registrato è invece al terzo posto, dopo BMW (28,5%) e Daimler (11,7%). Nei primi dieci mesi dell'anno, il Gruppo Fiat ha immatricolato 1.019.013 autovetture, con un incremento del 6,7% che è il più alto dopo l'11,5% della Honda e superiore al 6,4% della BMW. Renault registra invece un calo del 7,9% seguita dalla Nissan (-7,7%). All'interno del Gruppo, la Fiat occupa un posto importante con una quota del mercato europeo pari al 6,3%. Cosi come nel recupero, con un incremento del 7,9% nei primi dieci mesi, seguito da un 5,7% della Lancia. Crescono quote e volumi di Fiat Group Automobiles in ottobre in Europa. Infatti, nei primi dieci mesi dell'anno, a fronte di un mercato praticamente stabile, in crescita dello 0,3 per cento rispetto al 2006, Fiat Group Automobiles incrementa le vendite del 6,7 per cento (quasi 1.020.000 immatricolazioni rispetto alle 955 mila dell'anno scorso) e ottiene una quota dell'8,1 per cento, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto al 2006. Nel progressivo annuo Fiat Group Automobiles mantiene la quinta posizione tra i costruttori.
In ottobre, a fronte di un mercato cresciuto del 5 per cento (1.219.000 immatricolazioni rispetto a 1.161.000 di un anno fa), i volumi di Fiat Group Automobiles sono cresciuti del 7,1 per cento, con oltre 96 mila vendite nel mese, e una quota del 7,9 per cento del mercato. Fiat Group Automobiles aumenta in ottobre i volumi di vendita in tutti i principali mercati europei: +3,5 per cento in Germania, +2,9 per cento in Francia, +0,9 per cento nel Regno Unito e +0,7 per cento in Spagna. In quest'ultima nazione va segnalato l'ottimo risultato complessivo annuo, con una crescita dei volumi pari al 10,3 per cento. Nei primi dieci mesi del 2007 crescono anche i volumi in Francia (+1 per cento) e Regno Unito (+3,4 per cento). Il brand Fiat ha immatricolato in ottobre quasi 77 mila vetture, il 10,2 per cento in più rispetto alle 69 mila dell'anno scorso. La quota del marchio è del 6,3 per cento del mercato, in crescita nel confronto con lo stesso mese del 2006 di 0,3 punti percentuali. Nel progressivo annuo le vendite sono state oltre 786 mila, il 7,9 per cento in più rispetto ai primi dieci mesi dell'anno passato. La quota complessiva è del 6,2 per cento, 0,4 punti percentuali in più rispetto al 2006.
Oltre a vedere in positivo le vendite il gruppo Fiat grazie alla nuova piccola 500 viene premiato con il dodicesimo titolo di "Auto dell'anno", ottenuto nove volte con il marchio principale, due con Alfa Romeo e una con Lancia. Il Lingotto diventa il primo produttore ad aver conquistato per due volte il premio con una vettura di fascia A: ci era già riuscito, infatti, con la Panda nel 2004. Nella votazione finale la 500 ha sconfitto Ford Mondeo, Kia Cee'd, Mazda2, Mercedes C-class, Nissan Qashqai e Peugeot 308.
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Nella GDO il marchio privato verso l’alto di gamma
Le insegne della grande distribuzione stanno pensando a un nuovo modo di intendere i propri marchi privati: non più solo prodotti con prezzi competitivi, ma anche di fascia alta o addirittura di nicchia. Del resto i numeri sembrano dar loro ragione. Secondo Nielsen, infatti, dal 2003 a settembre 2007 il consumo dei beni a marchio privato nella grande distribuzione è salito del 2% arrivando a coprire il 13% delle vendite di prodotti freschi. Auchan ha iniziato a investire su prodotti biologici, equo solidali, tipici regionali e da febbraio 2008 introdurrà una linea di cosmetici. Coop, che da tempo dispone di prodotti biologici e ed equo solidali, l’anno scorso ha lanciato una linea di abbigliamento solidale e sta valutando la possibilità di entrare con il proprio marchio anche in settori “sofisticati” come i farmaci. Pure Carrefour e Pam stanno prendendo in considerazione la possibilità di realizzare prodotti a marchio per la fascia alta del mercato.
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Olympus ricavi a +13,6% nel 1° semestre
Nel semestre terminante a settembre 2007 Olympus ha realizzato ricavi per circa 550,3 miliardi di yen (circa 3,9 miliardi di euro) in crescita del 13,6% rispetto allo stesso periodo del 2006. Le vendite di digital camera hanno realizzato ricavi per 149,6 miliardi euro, (circa 923 milioni di euro) in crescita del 23,7% arrivando a rappresentare il 27% dei ricavi del gruppo. Nel semestre gli utili netti sono cresciuti del 69,7% passando da 18,7 miliardi di yen (circa 111 milioni di euro) a circa 31,8 miliardi di yen (circa 196 milioni di euro). Grazie a questi risultati Olympus conta di chiudere il proprio anno fiscale il prossimo 31 marzo 2008 con ricavi per 1.163 miliardi di yen (circa 7,1 miliardi di euro) con una crescita anno su anno del 9,5%.
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Contraffare passione per le imprese del sistema Italia
L’Italia è il primo produttore di beni contraffatti a livello europeo, il terzo a livello mondiale, con un giro d’affari complessivo di oltre 7 miliardi di euro. Record di contraffazione per la merce venduta via Internet, dove i falsi superano il 30%. La produzione di falsi in Italia risulta strettamente legata agli stessi distretti industriali che operano nella produzione legale. I canali attraverso cui vengono veicolati i prodotti contraffatti, sono due: gli abusi e internet.
Sui complessivi 7 miliardi di euro del giro d’affari, 3,3 sono spesi per il 56% in abbigliamento/moda, con circa 60,6 milioni di atti di acquisto stimati e per un giro d’affari di circa 2 miliardi di euro, per il 35% nel settore accessori, con circa 38 milioni di atti d’acquisto annui e un giro d’affari stimato di circa 1,2 miliardi di euro, per il 9% nel settore dei prodotti multimediali e informatici.
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Pomellato continua a crescere ricavi a 130 milioni di euro
Fatturato in crescita per Pomellato, gruppo di gioielleria che compie quarant’anni e festeggia con una nuova sede e un ambizioso piano di aperture di negozi. Il gruppo prevede di chiudere il 2007 con un fatturato consolidato di 130 milioni di euro (+16% rispetto al 2006) e un Ebitda pari a circa 28 milioni (+16%). Le previsioni arrivano alla luce dei risultati registrati nei primi nove mesi dell’anno che hanno visto ricavi in crescita del 14,6% (a 84,2 milioni) e un Ebitda di 17,9 milioni di euro (+17,3%).
Per il 2008 il gruppo punta a sviluppare il retail con tre nuovi negozi Pomellato a Roma, Londra e Los Angeles, e uno con l’insegna Dodo a Firenze. Allo studio anche l’apertura di un punto vendita a Monaco di Baviera o a Ginevra. Investimenti (23 milioni di euro) anche per la nuova sede milanese che include il laboratorio-fabbrica della casa di gioielli dove si produce il 60% del fatturato.
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Solidarietà sociale avvia gara per campagna su immigrati
La direzione generale dell'Immigrazione del ministero della Solidarietà sociale ha avviato una gara per l’affidamento di una campagna di comunicazione istituzionale “sull'inclusione sociale dei migranti”. L’agenzia/rti vincitrice dovrà occuparsi “dell’ideazione e diffusione dei messaggi pubblicitari; sensibilizzazione e coinvolgimento dei destinatari; attività di verifica dei risultati”. Si tratta di una gara con procedura accelerata, dovuta alla necessità di impegnare le risorse finanziarie prima della chiusura dell'esercizio finanziario. Il budget è di 1,63 milioni iva esclusa. Le domande di partecipazione dovranno essere spedite entro il 5 dicembre, mentre gli inviti a partecipare saranno mandati il 6 dicembre.
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Italease raggiunto accordo con Bei su cartolarizzazione Ita-Bei
Banca Italease ha comunicato di avere concluso con Banca europea per gli investimenti (Bei) un accordo volto a regolare gli effetti derivanti dall’intervenuta variazione del proprio rating sull’operazione di cartolarizzazione denominata Ita-Bei avviata nel dicembre 2005, in particolare relativamente ai titoli di serie A1 dell’importo nominale di 350 milioni di euro. Bei ha rinunciato all’esercizio degli effetti contrattuali collegati al downgrading, segnatamente, al diritto a ricevere una maggiorazione del tasso di interesse dei titoli detenuti (clausola di step-up), al diritto di interrompere il periodo di revolving del portafoglio, nonché al diritto di esercitare un’opzione put di riacquisto dei sopra citati titoli di serie A1, con correlato pagamento della penale prevista. Il costo della garanzia, da corrispondersi in via trimestrale posticipata, è pari allo 0,45% per anno, da calcolarsi sull’importo nominale dei titoli di serie A1 e dei relativi interessi.
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L'e-commerce in Italia a quota 1% del retail
Sebbene in crescita del 20% annuo l’Italia in termini di fatturato, il commercio elettronico B2C perde terreno sul fronte del valore. Il settore del turismo incide per oltre il 50%, ma all’appello manca la GDO. Le indicazioni per il 2007 evidenziano una crescita di circa il 30%, per un giro d’affari globale che supererà i 5,3 miliardi di euro ma la situazione non è poi così rosea. Infatti, seppure la cifra riportata risulti considerevole in valore assoluto è ancora poco significativa in termini di incidenza sul totale del retail italiano (circa l’1%) e decisamente insufficiente per avvicinarsi ai paesi europei più evoluti. Nel 2007 il 50% dell’intero fatturato derivante dall’e-commerce italiano se lo aggiudicherà il settore turismo. Il secondo gradino del podio, ma con un risultato nemmeno lontanamente comparabile, lo occuperanno l’informatica e l’elettronica di consumo che faranno registrare transazioni per quasi 500 milioni di euro che equivalgono al 9% di tutto il B2c italiano. Tuttavia, va sottolineato che in termini di prodotti venduti, il settore informatica ed elettronica di consumo raggiunge la prima posizione.
Trasformando questi concetti in numeri, l’informatica e l’elettronica di consumo a fine 2007 dovrebbero raggiungere un fatturato superiore di circa 20% rispetto ai 410 milioni di euro del 2006, mentre la quota di mercato dovrebbe scendere dal 10% al 9%. E questo nonostante nel corrente anno si prevede saranno evasi quasi 2,2 milioni di ordini, il 10% in più rispetto al 2006, e con un valore medio dell’ordine di 226 euro contro i 215 dell’anno precedente, buona parte risulta che la crescita va ascritta al buon andamento di prodotti ad alto valore come Tv Lcd e notebook. Ma, secondo un’altra chiave di lettura. Però anche l’informatica e l’elettronica di consumo è tra i comparti quello con la concentrazione più bassa: i primi 5 player rappresentano solo il 38% del mercato. In effetti, il panorama delle iniziative si presenta piuttosto variegato ed eterogeneo e con diversi modelli di business.
