lunedì, 18 febbraio 2008
360° Economia Quotidiana
A Tortona il primo impianto di bioetanolo made in Italy
È, infatti, ufficiale il via libera al primo impianto nazionale di produzione su scala mondiale di bioetanolo. Lo realizzerà a Tortona, in provincia di Alessandria, il gruppo M&G, Mossi e Ghisolfi, in joint venture con altri soci. Il bioetanolo è un carburante simile alla benzina e prodotto da vegetali, come la canna da zucchero o il mais, che ha un “saldo energetico” positivo del 30%. Cioè il biocarburante prodotto fornisce il 30% in più di energia rispetto a quella che si consuma per produrlo.
Inoltre, il bioetanolo ha un impatto di circa il 30% in meno di emissioni di gas serra rispetto alla rispettiva quantità di benzina “tradizionale”. La joint venture dichiara che l’impianto sarà pronto entro il 2009 e produrrà duecentomila tonnellate l’anno di bioetanolo, vale a dire il 20% del fabbisogno nazionale imposto dalla Commissione europea. Bene ricordare che i biocombustibili possono svolgere un ruolo di grande rilievo per far fronte alla crescente domanda globale di energia e, nello stesso tempo, per la riduzione delle emissioni dei gas serra che mettono.
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Esportazione di berline made in China raddoppiata nel 2007
Secondo le cifre della General Administration of Costums in Cina l'importazione e l'esportazione nazionale di auto hanno toccato lo scorso anno i 67 miliardi di dollari, con una quota di esportazioni del 45,31% raggiungendo le 188.600 unità. La sola compagnia automobilistica cinese Chery, nel 2007 ha visto un'impennata nelle esportazioni che sono arrivate a 119.800 unità; mentre la Changan Automotive Group, la quarta casa automobilistica in Cina ha venduto oltre 40.000 autoveicoli all'estero contro i 21.700 del 2006.
Il dipartimento economico della Commissione Nazionale per le Riforme e lo Sviluppo, ha dichiarato che la quantità di auto non è più un problema, ora è importante focalizzarsi sulla qualità, ovvero, le capacità produttive e tecnologiche delle aziende cinesi sono ancora inferiori rispetto a quelle dei concorrenti internazionali.
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Buongiorno dati 2007 in linea con piano, confermate stime 2008
Buongiorno ha reso noto di avere chiuso il 2007, dati preconsuntivi, con ricavi pari a 174,9 milioni di euro (191,8 milioni di euro nel 2006) e con un ebitda di 21,6 milioni (23,7 milioni di euro nel 2006), nella parte alta della forchetta delle stime presentate nel piano industriale (172-178 milioni di euro i ricavi e 20-22 milioni l’ebitda). Tali valori non tengono conto dei risultati di iTouch, società acquistata di recente. Consolidando iTouch, i risultati proforma del 2007 sarebbero i seguenti: 319 milioni di euro i ricavi e 40 milioni l’ebitda.
Il cda ha confermato la guidance 2008: i ricavi sono attesi tra 330 e 350 milioni e l’ebitda tra 41 e 45 milioni di euro. La società ha inoltre fissato come obiettivo il conseguimento di risparmi complessivi derivanti dalla integrazione di iTouch pari a 10 milioni di euro entro la metà del 2009.
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In Germania i prezzi alimentari sono in aumento
L'Osservatorio dei prezzi tedesco prevede che i consumatori in Germania si preparino a spendere di più per i generi alimentari, anche per quelli che negli ultimi mesi hanno mostrato una certa stabilità, infatti, secondo l’osservatorio manzo e maiale saranno più cari nella seconda metà dell'anno.
Sulla carne pesa il fatto che i margini di guadagno degli allevatori sono diminuiti a causa dei rincari sui cereali e quindi sui mangimi, perciò la produzione langue. Le cause dei rincari sono vari e conosciuti:
- Il calo generalizzato dei raccolti che si ripete dal 2000 (tranne nel 2003).
- L’incremento della popolazione mondiale di 80 milioni di persone l'anno.
- Il crescente benessere in Cina e in India che innalza la domanda di cibo migliore.
- L’impossibilita' d'ampliare in modo significativo l'area coltivabile.