Anche nel 2007, sono le Dot Com Pure Player a farla da padrone, infatti, si aggiudicano circa il 50% del mercato. Queste realtà puntano su un’ampia gamma (si arrivano a superare i 20 mila articoli a catalogo), nemmeno lontanamente paragonabile a quella dei negozi fisici. Questo si deve principalmente al modello di virtual reseller, che cerca di sfruttare il principio della “long tail” (ottenere una percentuale significativa di fatturato anche da articoli di cui si vendono solo alcune unità). Oggi questi operatori hanno puntato sull’ampiezza di gamma e sulla ricchezza informativa, che prevede schede prodotto estremamente complete. Più di recente, hanno spostato l’attenzione sui motori di ricerca, Questi elementi differenziali devono però essere parte di una value proposition molto ampia, che non può trascurare gli aspetti prezzo e servizio, e che deve essere sempre concorrenziale nei confronti l’offline.
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Telecom Italia lancia il canale Bonsai
Ritmo, varietà, format brevi e ideati su misura per un pubblico tra i 15 e i 28 anni. Sono gli ingredienti di Bonsai, nuovo canale televisivo attraverso cui Telecom Italia intende rivolgersi alla fascia di pubblico giovane che alla televisione preferisce fruire contenuti via web e altre piattaforme. In onda da ieri su l’iptv Alice Home Tv e il portale internet Rosso Alice, 24 ore su 24, Bonsai presenta un palinsesto declinato in oltre 20 aree tematiche, proponendo un mix tra intrattenimento e informazione. Caratteristica peculiare è l’interattività, che permette agli utenti sia di interagire in diretta col canale per esprimere il gradimento di un programma sia di inviare i propri contenuti.
Bonsai si tratta di una produzione interna, realizzata in collaborazione con Yam112003, società del Gruppo Endemol. Il palinsesto prevede due ore e mezza di programmi, che vengono poi ripartiti su tutta la giornata, caratterizzati da un ritmo veloce e della durata compresa tra 30 secondi e 60 minuti. Il 50% viene autoprodotto, mentre il 40% dei programmi è stato acquisito da società terze, tra cui Bbc, Channel Four ed Endemol International. Una quota del 10% viene destinata invece a contenuti realizzati dagli utenti, selezionati al fine di favorire la ricerca di nuovi talenti da valorizzare. L’obiettivo di Telecom Italia è di arrivare a 750 mila abbonati entro il 2009.
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Vino e ortofrutta è “boom export”
Nell’attuale panoramica delle esportazioni italiane vino e ortofrutta salgono in vetta dell’export agricolo, con aumenti (riguardo e primi nove mesi 2007), rispettivamente del 10,5 per cento e dell’11 per cento, continua, invece, a crescere la spesa per l’import di cereali (più 7,5 per cento), questo in merito ai dati Istat di settembre sul commercio estero. Nello scorso mese di settembre le esportazioni agricole italiane hanno fatto registrare, rispetto all’analogo mese del 2006, una crescita tendenziale del 18,2 per cento. Una cifra rappresentativa ben superiore a quella delle importazioni che sono aumentate del 7,3 per cento. Tendenza confermata anche dall’andamento dei primi nove mesi dell’anno, infatti, l’export segna un incremento del 10,5 per cento nei confronti dello stesso periodo dell’anno scorso, mentre l’import ha un rialzo pari al 2,8 per cento.
Nei posti più alti della tabella il vino e ortofrutta rappresentano, dunque, gli elementi trainanti del “Made in Italy”. In particolare il vino, mette a segno, nonostante il perseverare del’euro forte, successi su tutti i mercati internazionali: si va dall’aumento dell’8 per cento negli Stati Uniti d’America al 12 per cento nell’Unione Europea. Vieni inoltre a rafforzar il trend positivo anche sui nuovi mercati: più 7,5 per cento in Giappone e più 8,2 per cento in Cina. Addirittura più 21 per cento in India, dove, però, le importazioni di vino italiano sono ancora modeste. Il vino, quindi, continua ad essere la principale voce dell’export agroalimentare italiano con oltre 3,1 miliardi di euro (771 milioni di euro solo negli Usa). Praticamente un terzo dell’intero fatturato globale del settore pari a più di 9 miliardi di euro.
Al grande spolvero dell’export agricolo italiano ha contribuito anche l’ortofrutta che, dopo anni di difficoltà, ha avuto significativi risultati. In sensibile crescita la frutta fresca con un più 12 per cento, seguita dagli ortaggi con un più 10,1 per cento e dai trasformati con un più 3,2 per cento. Sul fronte dell’import agricolo, la cui dinamica è nettamente più attenuata rispetto all’export, si verifica comunque, l’aumento della spesa per i cereali, pur diminuiti in quantità. La causa è da attribuire alla fiammata dei prezzi sui mercati internazionali che, tuttavia, già da ottobre hanno segnato un ridimensionamento di circa il 10 per cento.
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Scritto: da LuisB
13:55 Scritto in Aeronautica, Economia, Fashion, Finanza, Tecnologia, x7 - Settimana Focus Economia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: Economia, Mercato, Industria, Internet, Agroalimentare, Tecnologia
giovedì, 15 novembre 2007
360° Economia Quotidiana
Vendita biglietti aerei online rischio chiusura per pubblicità ingannevole
Durante una serie di controlli la Commissione Europea ha puntato l’attenzione sui siti che promuovano e vendano biglietti aerei online molto di loro gestiti direttamente dalle stesse compagnie aeree europee. L’intento è stato quello di verificare che non contengano messaggi di pubblicità ingannevole. In sostanza l’indagine è stata rivolta a capire se i siti veicolassero dei contenuti promozionali non corrispondenti in modo chiaro alla reale spesa a cui i clienti al momento dell’acquisto devono sobbarcarsi rispetto a quanto annunciato dalla pubblicità. Con queste azioni di controllo è risultato che sono addirittura 200 i siti che sfuggono ai principi di una corretta informazione pubblicitaria e quindi incorrono nel reato di pubblicità ingannevole che danneggia il consumatore, violando le leggi dell’UE in fatto di trasparenza della comunicazione di marketing.
Le infrazioni più frequenti riscontrate riguardano i prezzi enunciati nella home page, che spessissimo sono proposti senza l’aggiunta delle tasse e delle varie imposte aeroportuali. Ma anche quei voli che vengono promossi come gratuiti (o con dei costi irrisori) che all’atto dell’acquisto si rivelano invece decisamente dispendiosi. E poi la volontaria occultazione delle tariffe più convenienti e l’obbligo di acquisto di formule assicurative incluse in certe offerte particolari. Non sono stati ancora resi noti i nomi delle compagnie i cui piani di comunicazione online non rispetterebbero i dettami dell’Unione Europea. Resta che se le stesse non uniformeranno alla legge i loro siti Web già entro la fine del 2007, si troveranno a rischiare il blocco dei siti da parte della Commissione.
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Bulgari utile netto 9 mesi +26% a 99 milioni di euro
Bulgari ha reso noto di avere chiuso i primi nove mesi del 2007 con ricavi pari a 746 milioni di euro, in crescita del 9% rispetto ai 687 milioni del corrispondente periodo del 2006 (+14% a cambi comparabili). Segnali positivi sono arrivati dal mercato giapponese che, dopo alcuni trimestri negativi, ha registrato per la prima volta nell’anno un’inversione di tendenza con un incremento delle vendite del 9% portando a -3% il tasso di crescita cumulato nei nove mesi.
Il margine di contribuzione è passato da 441 a 478 milioni di euro e l’utile operativo a 108 milioni da 95 milioni di euro. L’utile netto si è attestato a 99 milioni di euro, in crescita del 26% rispetto ai 78 dei primi nove mesi del 2006. L'indebitamento finanziario netto del Gruppo al 30 settembre era pari a 177 milioni di euro (47 milioni a fine 2006) a fronte di un patrimonio netto di gruppo di 726,8 milioni di euro (734,9 milioni a fine 2006). Il Gruppo Bulgari stima registrare per l’intero anno 2007 un incremento del fatturato a cambi comparabili e dei profitti netti pari a circa il 12%.
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Parmalat utile 9 mesi a 276,3 milioni di euro
Parmalat ha reso noto di avere chiuso i primi nove mesi del 2007 con un fatturato netto pari a 2.797,4 milioni di euro, in crescita del 5,4% rispetto ai 2.654,1 milioni di euro del corrispondente periodo del 2006. L’ebitda è salito a 254,1 milioni da 246,7 milioni di euro. Il risultato operativo è balzato a 339,6 milioni da 215,8 milioni di euro grazie al raggiungimento di accordi transattivi. L’utile netto è di conseguenza salito a 276,3 milioni da 97,3 milioni di euro.
La posizione finanziaria netta al 30 settembre 2007 era pari a +327,6 milioni di euro (-170 milioni di euro a fine 2006) a fronte di un patrimonio netto di 2.307,8 milioni di euro (2.051,7 milioni di euro).
L’evoluzione dei primi nove mesi dell’anno risulta in linea con le previsioni, nonostante l’andamento non favorevole del Venezuela, e l’incremento del costo di acquisto del latte. Si prevede tuttora che, su base annua, l’incremento dell’ebitda sia di circa il 7 – 10% rispetto all’esercizio precedente.
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Acea utile netto 9 mesi +11,2%
Acea ha reso noto di avere chiuso i primi nove mesi del 2007 con ricavi pari a 1.809,1 milioni di euro, in crescita del 17% rispetto ai 1.546,6 milioni di euro del corrispondente periodo del 2006. L’ebitda è salito a 357,7 milioni da 323,7 milioni di euro e l’ebit a 196,8 milioni da 195,2 milioni di euro.
L’utile netto di gruppo si è attestato a 105,4 milioni di euro, in aumento dell’11,2% rispetto ai 94,8 milioni di euro del corrispondente periodo del 2006. L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre era pari a 1.343,4 milioni di euro (1.197,6 milioni a fine 2006) a fronte di un patrimonio netto di gruppo di 1.335,6 milioni di euro (1.376,9 milioni a fine 2006).
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Buongiorno stima ricavi 2008 a 330-350 milioni di euro
Buongiorno ha comunicato che l’esercizio in corso dovrebbe chiudersi con ricavi standalone (senza tener conto del probabile consolidamento di iTouch per 1 mese) tra 172 e 178 milioni di euro e con un ebitda tra 20 e 22 milioni. Entrambi i dati saranno quindi inferiori rispetto allo scorso anno a causa delle difficoltà incontrate dalla società sul mercato direct to consumer americano. Su base proforma (con iTouch) i ricavi 2007 sono attesi tra 315 e 325 milioni di euro e l’ebitda tra 36 e 38 milioni. Per il 2008 sono previsti ricavi tra 330 e 350 milioni e un ebitda tra 41 e 45 milioni di euro. L’ebitda margin è quindi atteso in progresso dal 11,6% del 2007 al 12,6% del 2008. La società ha inoltre fissato come obiettivo il conseguimento di risparmi complessivi derivanti dalla integrazione di iTouch pari a 10 milioni di euro entro la metà del 2009.
Con l’acquisizione di iTouch, Buongiorno è diventata la società numero uno al mondo nel mobile entertainment con 38 uffici in 53 paesi, connessioni dirette con oltre 100 operatori telefonici nel mondo, accesso a oltre 2 miliardi di clienti di telefonia cellulare e una delle prime 3 posizioni in 8 dei più grandi mercati geografici mondiali. Buongiorno è leader del digital entertainment, sulla base di scelte strategiche già avviate nel 2007: lo sviluppo della divisione Marketing Services operante nel mercato del mobile e digital advertising, che nel 2007 si è rafforzata attraverso due acquisizioni in Olanda (HotSMS ) e in UK e US (Flytxt) e a conferma del crescente interesse delle grandi marche verso questi nuovi servizi;
- Lancio di Blinko, come consumer brand globale che affermi con forza la promessa di activate entertainment (collegato a Blinko, il forte impulso a nuovi servizi convergenti, disegnati per sfruttare la complementarietà di web e cellulare, con il rafforzamento delle attività di disegno e gestione di web e wap properties e la creazione di un forte team internazionale per le attività di ! marketin g on-line).
- La continua espansione geografica con lo sviluppo delle attività B2C in Turchia, Brasile, Argentina (grazie all’acquisizione di By-Cycle), Sud Africa, Australia, Benelux.
- Impulso alle attività in partnership con operatori e gruppi media in paesi quali Stati Uniti, Brasile,Turchia, Kuwait; le innovazioni di prodotto.
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In Europa solo un'azienda su cinque blocca i siti di social networking
Recenti studi indicano che solo un’azienda su cinque in Europa (pari al 21%) sta impedendo l’accesso a siti di social networking come ad esempio Facebook, MySpace ho Virgilio Community nonostante il fatto che i professionisti informatici siano bene a conoscenza dei nuovi pericoli che questi comportano. I siti di social networking vanno d’accordo con altre tecnologie che gli informatici percepiscono quali minacce, ma a cui non limitano o non possono limitare l’accesso; come instant messenger e siti di posta elettronica, indicando come i dipartimenti IT stiano scoprendo il fianco a rischi di sicurezza per più importanti opportunità di business.
I decision maker nel settore IT hanno spesso la difficile incombenza di dover attuare una scelta tra quello che loro sanno essere una seria minaccia alla sicurezza e altre priorità di business come la produttività o il morale del personale. Ed è qui che entrano in gioco le policy di sicurezza che fanno da ponte per colmare il gap tra quello che i dipartimenti IT vorrebbero bloccare in un mondo ideale e ciò che è realisticamente fattibile. La principale motivazione per cui i professionisti IT sono preoccupati di queste tecnologie è che sono convinti che siano un veicolo di diffusione dei virus (57%) e che favoriscano lo spam (54%). Gli atteggiamento sul blocco delle varie tecnologie sono differenti nei vari paesi Europei, infatti, i risultati rivelano che la Svezia è la più permissiva con un 57% di informatici che non limitano l’accesso ai propri dipendenti. Il Regno Unito invece ne esce come il più severo in Europa con solo il 28% che non blocca l’accesso.
Il download di file musicali e i siti di incontri on-line sono gli unici siti che rientrano su entrambe le liste nere come siti da bloccare e come minacce alla sicurezza.
Più comunemente sono bloccati
- I siti di incontri on-line (36%)
- Lo scaricamento di file musicali (36%)
- Le community musicali online( 24%)
- I contenuti video (24%)
- Le radio online (23%)
Tuttavia, gli strumenti percepiti come più pericolosi sono i download di musica (58%), i siti di incontri on-line (56%), l’instant messenger (53%), i siti di social networking (48%) e i siti di posta elettronica (46%).
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Raytheon prossima cessione divisione aerei
Secondo rumours di mercato da Boston sarebbe ormai prossima la cessione della Raytheon Aircraft Co. ad un fondo di investimento. Il gruppo Raytheon che ha la sua sede centrale nel Massachussetts è l’erede della storica Beechcraft ed ha sede a Wichita, nel Kansas, alla quale sarebbero interessati il gruppo Carlyle, la Cerberus Capital Management e la canadese Onex. Quest’ultima è reduce dal successo dell’acquisto e successivo collocamento in borsa delle attività civili di Boeing. La vendita - che dovrebbe concludersi entro 2007 - potrebbe fruttare a Raytheon tra i 2,75-3,25 miliardi di dollari.
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Bell’paese il regno degli shopping center
In Italia quest’anno sono stati inaugurati, 20 nuovi shopping center che hanno portato la superficie lorda commerciale a circa 10 milioni di mq collocando il bell’paese ai primi posti in Europa in termini di nuove aperture. Tra le operazioni più rilevanti ci sono state: Porta di Roma (110 mq), Roma Est (98 mila mq) e lo shopping center di Marcianise (Ce) (103 mila mq). L’Italia e la Turchia sono i due stati che, nel primo trimestre del 2007, hanno avuto il più alto volume di superfici. Questo dato ha fatto balzare l’Italia al sesto posto nella graduatoria dello sviluppo in Europa.
Secondo stime è probabile che nei prossimi tre anni debbano svilupparsi in Italia ancora 3-3,5 milioni di mq di nuove superfici; ciò significa investire 2,5 miliardi di euro ogni anno per una media di 20 nuove strutture. In programma nel triennio 2008-2010, la realizzazione di due factory outlet: uno a Venezia con 120 negozi e un investimento complessivo di 100 milioni di euro e uno a Catania, con 160 store e un investimento di 120 milioni di euro. Il comune di Torino sta studiando, invece, l’apertura di due grandi centri commerciali (si parla di due Esselunga e una Coop) nelle aree dimesse della Grandi Motori, dell’Alfa Romeo e della Comau.
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Periodici Mondadori a +0.8%, con France +17%
Nel terzo trimestre dell’anno, in Italia il comparto dei periodici ha registrato un calo di diffusioni del 5,8%, una più marcata flessione delle vendite di collaterali (-17,7%) e la ripresa (+2,8%) degli investimenti pubblicitari. Anche nel mercato francese è calata la diffusione dei periodici (-2,6%) mentre la raccolta, pur in ripresa, ha registrato ancora un calo dell’1%. In questo scenario, il fatturato consolidato al 30 settembre del gruppo Arnoldo Mondadori è stato di 1.441,7 milioni di euro con crescita del 16,9%. A perimetro costante, a meno dell’effetto del consolidamento di Mondadori France, la crescita è più moderata: +0,8% (contro un -1,1% al 30 giugno). L’utile prima delle imposte consolidato è di 130,3 milioni di euro (+0,2%), l’utile netto consolidato di 70,1 (-7,4%).
Tre i fenomeni principali che hanno influito sul trend: decremento dei ricavi diffusionali; significativa tenuta in un mercato in calo delle vendite di prodotti collaterali (+1,6%), flessione dei ricavi pubblicitari (-3,2%). Sul fronte delle diffusioni, Mondadori ha mantenuto la leadership di mercato con buona tenuta di Donna Moderna, le performance di Tv Sorrisi e Canzoni ancor prima del rilancio, la crescita dei ricavi diffusionali di Chi e la buona tenuta dell’area moda e del segmento up market. Continua lo sviluppo del Grazia International Network e il buon andamento di Attica Group in Grecia, Romania, Bulgaria e Serbia.
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Marvel Publishing porta i suoi personaggi online
Marvel Entertainment, editore delle saghe a fumetti dei supereroi, del calibro de “L’uomo ragno”, “X-men” e “I fantastici quattro” tra gli altri, ha annunciato il lancio di un sito web dedicato a tutti i suoi personaggi, che consentirà l’accesso a migliaia di “comics book”. Per accedere al sito bisognerà però pagare un abbonamento: 4,99 dollari al mese se ci si impegnerà per un anno, altrimenti la quota sale a 9,99 dollari. Marvel ha in programma di offrire 2.500 fumetti.
Di questi 250 saranno gratuiti, ma per un tempo limitato, in pratica una mossa per convincere i fan ad abbonarsi. Sul sito saranno pubblicate 20 storie a fumetti ogni settimana, in un mix di vecchie e nuove strisce. Tra i titoli più vecchi, le prime 100 storie di “Amazing Spider-Man” e di “The Fantastic Four,” i primi 66 fascicoli di “Uncanny X-Men” e i primi 50 di “The Avengers”. Tra i nuovi titoli, “Astonishing X-Men” di Joss Whedon, “The House of M”, “Young Avengers”, e “Runaways”. Alcune delle storie sono state appositamente ricolorate e ridigitalizzate per l’occasione.
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Vodafone sfida a duello Nokia and friends
L’operatore telefonico britannico Vodafone prova a cambiare le regole nella telefonia mobile, infatti, l’azienda propone ai suoi clienti una gamma di cellulari a marchio proprio. Da notare che non si tratta di soliti telefonini a brand Nokia, Motorola, Sony o Samsung, con il logo del colosso inglese collocato sopra e veicolati nel canale dell'operatore, bensì una vera e propria gamma di mobile device con brand proprio, studiati e pensati per essere «Totale Vodafone».
Vodafone va così a insidiare il business dei suoi tradizionali partner che sia la finlandese Nokia la statunitense Motorola ho e coreani della Samsung in primis, ma anche nuovi protagonisti come Htc e allo momento giusto l’Apple. Ancora ignoto il costruttore, ovvero il fornitore che li produce, ma si parla del gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei Technologies. L'offerta, stando a indiscrezioni, è tagliata sulla fascia medi alta del mercato. Vodafone pare puntare sul life style e sulla fashion technology con prodotti di immagine e di design, perciò di sicuro impatto tra e consumatori italiani. La gamma comprende sicuramente un clamshel e un uno slider con tastiera a serramanico, nascosta cioè all'interno del telaio dal quale fuoriesce a scatto. Il lancio è previsto per la fine del mese di Novembre.
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Scritto: da LuisB
13:05 Scritto in 360° Economia, Aeronautica, Borsa, Distribuzione, e-Commerce, Economia, Telecomunicazioni, Trasporti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: Economia, Industria, Telecommunicazioni, Media, Finanza, Aeronautica
lunedì, 29 ottobre 2007
360° Economia Quotidiana
Mediobanca utile netto primo trimestre +6,4%
Mediobanca ha reso noto di avere chiuso il primo trimestre dell’esercizio 2007/2008 con un margine d’intermediazione in aumento del 26,2% a 535,9 mln di euro (424,8 mln nel pari periodo del precedente esercizio). Il risultato della gestione ordinaria è migliorato del 28,5% passando da 333,9 mln a 429,1 mln e l’utile netto di competenza ha evidenziato un progresso del 6,4% salendo a 390,1 mln da 366,5 mln.