Infine, il settore alimentare che ha per antagonisti gli agrocarburanti. Ma non è il caso di drammatizzare. Il cibo non sarà inaccessibile nei prossimi anni. E va considerato che in Germania gli alimenti coprono il 12% della spesa corrente dei consumatori, una quota decisamente inferiore a qualche decennio fa. Inoltre, i prezzi alimentari tedeschi rimangono ancora il 6% più convenienti della media Ue.
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Panaria dati preconsuntivi 2007, utile netto cala a 14,1 milioni di euro
Panaria ha reso noto di avere chiuso il 2007, dati preconsuntivi, con ricavi pari a 354,4 milioni di euro, in aumento rispetto ai 351,6 milioni di euro del 2006 (il valore della produzione è calato a 372,6 milioni di euro da 373,9 milioni). Il mol si è attestato a 49,5 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i 49,9 milioni del 2006, e il risultato operativo è calato a 30,6 milioni da 31,6 milioni di euro. L’utile netto si è attestato a 14,1 milioni di euro, in flessione rispetto ai 18,1 milioni di euro del 2006.
La società ha precisato che il risultato del 2006 era favorevolmente influenzato da una componente fiscale straordinaria di circa 2 milioni di euro risultante dal “riallineamento dei valori“ degli ammortamenti anticipati. Al 31 dicembre 2007 l’indebitamento finanziario netto era pari a 80,9 milioni di euro (75,7 milioni a fine 2006) a fronte di un patrimonio netto di gruppo di 154 milioni di euro (152,6 milioni di euro a fine 2006).
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Nestlè trà sospettati in Germania, intesa illegale su prezzo cioccolato
La multinazionale svizzera Nestlé è oggetto di un´inchiesta da parte delle autorità alla concorrenza tedesche per presunte intese illegali con altri produttori riguardanti il prezzo del cioccolato. L´inchiesta comprende tutti i grandi produttori di cioccolato in Germania. Sono sette le imprese sotto inchiesta, tra di esse figurano i giganti statunitensi Kraft Foods e Mars, nonché il gruppo tedesco Ritter.
Le investigazioni sono partite dopo che i produttori hanno recentemente ritoccato verso l´alto (10-12% in media) i prezzi dei loro prodotti motivando tale decisione con l´incremento del costo delle materie prime. Se i sospetti dovessero concretizzarsi, scrive nella versione tedesca del "Financial Times", la multa potrebbe essere salata e raggiungere fino al 10% del fatturato annuale a seconda della durata e gravità dell’infrazione.
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La Guardia Costiera italiana rinnova la linea con elicotteri AW139
I primi due elicotteri AgustaWestland AW139 ed il terzo pattugliatore marittimo Alenia Aeronautica ATR42MP segnalano il potenziamento in atto nella componente aerea della Guardia Costiera. Due gli obbiettivi: per l’ala rotante si tratta di poter intervenire entro 90′ in qualsiasi punto della propria area SAR, mentre per quella ad ala fissa l’obbiettivo è acquisire una dimensione strategica. Le due aziende del gruppo Finmeccanica non hanno ancora annunciato gli ordini, dei quali non fa però mistero il Corpo delle Capitanerie di Porto spiegando che sono finanziati tramite la legge 80/2006 e che i relativi contratti sono stati firmati nel dicembre 2007.
Il primo AW139 entrerà in servizio tra un anno circa, seguito dal secondo entro la fine dell’anno. Serviranno ad avviare la sostituzione degli AB412 - di cui la Guardia Costiera ha ricevuto nel 1992-2003 dieci esemplari - con macchine con raggio d’azione e volumi interni molto maggiori. Data l’entità della linea AB412, è agevole prevedere ulteriori ordinativi per l’AW139.
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A Roma, Napoli e Firenze box auto prezzi più alti
L'Ufficio Studi Tecnocasa rileva che posti auto e box acquistano sempre più valore, infatti, nel primo semestre del 2007 le quotazioni di mercato in tutta Italia sono cresciute rispettivamente dell' 1,3% e dello 0,7 %. I prezzi più alti si trovano a Roma, Napoli e Firenze mentre sono calati a Bari e Bologna. Nelle grandi città la variazione delle quotazioni è stata dell'1,4% per i box e dello 0,4% per i posti auto. I valori più alti si registrano sempre nelle zone centrali delle grandi città, dove l'offerta per queste tipologie rimane comunque più bassa rispetto alle richieste.