Tra gli aggregati patrimoniali gli impieghi alla clientela sono saliti da 28,7 da 26,8 miliardi e la provvista è aumentata a 34,9 mln da 34,2 miliardi. Il patrimonio netto si è attestato a 7,1 miliardi (6,9 mld al 30 giugno 2007).
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Banca Italease Consob censura bilancio 2006
Banca Italease ha comunicato che la Consob ha anticipato le seguenti censure sul bilancio al 31 dicembre 2006:
1) Non corretta valutazione e contabilizzazione dei derivati Over The Counter (Otc) sottoscritti con la clientela (Banca Italease, nei propri bilanci 2006, a fronte di un fair value positivo di contratti derivati Otc sottoscritti con la clientela pari a 233 milioni di euro, ha effettuato rettifiche di valore pari a 8,3 milioni; secondo la Consob la procedura per la stima del rischio di credito non avrebbe tenuto sufficientemente in considerazione le caratteristiche contrattuali dei derivati e la solvibilità dei clienti in relazione ai potenziali rischi derivanti da tale tipologia di strumenti);
2) Non corretto trattamento contabile delle commissioni upfront riconosciute a Banca Italease dalle Fabbriche Prodotto (Banca Italease ha contabilizzato nei propri bilanci 2006 le commissioni up front incassate a fronte della stipula dei derivati Otc con le controparti di mercato nella voce Commissioni Attive del Conto economico, considerandole una commissione di intermediazione tra le controparti bancarie e la propria clientela; secondo la Consob tali ricavi avrebbero dovuto essere contabilizzati nella Risultato Netto da Attività di Negoziazione trattandosi di un indennizzo riconosciuto tra le controparti bancarie per contratti swap “not par”);
3) Mancata informativa di bilancio sulla tipologia di derivati Otc e sui rischi insiti (secondo la Consob, la descrizione fornita nei propri bilanci 2006 da Banca Italease, sull’operatività in strumenti derivati, avrebbe messo in luce i fattori positivi, quali la contribuzione delle commissioni upfront all’utile di esercizio, ma non avrebbe adeguatamente evidenziato i rischi cui la Banca era esposta);
4) Mancata informativa sulle clausole e condizioni rilevanti delle cartolarizzazioni in essere al 31 dicembre 2006 (secondo la Consob, la Banca nei propri bilanci 2006 avrebbe riportato le informazioni relative alla circostanza che il Gruppo Italease manteneva un ris! chio su alcune posizioni in titoli “junior”, “mezzanine” e “senior” relativi alle cartolarizzazioni ma non avrebbe segnalato la presenza di un’opzione put riconosciuta alla Banca Europea per gli Investimenti, avente ad oggetto tutti o parte dei titoli della cartolarizzazione definita ITA-BEI, il cui esercizio è subordinato, tra l’altro, all’andamento del rating di Banca Italease). Banca Italease ha precisato che queste censure non producono effetti sull’integrità del patrimonio della Banca, come rappresentato nella relazione semestrale 2007.
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Motorola utile netto del Q3 in calo del 94%
Motorola ha presentato i dati relativi al Q3 che evidenziano un calo nell’utile netto del 94% a 60 milioni di dollari, pari a 41, 9 milioni di euro. Il risultato finanziario del globale delle vendite scende del 17% a 8,8 miliardi di dollari (6,2 miliardi di euro). Le vendite del comparto del mobile si posizionano a 4,4 miliardi di dollari (3 miliardi di euro) con un margine operativo a -5,5%, segnando un miglioramento rispetto al Q2 ma ancora in negativo rispetto ai risultati del Q3 del 2006 (7 miliardi di dollari, ovvero 4,9 miliardi di euro). Il market share passa dal 22,4% del Q3 2006 all’attuale 13%.
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Rai in rosso ma meno del previsto
La Rai chiuderà il 2007 ancora in perdita, si ipotizza di 35 milioni, ma meno del previsto (46) grazie a interventi di razionalizzazione e al miglioramento della raccolta pubblicitaria. Il direttore generale Claudio Cappon ha dichiarato che l'applicazione del piano industriale 2008-2010, appena presentato, è basilare per evitare nel 2008 una perdita di 188 milioni (inciderebbero i 200 milioni per i diritti sportivi), di 110 nel 2009 e di 191 nel 2010: alla fine del triennio la Rai si troverebbe con un insostenibile indebitamento di 494 milioni.
Gli interventi del piano industriale, invece, porteranno il 'rosso' del 2008 a 95 milioni. Poi l’attivo di 15 milioni nel 2009 e di 4 nel 2010. La Rai potrà così varare investimenti per la ridefinizione dell'offerta su più piattaforme, per un palinsesto sul digitale con 8 canali (di cui due nuovi entro il 2009), il rafforzamento su internet. Sono anche previsti 300 milioni di euro aggiuntivi in nuove tecnologie.
Nel frattempo la Guardia di Finanza indaga su alcune produzioni napoletane l’oggetto di indagine del blitz effettuato lo scorso 27 ottobre erano i contratti firmati da RaiFiction per la produzione di alcune fiction. Il materiale acquisito entrerà a dar parte dell’inchiesta avviata dalla Procura di Napoli su una coppia che pare aver commercializzato diritti non propri. Agostino Saccà ha risposto alle domande dei finanzieri su budget, costi e produzione della struttura. Le fiamme gialle hanno anche parlato con il dg Claudio Cappon, il capo del personale Luciano Flussi e due dirigenti della direzione finanze e controllo della Rai, Fabio Belli e Marizio Rastrello.
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Eurofly perdita netta 9 mesi sale a 10,4 mln euro
Eurofly ha reso noto di avere chiuso i primi nove mesi dell’esercizio in corso con ricavi saliti a 262,4 mln di euro da 230,9 mln grazie all’incremento della capacità e dell’offerta del lungo raggio. L’ebitdar è diminuito a 32,1 mln da 33,9 mln e il risultato operativo è peggiorato a -7,5 mln da +2,7 mln. Il periodo preso in esame ha evidenziato una perdita netta di 10,4 mln (6,6 mln al 30 settembre 2006).
L’indebitamento finanziario netto è diminuito a 16,5 mln dai 27,8 mln del 31 dicembre 2006 grazie alla cessione del contratto di leasing relativo all’aeromobile A319. Il patrimonio netto alla stessa data ammontava a 6,3 mln (16,7 mln al 31 dicembre 2006).
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I servizi web delle banche in forte accelerazione
Sono stati reso noti i dati del terzo rapporto annuale Efma e Finalta sull’evoluzione e le performance dei canali di vendita bancari in Europa, evidenziando un’imminente spostamento di buona parte delle attività di vendita corrente dalle agenzie ai canali di vendita virtuali, in primis quelli via telefono e internet. Lo studio è il frutto di una rilevazione avviata nei mesi scorsi presso il management di più di 65 banche di tutta Europa, e dà evidenza da qui al 2010 di: una progressiva erosione del contributo al business del tradizionale canale d’agenzia, che pur restando strategico e primario è atteso scendere dal 74% al 66% delle vendite; un forte incremento della quota di vendite attraverso i canali di remote banking incentrati sulla telefonia e internet, che ora pesano nell’insieme non più del 15 % – e rispettivamente l’8 e il 7% - e che dovrebbero nel medio termine sfiorare il 30% per effetto di un incremento del 100% del business via internet e del 50% del business via telefono.
Lo studio evidenzia anche come: la spinta all’utilizzo dei nuovi canali di remote banking (internet e telefono) provenga non solo dai giovani, ma anche dai clienti più facoltosi (segmento “affluent”), mentre la clientela di massa e le piccole imprese seguono a distanza; i Paesi del Nord Europa (Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia) siano quelli che già oggi utilizzano di più i canali di remote banking in modo significativo, con volumi di vendita via telefono e internet compresi fra 14% e il 21% del totale; in Italia, al settimo posto della graduatoria del remote banking, sia in atto un’evoluzione particolare, con un ricorso al canale internet superiore a tutti gli altri Paesi europei (con esclusione del Nord Europa) e stimato attorno al 10-11% del business, e un ricorso al canale telefonico inferiore al 4-5% e quindi anche alla media europea; le banche guardino ovunque con molto pragmatismo al successo del web, ma senza dimenticare la centralità dell’agenzia per l’offerta di prodotti personalizzati, costruiti sulle necessità specifiche del cliente.
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I numeri del latte e dei formaggi
Grandi cambiamenti nell’universo del late, a cominciare dalla diminuzione generale della produzione di latte in Europa in quest’ultimo periodo, con il conseguente innalzamento del prezzo (circa 40 centesimi al litro in cisterna), per continuare con l’annosa questione delle quote. In particolare, la disparità in Europa. L’Italia, infatti, riesce a coprire solo il 60 per cento della domanda interna. Mentre Paesi come l’Irlanda hanno una quota nazionale che è superiore di 3,6 volte rispetto al consumo. Ogni cittadino irlandese, per esempio, dispone di una quota latte di 0,90 tonnellate all’anno.
L’Italia, invece, con una quota nazionale di 10,5 milioni di tonnellate e 59 milioni di abitanti, ha una quota procapite di sole 0,18 tonnellate. Anche se in tanti reclamano l’abolizione del regime delle quote latte entro il 2015, un’abolizione preceduta da una fase transitoria, l’”atterraggio morbido” e questo già a partire dalla stagione 2008-2009.
Meno latte ma con più qualità, infatti, quello che si consumava alla fine degli anni Ottanta, per il 75 per cento, aveva una carica batterica superiore a 100 mila unità per millilitro. Ora quel limite si è abbassato alle 30 mila unità. Un miglioramento dovuto all’introduzione del sistema di pagamento del latte secondo i parametri qualitativi e alle restrittive norme comunitarie.
Ma in Italia si sta meglio nel settore formaggi che con 24 chili consumati in un anno da ogni abitante, ha superato anche i francesi (nel 2006, per la prima volta). Il consumo medio di un cittadino europeo è di 18 kg. Il comparto, con il suo giro d’affari poco al di sotto dei 16 miliardi di euro all’anno, è il principale dell’industria agro-alimentare nazionale.
Negli ultimi anni, la domanda di formaggi è cresciuta tra l’1 e l’1,5 per cento all’anno. Nel perido 2000 al 2007, infatti, il consumo, nell’Unione Europea è aumentato da 7 a 9 milioni di tonnellate, non solo per effetto dell’allargamento a est ma soprattutto per un aumento della domanda in tutti Paesi membri.