Le quotazioni più elevate si registrano a Roma rispettivamente in piazza Navona, piazza di Spagna e via Nazionale con valori medi di 150 mila euro, a seguire Napoli con la zona di Vomero-Scarlatti con 135 mila euro e Firenze con i 130 mila euro di piazza Santa Croce. Il box più ricercato è quello singolo (mediamente sui 15-18 mq). Nella maggior parte dei casi chi acquista un box o un posto auto lo fa per uso diretto; più bassa la richiesta per investimento. Nelle grandi città un box rende mediamente intorno al 4,9% annuo lordo.
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Gruppo Coca-Cola Hbc chiude il 2007 con vendite nette per 6,2 miliardi di euro
Il consiglio di amministrazione del gruppo ellenico Coca-Cola HBC, quotata sui mercati finanziari di Atene, Londra e Australia è uno dei più grandi imbottigliatori dei prodotti Coca-Cola portando i suoi prodotti in 27 diverse nazioni europee più Nigeria, servendo una popolazione complessiva di 540 milioni di persone, ha anticipato i principati risultati dell’esercizio 2007. I volumi di vendita totali sono stati pari a ca. 2 miliardi di casse fisiche, con un giro d’affari netto di 6,2 miliardi di euro. Ancor più brillanti sono state le performance economiche: il risultato operativo è stimato intorno ai 660 milioni di euro, mentre il reddito netto è atteso per 496 milioni di euro.
Coca-Cola ha continuato ad investire in una crescita redditizia con l'acquisto di un nuovo impianto di produzione in Russia (acquisizione del 100% di Aqua Vision), mentre esplora anche opportunità all'interno delle bevande RTD a base caffè, in partnership con TCCC e illycaffè.
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Eni raggiunto accordo con Venezuela per giacimento Dacion

Il gruppo energetico italiano Eni ha reso noto di avere raggiunto un accordo risolutorio con la Repubblica Bolivariana del Venezuela in merito alla disputa sul giacimento di Dacion. Eni era operatore del giacimento secondo un contratto di servizio con la compagnia nazionale venezuelana Pdvsa, che lo ha annullato nell'aprile 2006.
Secondo i termini dell'accordo tra il gruppo italiano e la nazione sud americana, Eni riceverà una compensazione cash in linea con il valore contabile dell'asset in questione.
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Scritto: da LuisB
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mercoledì, 06 febbraio 2008
360° Economia Quotidiana
Contributi scuole paritarie
Il ministero della Pubblica Istruzione ha emanato la circolare sulle modalità di pagamento dei contributi destinati alle scuole paritarie. A tale proposito la legge di bilancio 2008 (legge 24 dicembre 2007 n. 245) ha stanziato 534.961.417 euro per l'anno scolastico 2008/2009. La circolare n.13 del 23 gennaio 2008 completa la revisione del sistema di finanziamento delle scuole paritarie avviata con la legge finanziaria 2007 (commi 635 e 636).
In attuazione della Finanziaria 2007 - che aveva incrementato il finanziamento alle scuole non statali di 100 milioni di euro - sono stati emanati dal ministero della Pubblica Istruzione i seguenti provvedimenti:
a) Decreto 21 maggio 2007, che stabilisce criteri e parametri per l'assegnazione dei contributi alle scuole paritarie per l'a.s. 2007/08 e istituisce l'anagrafe nazionale delle scuole paritarie;
b) Circolare 18 settembre 2007 n.75 sulle modalità di gestione dell'anagrafe;
c) Decreto 14 novembre 2007 n. 59 concernente istruzioni operative di attuazione del D.M. 21 maggio 2007. La somma stanziata per il 2008 è stata già suddivisa tra le Regioni.
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UE investe un miliardo e 600 milioni di euro per ricerche Clean Sky
La Commissione Europea ha varato ieri una spesa di un miliardo e 600 milioni di euro per ricerche coordinate pubblico-private per realizzare entro il 2015 aerei più silenziosi e molto meno inquinanti degli attuali. L’iniziativa, denominata “Clean Sky” Joint Technology Initiative, punta a coinvolgere imprese piccole e medie, università e centri di ricerca, oltre alle grande compagnie costruttrici di aeromobili e avrà tre obiettivi principali: riduzione del 50 per cento di anidride carbonica e del rumore e riduzione dell’80 per cento delle emissioni di ossido di azoto, riduzioni superiori a quelle indicate a giugno quando il piano fu lanciato.