Sulla stesso versante positivo lo yogurt che vede il consumo italiano quasi raddoppiato negli ultimi 10 anni, passando da 4,7 chili procapite del 1996, agli attuali 8,7 chili. In altre parole, 500 mila tonnellate annue. Un consumo comunque contenuto rispetto al resto dell’Europa (in Olanda, Francia e Germania si consumano tra i 20 ed i 30 chili a testa).
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SAS vuole radiare flotta Q400
A seguito dell’incidente di sabato 27 ottobre, SAS ha annunciato di voler cessare in via definitiva l’utilizzo della propria flotta di biturboelica Bombardier Q400. La compagnia scandinava ha inoltre annunciato di voler chiedere al costruttore canadese danni per circa 500 milioni di corone svedesi (circa 50 milioni di dollari). Bombardier ha subito diffuso una nota secondo la quale la mancata estrazione della gamba principale destra «non identifica un problema sistemico di carrello d’atterraggio» e non sarebbe collegata alla tipologia degli altri episodi. L’analisi dell’impianto effettuata con il fornitore Goodrich confermerebbe, aggiunge Bombardier, “la sicurezza del progetto e l’integrità operativa” del carrello. I 27 Q400 in servizio con SAS rappresentano circa un sesto della flotta mondiale, che ha finora totalizzato oltre un milione di ore di volo e 1,2 milioni di cicli di atterraggio e decollo.
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Scritto: da LuisB
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martedì, 16 ottobre 2007
360° Economia Quotidiana
Lvmh i ricavi a nove mesi salgono a 11,4 miliardi di euro
L'appeal dei marchi in portafoglio, i successi della strategia commerciale e di brand in atto e il team premiano Lvmh Moët Hennessy Louis Vuitton, che archivia i primi nove mesi dell'anno con ricavi in aumento dell'8% a 11,4 miliardi di euro (+13% la crescita a periodi comparabili). Sono in speciale evidenza orologi e gioielli, con un progresso del 16% (+22% la crescita organica).
Il business dei profumi e dei cosmetici segue per dinamismo quello dei preziosi con un +9% (+12% a periodi comparabili), mentre moda e accessori in pelle - il maggiore per fatturato, risultato di oltre 4 miliardi di euro nei nove mesi - segna un +8% (+14 a periodi comparabili).
Il brand Louis Vuitton, in particolare, ha rivelato una crescita organica a cifra doppia, alimentata dalle buone performance in Europa, Asia e Usa. Segnali incoraggianti arrivano anche dal Giappone, dove i recuperi emersi nel secondo trimestre sono proseguiti anche nella stagione estiva. Per le griffe Marc Jacobs, Givenchy e Loewe, Lvmh parla di conferme del “momentum positivo”, mentre il brand Fendi è forte ascesa. Le stime del management sono di una crescita significativa dei risultati annuali del gruppo.
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Piquadro parte l'offerta pubblica
E’ iniziato, per concludersi il 19 ottobre, l'offerta pubblica globale di azioni Piquadro, azienda di Silla di Gaggio Montano (Bo) specializzata nella pelletteria "ad alto contenuto tecnologico", che sta per approdare al mercato Expandi di Borsa Italiana. Il prezzo, compreso tra 2,1 e 2,3 euro per azione, valorizza la società tra i 105 e i 115 milioni di euro. L'offerta riguarda il 30,44% del capitale posto in vendita da Piquadro Holding, che scenderà così al controllo del 69,56% delle quote della società. Il 10% circa delle azioni è rivolto al pubblico indistinto, mentre il resto è destinato agli investitori istituzionali italiani ed esteri. Il prezzo d'offerta sarà comunicato entro il 23 ottobre. L'inizio delle negoziazioni è previsto invece per il 25 ottobre.
Recentemente è stato deliberato un aumento di capitale pari al 5% a servizio del piano di stock option. Inoltre, il pay-out ratio per il futuro è previsto intorno al 50% dell'utile conseguito. Piquadro ha archiviato l'ultimo esercizio, su cui è calato il sipario lo scorso 31 marzo, con un utile di 5,32 milioni di euro, rispetto ai 3,06 milioni dell'analogo periodo dell'anno prima. L'Ebitda è invece quasi raddoppiato, passando da 5,91 a 10,73 milioni di euro, mentre il fatturato si è attestato a 35,74 milioni dai 23,57 milioni dell'esercizio chiuso al 31 marzo del 2006.
In particolare, a uscire dal capitale della società attiva nella ideazione, produzione e distribuzione di articoli di pelletteria sarà il fondo Bnl investire impresa, entrato nel 2005 con il 35% di Piquadro holding per sostituire il precedente fondo, Development capital. Alla data del prospetto gli azionisti di Piquadro Holding sono Piqubo (60,67% del capitale), di proprietà del presidente Marco Palmieri, Bnl Investire Impresa (35% delle quote) e Pierpaolo Palmieri (4,33%), attuale vicepresidente e amministratore.
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Fiat Auto sigla lettera d'intenti con russa AvtoVaz
Conferma ufficiale AvtoVaz, il più grande produttore automobilistico russo, ha siglato una lettera di intenti con Fiat per la produzione di autoveicoli leggeri, in particolare, riguarda la progettazione, lo sviluppo, la produzione e la fornitura di motori ed altri componenti e rappresenta un significativo passo avanti nella strategia industriale di accordi mirati per il gruppo Fiat.
Per il momento il mercato si è accontentato di questo, infatti, l'azione ha superato quota 23 euro in Borsa con un massimo a 23,14 euro, soglia che non si vedeva dallo scorso 24 luglio, dopo la presentazione della nuova Cinquecento, anche se ha poi chiuso in ribasso dell'1,32% a quota 22,50 euro, seguendo il resto del comparto (-1,41% l'Eurostoxx).
Nonostante la debolezza sul finale, il titolo può salire fino alla prima resistenza a quota 23,70 euro. Sono stati molto vivaci gli scambi pari al 4,61% del capitale: 50,4 milioni di pezzi contro una media giornaliera dell'ultimo mese di 47,1 milioni di pezzi.
Dopo che Tata e Fiat hanno siglato definitivamente l'alleanza per la JV in India (entrambe al 50%), ulteriori conferma del eccellente momento per la casa automobilistica torinese arriva dalla Turchia dove la casa automobilistica turca Tofas ha finalizzato un accordo con Fiat, in base al quale le due società produrranno 120.000 veicoli commerciali leggeri nell'impianto turco di Bursa. Tofas, joint venture fra Fiat e la turca Koc Holding, ha detto che il 70% della produzione in Turchia sarà venduta nei mercati esteri. In base all'accordo, Tofas e Fiat investiranno in congiunto 370 milioni di euro fra il 2007 e il 2009 sui nuovi veicoli, che andranno sul mercato nel settembre 2009.
I target di fine anno del gruppo saranno confermati o rivisti al rialzo (risultati del terzo trimestre, saranno resi noti il prossimo 24 ottobre), che per la nuova 500 sono oltre 80 mila gli ordini fino ad oggi.
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Dati sulle immatricolazioni auto in Europa
Sofferente in borsa Fiat (-0,35% a 22,37 euro) dopo i dati sulle immatricolazioni auto in Europa a settembre che, in generale, sono calate dell'1,5% annuo a 1,42 milioni di unità. In controtendenza il gruppo Fiat, in progresso del 4,2% a 99.150 unità con quota di mercato salita al 7% dal 6,6% del settembre 2006. Quanto ai primi nove mesi dell'anno le immatricolazioni in Europa sono salite dello 0,7% a 12,245 milioni di unità. Nel periodo il gruppo Fiat ha fatto segnare la migliore prestazione tra le case principali, con un aumento del 7,3% a 964.938 unità e quota di mercato salita al 7,9% dal 7,4%.
Guardando alle singole marche, nella Ue27+Efta (da settembre sono incluse Bulgaria e Romania) il gruppo Fiat ha consolidato la sesta posizione per quota di mercato, avvicinandosi a Renault.
Per quanto riguarda la quota di mercato, prima della classe si conferma Volkswagen nonostante il calo al 18,3% dal 19,3%. Seguono appaiate Psa (al 12% dal 12,2%) e Ford (in aumento al 12% dall'11,7%), Gm (all'11,2% dal 10,4%), Renault (al 7,4% dall'8,2%) e Fiat.
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Ericsson terzo trimestre un utile inferiore alle attese
Ericsson il gruppo svedese leader mondiale nelle reti per la telefonia mobile ha fatto sapere che potrebbe registrare nel terzo trimestre un utile inferiore alle attese a causa del calo nella divisione rete. Sulla base di dati preliminari l'utile operativo è in calo a 5,6 miliardi di corone svedesi da 8,8 miliardi di un anno prima.
Un campione di analisti indicava un utile operativo di 8,9 miliardi. I dati definitivi saranno annunciati il 25 ottobre. E se le vendite sono cresciute del 6% a 43,5 miliardi di corone contro un consensus di mercato a 45,5 miliardi, i margini lordi sono scesi al 35,6% dal 38,2% e a fronte di attese per 42,5%. Perdono terreno così i titoli tecnologici legati alla telefonia mobile, come la finlandese Nokia (-3,75%) e STM (-1%).
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L’Italia nel motore Rolls Royce dell'Airbus A380
Gli A380 del vettore asiatico saranno infatti propulsi dal Trent 900 della Rolls Royce; la Singapore Airines è una delle otto delle 11 compagnie aeree che hanno già selezionato il Trent 900 per i loro A380, ragione per cui Rolls-Royce ha acquisito una quota di mercato del 61% degli ordini fermi e delle opzioni. Il Trent 900, uno dei motori più potenti mai realizzati da Rolls-Royce, è stato progettato per minimizzare il suo impatto ambientale; le sue emissioni sono ben al di sotto dei limiti stabiliti da tutte le norme attuali e future.
L’A380 con motori Trent 900 rispetta con ampi margini le severe norme di rumorosità anche per aeroporti come London Heathrow, che sarà tra l’altro fra le prime destinazioni in cui la Singapore Airlines impiegherà questo grande quadrimotore. Nella sua realizzazione la Rolls Royce ha coinvolto anche aziende italiane. La Avio ha progettato e realizza la trasmissione comando accessori, compresa la pompa olio e serbatoio olio. La EMA (Europea Microfusioni Aerospaziali) realizza nel suo stabilimento di Morra de Sanctis, nei pressi di Avellino, gli statori per la turbina del Trent 900; l’EMA, una joint venture fra Rolls-Royce e Finmeccanica, è l’unico produttore in Italia di microfusioni aeronautiche ad alta prestazioni.
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I numeri del mercato nautico italiano
Per l’anno 2006 il valore della produzione italiana delle imbarcazioni da diporto si stima sia cresciuto con un valore percentuale del 15%, attestandosi intorno ai 3,5 miliardi di euro (2,5 mld nel 2005). E' quanto sostiene il rapporto dell’UCINA per il 2006, l'Associazione dell’industria nautica da diporto italiana (UCINA), che è costituita dal 67% imprese di produzione, dal 24% imprese di commercio, dal 7% imprese di servizi e dal 2% organizzazioni di imprese e non imprese.
Il fatturato globale della nautica da diporto (nei tre comparti, imbarcazioni, accessori e motori) per il 2006 supera i 5 miliardi di euro. Per quanto riguarda il livello occupazionale, nel 2006 il numero complessivo degli addetti diretti della nautica è stimabile in oltre 20.000 unità (18 mila nel 2005).
L’Italia si conferma esportatrice di imbarcazioni per la nautica da diporto, vendendo all’estero oltre il 50% del valore della produzione. I dati ISTAT sul commercio estero evidenziano che il 48% delle esportazioni è diretto verso l’Europa, compresi i nuovi paesi entrati nel corso dello scorso anno.
Per quanto riguarda il leasing nautico, sulla base dei dati forniti da ASSILEA, nel 2006 le operazioni concluse hanno raggiunto il valore in termini assoluti di 2.096 milioni di euro (1.568 milioni di euro nel 2005, 1260 milioni di euro nel 2004), che in termini percentuali rappresentano un aumento del 33,6% rispetto all’anno precedente; il numero di contratti stipulati nel 2006 sono stati 4157 con una crescita del 22%. Si evidenzia, perciò, una generale tendenza all’incremento del ricorso al leasing, che grazie al suo successo viene scelto anche da compratori stranieri.
Sulla base dei dati ISTAT sul commercio estero si può sottolineare il peso che riveste l’Europa, con il 48% del valore di tali unità, dove il 7% è dato dalla vendita a paesi extra-comunitari, mentre un buon 41% dalla vendita ai paesi UE; il 12% del valore delle esportazioni è dato dal commercio con gli Stati Uniti, mentre tutto il continente americano rappresenta il 43% del valore delle esportazioni.
Per ciò che concerne il settore dei superyacht l’andamento degli ordini 2006-2007 rivela la significativa crescita del numero delle ordinazioni. A livello mondiale si è, infatti, passati da 688 commesse per il 2006 a 777 per il 2007. La presenza italiana sul mercato mondiale della produzione di superyacht si attesta attorno a 45%. I costruttori italiani sono i primi al mondo per numero di progetti di costruzione con 347 ordini; la produzione italiana è concentrata soprattutto nella produzione di imbarcazioni tra 80 e 100 piedi.
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Scritto: da LuisB
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giovedì, 13 settembre 2007
x7 Settimana Focus Economia
Offerta di Ryanair per aeroscalo di Malpensa
La compagnia aerea low-cost irlandese Ryanair è pronta ad investire un miliardo di dollari sugli scali aeroportuali di Malpensa e Orio al Serio (Bergamo) costruendo 80 nuove rotte e mettendo a servizio 18 nuovi velivoli Boeing 737 entro il 2012. La compagnia di Dublino ha intenzione di portare sullo scalo di gallaratese 12 nuovi Boeing 737 entro il 2010. Nello caso specifico, 5 velivoli dovrebbero arrivare entro il 2008, 4 entro il 2009 e gli ultimi 3 entro il 2010. Cinquanta le rotte internazionali che Ryanair vorrebbe istituire, mentre 10 sono i nuovi collegamenti nazionali previsti da Milano verso il Sud d'Italia e le Isole. Secondo il portavoce della Ryanair, Peter Sherrard, l'hub «non ha mai potuto sviluppare le proprie potenzialità perchè per anni ha scommesso sul cavallo sbagliato, Alitalia, che applica tariffe troppo alte».
L'obiettivo di Ryanair è puntare più sul traffico interno che sulle tratte internazionali. L'area metropolitana di Milano, che comprende anche province come Vercelli, Varese e Piacenza, è paragonabile per abitanti a Londra, che ha un bacino d'utenza di 7 milioni, ma che con i suoi aeroporti fa volare 18 milioni di passeggeri. É previsto poi il raddoppio della presenza nella base di Bergamo Orio al Serio, con 6 nuovi B737 entro il 2012, per un investimento di 280 milioni di dollari già deliberato.
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Valentino Fashion Group primo semestre ricavi pari a 1,027 miliardi di euro
Il Valentino Fashion Group chiude il primo semestre con ricavi pari a 1,027 miliardi di euro, l'11% in più rispetto all'analogo periodo dello scorso anno (+13,5 a cambi costanti). Le previsioni di chiusura dell'esercizio sono di una crescita annuale del 10% circa. L'utile semestrale del gruppo della moda è risultato invece in progresso del 18,3%, a 41,4 milioni.
Il risultato operativo si è attestato a 112,4 milioni, mettendo a segno un +20%, che beneficia del buon andamento di Hugo Boss (+17,9%) e Valentino (+25%), come pure degli altri marchi, tra i quali Marlboro Classics, che totalizzano un +54,4%. Il business principale, dato dalla fashion house tedesca Hugo Boss, si è posizionato a 793,7 milioni di euro semestrali (+11,5%).
La maison Valentino, con un progresso del 12%, ha raggiunto i 120,7 milioni di euro di giro d'affari, mentre gli altri marchi contribuiscono per 146,2 milioni (+13%). Il mercato più importante risulta l'Europa, dove il Vfg ha raggiunto i 716,8 milioni di euro nella prima metà dell'esercizio, con un +12,8%. Performance positive anche negli altri mercati di riferimento, le Americhe (+9,4%) e gli altri Paesi con l'Asia (+4,6%).
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Benetton Group consolida l'utile e avanza del 10%
Approvati dal CdA i risultati del primo semestre 2007 di Benetton Group con i ricavi netti si attestano a 990 milioni di euro (+10,2% rispetto all'analogo periodo del 2006) e il risultato operativo (Ebit) raggiunge i 107 milioni (+20,4%), pari al 10,8% del fatturato. 70 milioni di euro, ossia il 7,1% del fatturato, è la cifra relativa all'utile consolidato, a quota 70 milioni di euro (+10,2%).
Il principale fattore di crescita è la forte accelerazione dei volumi (+13% in confronto con il gennaio-giugno 2006), per un totale di 74 milioni di capi venduti. Elementi penalizzanti sono stati invece l'effetto dei cambi e il completamento delle politiche di aumento dei margini alla rete nella collezione primavera-estate 2007.
I ricavi consolidati sono previsti in miglioramento rispetto alle previsioni diffuse la scorsa primavera con un range di crescita compreso fra il 7 e il 9%. L'Ebitda, calcolato prima delle poste non ricorrenti, dovrebbe mettere a segno un +20% o forse più, con una incidenza sul turnover superiore al 15% (dal 15,3% semestrale).
Sempre il Cda di Benetton Group ha deliberato di chiedere la cessazione volontaria sia della quotazione e registrazione delle proprie "American Depositary Shares" presso il NYSE, sia della registrazione e degli obblighi informativi ai sensi del Securities Exchange Act del 1934. La ragione è che i volumi trattati alla Borsa newyorkese sono molto contenuti e che anche i maggiori azionisti statunitensi trattano il titolo Benetton principalmente sulla Borsa italiana.
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Mondadori primo semestre, fatturato a +18,6% e raccolta al +1%
Un fatturato consolidato pari a 960,6 milioni, (+18,6% rispetto ai primi sei mesi del 2006). Un mol di 119,6 milioni, (+21,5%). Un risultato operativo di 97,9 milioni (+19,2%). Un utile netto consolidato di 46,2 milioni (+2,4%). Sono questi i principali dati (che comprendono per l’anno in corso il consolidamento delle attività di Mondadori France) relativi al primo semestre di mondatori approvati dal CdA.
Riguardo i risultati di alcune aree di business, la Divisione Periodici ha realizzato ricavi consolidati per 549 milioni di euro (+38,9%). Il fatturato della Periodici Italia è stato di 355 milioni di euro, in calo dell’1,5%; la riduzione viene spiegata con: una flessione dei ricavi diffusionali (-1,7%), che si contraggono nei volumi venduti recuperando solo parzialmente grazie agli incrementi di prezzo di copertina; una tenuta dei ricavi da vendite congiunte che hanno realizzato, in un mercato in rallentamento del 20%, un fatturato (-1%) in linea rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno; e infine con una diminuzione (-4,2%) dei ricavi pubblicitari, penalizzati da una significativa contrazione degli spazi venduti, solo in parte compensata dal recupero dei prezzi.
Per ciò che concerne le diffusioni, in un mercato che nel canale edicola ha mostrato un calo di circa il 10% (a valore copertina), le aree di business in cui opera la Divisione hanno per altro performato meglio della globalità dei concorrenti, recuperando complessivamente circa 0,5 punti di quota di mercato. In particolare, tra i femminili, buone le performance di Donna Moderna (+5%), e di Chi (+13%). L’area dell’up market ha incrementato i propri ricavi di circa il 2% per effetto della buona tenuta di Grazia e Flair, alla crescita del settore Design e Architettura e ai positivi risultati dell’area cucina, elementi che hanno più che compensato il rallentamento del segmento arredamento.
Nelle vendite congiunte, Mondadori ha confermato la propria leadership con ricavi in linea con quelli del corrispondente periodo del 2006 e con una quota di mercato in forte crescita. Positive, in particolare, sono risultate le iniziative di TV Sorrisi e Canzoni (sia in ambito editoriale sia in quello musicale) e quelle di Panorama (dvd). Sul fronte delle attività internazionali, si segnala l’ottimo andamento del “Grazia International Network”: in particolare, Grazia UK si è confermata tra i migliori performer del mercato inglese, con oltre 220.000 copie medie e un incremento medio su base annua del 26%.
Attica Group ha registrato un andamento eccellente. L’attività della Divisione Periodici in Francia ha generato ricavi consolidati per 194 milioni di euro. A fronte di positivi risultati in termini di diffusione, la vendita di spazi pubblicitari ha registrato un significativo rallentamento con un mercato che ha segnato un -6,8% in volume rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sotto il profilo diffusionale, le testate del Gruppo hanno ottenuto complessivamente buone performance. Mondadori Pubblicità ha chiuso la raccolta complessiva con 176,4 milioni di euro (+1%), recuperando i risultati non brillanti dei primi mesi dell’anno, con una politica commerciale volta a privilegiare i prezzi anche a discapito degli spazi. La raccolta complessiva sui magazine è stata in contrazione del -3%, quella lorda sulla radio (a 8,3 milioni di euro) è aumentata del 24%, quella sui quotidiani è cresciuta del +2,8%. Gli investimenti su internet sono cresciuti di oltre il 70%. Quanto a R 101, il fatturato netto della società ha raggiunto i 5,3 milioni di euro, in crescita del 29,3%.
La società ha comunicato di aver definito, tramite Mondadori Pubblicità, gli accordi relativi alla costituzione con Seec Media Group Limited di una joint paritetica di diritto cinese con sede in Pechino, finalizzata alla raccolta pubblicitaria nel settore dei magazine in Cina. L’investimento iniziale da parte di Mondadori Pubblicità in termini di capitalizzazione della società è pari a 1 milione di euro. Con questa operazione il Gruppo fa il suo ingresso nel mercato pubblicitario cinese dei periodici.
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Pearson tratta la vendita del 50% del Financial Times Deutschland
Pearson, il gruppo editoriale londinese che pubblica il Financial Times, tratta la vendita del 50% del sua edizione tedesca, Financial Times Deutschland, a Spiegel-Verlag Augstein. L’accordo, se giungerà a buon fine, segnerà di fatto il passaggio dell’Ft Deutschland, che vanta una circolazione nel primo semestre in aumento del 2% a quota 105 mila, al colosso Bertelsmann, che controlla il 75% di Gruner+Jahr (che possiede l’altro 50% del quotidiano finanziario) e il 25,5% di Spiegel. Pearson, tra l’altro, ha in corso trattative per cedere Les Echos al colosso del lusso Lvmh per circa 330 milioni di dollari.
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Elicotteri Agusta Westland commessa da 1,2 miliardi forze armate turche
Una commessa da 1,2 miliardi di euro per 51 elicotteri A129 destinati al Comando turco, Nel quadro del programma Atak, delle forze di terra. E' questo l'ultimo ordine vinto in Turchia da Agusta Westland, società controllata da Finmeccanica. Una commessa ancora da presentare ufficialmente nei prossimi giorni, e che per ora è apparsa soltanto sul sito ufficiale del ministero della difesa turco.
I negoziati tra le parti erano iniziati alla fine di marzo quando Agusta annunciò l'intenzione di partecipare alla gara per il programma Atak (Tactical Reconnaissance and Attack Helicopter). Già il 30 marzo, infatti, l'azienda di elicotteri si era aggiudicata un contratto da 2,7 miliardi di dollari per la co-produzione, in 12 anni, di 30 elicotteri da combattimento, con l'opzione per altri 20. In entrambi i casi il progetto è frutto di una joint-venture italoturca tra Agusta Westland e Tai, la Turkish Aviation Industry.
L'accordo raggiunto,comunque, coinvolge sotto diversi aspetti la Turchia, a cominciare dalle aziende locali che saranno coinvolte nello sviluppo del progetto. In prima fila, al fianco di Agusta, ci saranno le principali società aerospaziali del Paese a cominciare da Tai e Aselan. Non si tratta, tuttavia, di una partnership solo a livello finanziario o industriale. Le aziende collaboreranno anche sul piano dell'assemblaggio coinvolgendo diverse strutture in Italia e Turchia.
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Finmeccanica risultato operativo primo semestre +3% a 313 mln euro
Finmeccanica ha reso noto di avere chiuso il primo semestre del 2007 con ricavi pari a 6.079 milioni di euro, in aumento del 7% rispetto ai 5.706 milioni dello stesso periodo 2006. Il risultato operativo è aumentato del 3% passando da 305 mln a 313 mln. L’utile netto di competenza è diminuito a 159 mln da 564 mln per effetto del venire meno delle componenti straordinarie (Opvs di Ansaldo Sts) che aveva caratterizzato i conti del primo semestre 2006. L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2007 era pari a 2.268 milioni, in deciso aumento rispetto agli 858 milioni del 31 dicembre 2006 a causa dei notevoli investimenti effettuati e della tradizionale stagionalità degli incassi da parte delle aziende del gruppo.
Il patrimonio netto di competenza alla stessa data ammontava a 5.409 mln (5.357 mln a fine 2006). Gli ordini acquisiti nel periodo si sono attestati a 6.478 milioni di euro, in calo rispetto ai 7.973 milioni dello stesso periodo 2006 che, tuttavia, beneficiava delle importanti acquisizioni non ricorrenti, pari a 1.740 milioni, nel settore degli elicotteri, relative ai contratti IMOS e MSCP. Il portafoglio ordini ha raggiunto quota 36.245 milioni di euro, equivalente a circa tre anni di produzione. Sono previsti nuovi importanti contratti per la seconda parte dell’anno (commessa elicotteri Turchia e C-27J Usa).
Nell’esercizio 2007 si prevede una crescita organica complessiva dei ricavi del gruppo compresa tra il 4% e il 10% con un incremento del risultato operativo compreso tra l’8% e il 14% rispetto all’esercizio precedente. Si prevede inoltre che il free operating cash flow sia sostanzialmente in pareggio, dopo aver fatto fronte ai consistenti investimenti per lo sviluppo di prodotto e per la comunicazione necessari al sostenimento della crescita del gruppo, che si concentreranno nell’Aeronautica, negli Elicotteri e nell’Elettronica per la Difesa.
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Unicredit esposizione verso subprime pari a 354 mln
Unicredit ha comunicato che l’esposizione diretta e indiretta verso il mercato statunitense dei mutui subprime era di 354 milioni di euro a fine di giugno, di cui 277 milioni in bilancio, principalmente US residential mortgage backed securities (Rmbs) e collateralized debt obligations (Cdo), entrambi con alta qualità degli asset. L'esposizione equivalente a questi investimenti rappresenta lo 0,8% del patrimonio totale di vigilanza. Il gruppo ha aggiunto che l’ammontare totale degli asset dei sei conduit (veicoli finanziari non contabilizzati in bilancio) sponsorizzati da società controllate del gruppo era di 11,8 miliardi di euro a fine agosto.
Più del 90% degli asset sottostanti ha un rating “investment grade”. L'investimento del conduit Bavaria Trr, che è il più grande, è stato significativamente ridotto a partire da luglio da 14,3 miliardi di euro a 6,2 miliardi.
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Alitalia primo semestre con perdita netta di 211 mln euro
Alitalia ha reso noto di avere chiuso il primo semestre del 2007 con ricavi del traffico (con il consolidamento della controllata Volare a partire dall’aprile 2006) pari a 2.130 milioni di euro, in aumento di 87 milioni (+4,3%) rispetto al pari periodo del precedente esercizio. I ricavi netti consolidati sono stati pari a 2.309 milioni, in aumento di circa 70 milioni (+3,1%) rispetto al primo semestre 2006 (con il consolidamento della controllata Volare a partire dall’aprile 2006). Il costo per consumi di materiali, servizi e altre spese operative (escluso il carburante) è aumentato di 40 mln a 1.398 milioni. Il costo del personale è cresciuto di 55 mln a 439 mln.
Il costo per l’acquisto di carburante è diminuito di 7 mln a 464 milioni. La perdita operativa si è attestata a 127 milioni, con un miglioramento di 3 milioni rispetto al primo semestre 2006. Il risultato netto ha evidenziato una perdita di 211 mln, in miglioramento di 9 mln rispetto al primo semestre 2006. La posizione finanziaria netta al 30 giugno 2007 era pari a -988 milioni, in miglioramento di 4 mln rispetto a fine dicembre. Al 30 giugno 2007 le disponibilità liquide ammontavano a 562 milioni (al 31 dicembre 2006 tali disponibilità ammontavano a 706 milioni).
Dopo un primo trimestre che, in assenza delle pesanti agitazioni sindacali che avevano contraddistinto il corrispondente intervallo del 2006, aveva fatto registrare un contenimento della perdita operativa pari a circa 14 milioni di euro, il secondo trimestre del 2007, negativamente influenzato da nuove agitazioni sindacali del settore aeroportuale e di volo che hanno determinato una perdita di potenziali proventi stimata nell’ordine di circa 65 milioni di euro (79 milioni a livello intero semestre), ha evidenziato una perdita operativa superiore a quella del precedente esercizio di circa 11 milioni di euro.
Per quanto concerne la prevedibile evoluzione della gestione, si ritiene che, per il 2007, in presenza di volumi di capacità offerta sostanzialmente allineati a quelli del precedente esercizio e di un moderato incremento del trasportato, potrà essere conseguito un risultato della gestione industriale (senza tener conto pertanto di partite di carattere non ricorrente) lievemente migliorativo rispetto a quello conseguito nel 2006.
Dal punto di vista economico, le previsioni per l’intero anno evidenziano, a fronte di un primo semestre sostanzialmente in linea con le previsioni di budget, un peggioramento dei risultati attesi, con un Ebitdar pari a circa il 3,5% dei ricavi (in luogo dell’8% previsto a budget) in ragione del forte innalzamento del prezzo del carburante e di una riduzione dei ricavi del traffico superiore ai 200 milioni di euro, dovuta a fattori quali il significativo calo dei livelli di offerta, conseguente agli effetti diretti ed indiretti degli scioperi, il calo dei livelli dello yield per l’aumento della pressione competitiva sul mercato domestico e internazionale e l’effetto valutario negativo.
Sulla base del suddetto previsto andamento a livello di gestione industriale, fatti salvi i riflessi di eventuali criticità attuative connesse all’avvio delle prime azioni concernenti il nuovo piano industriale, le risultanze nette dell’esercizio 2007 potrebbero essere positivamente influenzate dall’eventuale definizione di partite non ricorrenti in fase di valutazione. Sotto il profilo finanziario, in stretta coerenza con quanto previsto dalle azioni di turnaround del piano di sopravvivenza/transizione, la liquidità del Gruppo garantisce la continuità aziendale oltre i 12 mesi, e ciò in considerazione anche del fatto che il profilo della liquidità è supportato dalla perseguita monetizzazione di asset considerati non strategici dal piano industriale 2008-2010.
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Scritto: da LuisB
12:15 Scritto in Aeronautica, Asia, Attualità, Economia, Fashion, Finanza, Industria, Moda, Tecnologia, x7 - Settimana Focus Economia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: Alitalia, Ryanair, Finmecanica, Alenia Westland, Unicredit, Valentino, Benetton
mercoledì, 01 agosto 2007
360° Economia
Tiscali diventa operatore mobile virtuale
Gli operatori di telecomunicazioni Telecom Italia e Tiscali hanno siglato un accordo che consente a Tiscali di diventare operatore mobile virtuale, offrendo servizi mobili e integrati allo settore business ma anche alla clientela tradizionale. Tiscali potrà proporre offerte competitive al mercato su tutta la gamma di servizi mobili, operando con il proprio marchio e disponendo di numerazioni dedicate. Il servizio sarà disponibile sia in Italia che all'estero, grazie alla copertura in roaming internazionale garantita dalla rete di Telecom Italia.
Nell’accordo con Telecom Italia l'offerta di servizi mobili consentirà a Tiscali, che definirà in piena autonomia la propria politica tariffaria e i prezzi della propria offerta commerciale, acquisendo e gestendo direttamente la clientela, di sviluppare offerte integrate fisso-mobile, sia per servizi vocali che per servizi dati. Con questo accordo Tiscali si propone di completare la propria proposta di servizi di telecomunicazioni in un'ottica di quadruple play con l'obiettivo di integrare i propri servizi dati di rete fissa (mail, portale, contenuti e servizi a valore aggiunto) con un'offerta mobile.
Telecom Italia, è certa che il perseguimento di questa strategia consentirà una crescente valorizzazione degli assets infrastrutturali dell'azienda. L'anno scorso Tiscali aveva presentato un piano che indicava il passaggio per da Internet service provider ad operatore a tutto tondo con la fornitura di servizi di telefonia mobile, di accesso ad Internet e tv.
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Inflazione zona euro all'1,8%, disoccupazione rimane stabile al 6,9%
Secondo gli ultimi dati Eurostat, il tasso annuo di inflazione nella zona euro nel mese di luglio si attesterà all’1,8%, contro l'1,9% del giugno scorso. Per e dati definitivi si dovrà aspettare il 16 agosto.
Il tasso di disoccupazione a giugno 2007 ha continuato a scendere nell'Ue a 27, portandosi al 6,9% rispetto al 7% di maggio, mentre è restato stabile sul 6,9% nella zona euro. Il tasso di disoccupazione più basso nell'Unione é stato rilevato in;
- Olanda (3,3%)
- Danimarca (3,5%)
- Cipro (3,9%)
- Irlanda(4,0%).
I tassi più elevati sono stati registrati in;
- Slovacchia (10,7%)
- Polonia (10,2%).
Non sono ancora disponibili i dati aggiornati per l'Italia, dove la disoccupazione nel primo trimestre del 2007 era pari al 6,1 per cento. Le riduzioni più forti di disoccupazione sono state registrate in Polonia (dal 13,9% al 10,2%) e Svezia (dal 7,2% al 5,3%), mentre i più forti aumenti sono stati rilevati in Lussemburgo (da 4,6% al 4,9%) e Ungheria (dal 7,3% al 7,7%).
Eurostat stima che a giugno i disoccupati siano stati 16,1 milioni di uomini e donne nell'Ue a 27, di cui 10,4 milioni nella zona euro. Nel giugno 2006, i disoccupati erano 18,5 milioni, di cui 11,7 milioni nell'eurozona. Negli Usa a giugno il tasso di disoccupazione è stato del 4,5 per cento. In Giappone l'ultimo dato disponibile è quello di maggio, pari al 3,8 per cento.
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Chiusura record del Wti, petrolio a 78,28 USD al barile
Un forte segnale rialzista è venuto ieri dal Nymex, dove il West Texas Intermediate, punto di riferimento del mercato nordamericano, ha toccato durante la seduta la punta di 78,28 dollari al barile, livello superato fugacemente solo un anno fa, quando la crisi tra Israele e Libano spinse il Wti a 78,40 $. La sessione di quel venerdì 14 luglio terminò con i tabelloni a 77,03 $, valore che non era mai stato visto in chiusura dal 1983, anno del lancio dei futures al Nymex. Ieri il contratto per consegna in settembre ha concluso la giornata a 78,21 dollari, rafforzando il ritrovato premio nei confronti del Brent: il benchmark europeo infatti si è attestato sopra i 77 $ ma ha recuperato meno del Wti.
Il greggio Usa ha potuto contare sulla spinta delle minori scorte a Cushing, hub di riferimento del Nymex, ma soprattutto ha tratto impulso dalle lavorazioni, che nelle raffinerie Usa sono da alcune settimane sopra il 90% della capacità.
La chiave di lettura è però nel mercato fisico, dove la disponibilità non abbonda. Le manutenzioni del Mare del Nord hanno fatto impennare la quotazione del Brent dated, rendendo più cauti gli acquirenti,ma negli ultimi giorni è sembrata assente l'offerta di Ural e anche il basso livello dei noli per i tanker sembra dimostrare che i carichi per la prima parte di agosto sono pochi.
La struttura dei futures, ancora in backwardation, cioè con le consegne vicine in premio rispetto a quelle differite, ha spinto chi aveva scorte a disfarsene per evitare gli oneri finanziari e di magazzino. Il mercato offre poco petrolio e una sorta di freno ai rincari viene solo dai margini insoddisfacenti. Dalle considerazioni precedenti nasce questa interpretazione: la stagione delle benzine, bene o male, sta entrando nella sua fase conclusiva, mentre dopo la metà di agosto gli acquisti saranno orientati alla produzione di gasolio. Chi vuole anticipare i rifornimenti si trova di fronte a un'offerta scarsa e la corsa quindi sarà più frenetica alla vigilia dell'autunno. E le Borse, anticipando i movimenti, si muovono verso l'alto.
Se questa è la spiegazione corretta, le quotazioni record dello scorso anno sono pronte per essere superate, anche se non ci saranno uragani a innescare nuove fiammate. A spingere in alto in queste settimane è anche l'Opec. Secondo l’Opec e membri del Cartello possono contare su una capacità di riserva di 3,5 milioni di barili al giorno e le Borsa oggi sono esageratamente elevate, almeno 7 $ più del valore reale, ma solo per la paura che spinge ad acquisti cautelativi. L'Opec non ha intenzione di varare prezzi ufficiali di riferimento, ma ritiene accettabili valori sopra quota 50, mentre sarebbero poco graditi (bontà loro) sopra gli 80 dollari.
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Sanofi-Aventis utile 2-trimestre -6% a 1,68 mld USD
Sanofi-Aventis ha reso noto di avere chiuso il secondo trimestre dell’esercizio in corso con ricavi in calo del 2% a 6,94 mld di euro e con un utile pari a 1,68 mld, in flessione del 6,3% rispetto al pari periodo dello scorso anno a causa della forte competizione dei farmaci generici.
Il dato è peggiore delle attese del mercato. La società ha annunciato un buy back da 3 miliardi di euro.
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Cina ordina acquisto per ottantasei Airbus A320
Airbus ha finalizzato un ordine di 86 velivoli A320 in Cina con varie compagnie del paese nell’ambito di un accordo siglato sotto la presidenza Chirac, per un totale di 150 aeromobili di questo tipo.
Il numero maggiore — 28 jet — è stato acquistato da Shenzhen Airlines; altri 18 dalla Sichuan Airlines e 13 da Hainan Airlines, mentre il resto è destinato ad altre compagnie regionali minori.
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Ryanair utile 2007 aumento del 10%
Ryanair la compagnia aerea low cost irlandese fondata da Michael O'Leary ha fatto sapere che l'utile del 2007 sarà in aumento del 10%, e non del 5% come stimato in precedenza.
Ryanair, infatti, ha raddoppiato la previsione per il 2007 dopo aver registrato nel primo trimestre un profitto in rialzo del 20% a 138,9 milioni.
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Volkswagen profitti a 5,1 mld di dollari
Nel 2007 il costruttore automobilistico tedesco Volkswagen realizzerà profitti pari a 5,1 miliardi di dollari. Ad annunciarlo è la stessa casa automobilistica, che ha spiegato che i risultati, obiettivo inizialmente fissato per il 2008, saranno possibili grazie all’abbattimento dei suoi costi.
Il quarto costruttore mondiale prevede, inoltre, di vendere nel 2007 oltre sei milioni di unità, record assoluto della casa tedesca.
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Scritto: da LuisB
13:42 Scritto in Aeronautica, Asia, Attualità, Automobilistico, Borsa, Economia, Energia, Europa, Finanza, Industria, Tecnologia, Telecomunicazioni, Trasporti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: Volkswagen, Ryanair, Airbus, WTI, Petrolio, Sanofi, Aventis
giovedì, 14 giugno 2007
360° Economia Quotidiana
Immatricolazioni auto in Europa
A maggio le immatricolazioni in Europa hanno accusato un calo dell'1,6%, mentre le vendite del Lingotto hanno registrato un aumento del 5,7% portando la quota di mercato all'8,3% dal 7,7% dello stesso mese dell'anno scorso. Risultati che consolidano la quinta posizione di Fiat Auto tra i maggiori costruttori europei.
Tra i principali mercati continentali, solo l'Italia ha registrato un incremento delle immatricolazioni che, sempre a maggio, hanno segnato una crescita del 7,3%. La quota di mercato del lingotto nell'Ue a 15 più i paesi Efta sale all'8,5%, rispetto alla precedente pari al 7,9%.
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Finmecanica vince maxi-gara Usa da 6 miliardi dollari
La Finmeccanica dopo aver piazzato l'elicottero Us 101, Marine One, vince nuovamente una gara miliardaria nello settore della difesa con l'aereo da trasporto tattico C-27J Spartan, un prodotto pensato e realizzato dalla controllata Alenia Aeronautica che ha partecipato in cordata con L-3 e Boeing. La cordata guidata da L-3 Communications, che comprende in un ruolo cruciale Finmeccanica, ha vinto la commessa del Pentagono per costruire il nuovo aereo da trasporto tattico destinato anzitutto all'esercito degli Stati Uniti, un progetto il cui valore complessivo potrebbe superare i sei miliardi di dollari.
L'aereo sarà costruito in Italia e sara completato entro il 30 giugno 2012, ha reso noto il Pentagono. La produzione del velivolo sara effettuata, per la parte americana, a Waco (Texas). Finmeccanica torna, dunque, ad affermarsi con successo negli Usa con uno dei più grandi contratti mai avuti in campo aeronautico. Il nuovo velivolo, il C-27J, verrà inizialmente fornito in 54 esemplari.
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Tesoretto per ridurre il disavanzo
"I paesi con squilibri di bilancio dovrebbero destinare le recenti entrate inattese interamente alla riduzione del disavanzo e resistere alle pressioni tese a un allentamento della politica di bilancio". Lo afferma la Bce nell'ultimo Bollettino economico. L'Eurotower rileva inoltre come le uscite nella zona euro, peraltro in flessione, siano state incrementate "da due considerevoli aumenti dei trasferimenti in conto capitale “una tantum' in Italia": la sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee relativa all'Iva sulle immatricolazioni delle auto e l'assunzione del debito delle Ferrovie nella seconda metà dell'anno.
L’Italia, confermando le proiezioni di Bruxelles, dovrebbe ridurre il disavanzo al di sotto della soglia del 3% nel 2007. Tuttavia, la Bce insiste nel chiedere di non destinare alla spesa pubblica il 'tesoretto', neanche in parte, a differenza di come da tempo viene prospettato dal governo italiano. La spesa per il pubblico impiego ha infatti rappresentato in media oltre il 20% dei redditi da lavoro dipendente dell'intera economia nel periodo 1999-2006, una media che sale al 26,8% per l'Italia.
In Italia inoltre la crescita dei redditi per occupato nel settore pubblico nel periodo 1999-2006 è risultata del 33,8% contro il 14,8% nel settore privato, mentre i salari pubblici sono cresciuti del 36,7% contro il 36% di quelli privati.
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Scritto: da LuisB
17:35 Scritto in 360° Economia, Aeronautica, Economia, Europa, Finanza, Motociclistico | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: Economia, Industria, Difesa, Aeronautica, Finmecanica, Alenia, USA