Finora, a Clean Sky hanno aderito 86 organizzazioni di 16 dei 27 paesi Ue, fra cui 54 industrie, 15 centri di ricerca e 17 università. Il settimo Programma Quadro della UE contribuirà all’iniziativa con fondi per 800 milioni di euro, mentre all’ industria privata toccherà un investimento dello stesso valore.
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La corsa all’oro della Cina
La Cina è diventata il secondo produttore mondiale d’oro e sta tallonando il Sud Africa? Oppure il sorpasso è già avvenuto? I dati sono contrastanti, ma di sicuro c’è che Pechino è ormai un attore di prima grandezza nell’estrazione e nella confezione del metallo giallo: la China Gold Association ha annunciato che nel 2007 la produzione di oro sul suolo cinese è stata di 270.29 tonnellate, pari quasi a 10 milioni di once, con un aumento del 12.67% rispetto al 2006. Questi dati piazzerebbero il gigante asiatico al secondo posto nella classifica mondiale, con solo due tonnellate di scarto rispetto al Sudafrica, ma contrastano con quelli del rapporto Gold Survey 2007 pubblicato dalla Gfms, con base a Londra, è la più importante compagnia di consulting sul mercato dei metalli preziosi. Ha sedi in Australia, India, Cina, Germania, Spagna, Francia e Russia e associati e contatti in tutto il mondo.
Secondo Gfms a fine dicembre, la Cina avrebbe toccato addirittura quota 276 tonnellate, surclassando Johannesbug in flessione dell’8%. Chi ha ragione? Secondo la National Development and Reform Commission cinese l’obiettivo del paese per il periodo 2006-2010 è di 1300 tonnellate, e l’estrazione è aumentata quasi del 35% negli ultimi cinque anni, fino all’exploit del 2007, dovuto, tra le altre cose, alla scoperta di cinque nuove grandi miniere. La più importante si trova nei pressi di Guangzhuang, è di proprietà della China Goldmines, con sede a Londra, provincia dello Hunan, nel sud del paese, e nello scorso luglio si è rivelata dieci volte più redditizia del previsto.
Le miniere sudafricane, inoltre, vedono aumentare di anno in anno i costi a causa dello sfruttamento continuo dei filoni. La Cina punta ad aumentare le sue riserve di oro da 3mila a 3mila500 tonnellate, e forse proprio questo obiettivo potrebbe essere la chiave per leggere la discrepanza tra i dati cinesi e quelli della Gfms: la tradizionale riservatezza del governo di Pechino, mista all’eventuale allarme che una crescita delle riserve potrebbe creare. A causa dell’estrema incertezza dei mercati azionari, l’oro si conferma il bene rifugio più ambito: secondo le previsioni Gfms i primi sei mesi del 2008 vedranno una quotazione media di 840 dollari l’oncia con discese fino a 800 dollari; ma la quota potrebbe arrivare facilmente a 1000 dollari l’oncia entro la fine dell’anno.
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Investimenti pubblicitari in Italia fine d’anno +37% per la stampa
Chiusura d’anno positiva, in crescita del 3.7%, per il mezzo stampa nelle rilevazioni dell’Osservatorio Stampa Fcp relative al periodo gennaio-dicembre 2007, confrontato al 2006. I Quotidiani a Pagamento hanno registrato un aumento del fatturato del 4.5% e ancor più dello spazio (11.1%), con un conseguente decremento del prezzo medio. Positiva la performance della Commerciale Nazionale con +4.3% a fatturato e +9.3% a spazio, un po’ meno per la tipologia Di Servizio che ha registrato una crescita di fatturato e di spazio rispettivamente del 2% e del 9.9%, mentre la Rubricata ha valorizzato gli spazi (-1.4%) a fronte di un aumento del fatturato (+4.8%).
I Quotidiani Free Press continuano a crescere, per un fatturato totale di 89 milioni di euro con un aumento del prezzo medio rispetto al 2006. Per quanto si riferisce ai Periodici, sussiste una quasi parità tra fatturati (-0.8%) e spazi (-1.6%) per i Settimanali, mentre continua l’ottimo andamento dei Mensili che aumentano sia il fatturato (+7.7%, a fronte di un +2.4% a spazi) sia il prezzo medio.
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France Telecom utile 2007 sale a 6,3 miliardi di euro
France Telecom ha reso noto di avere chiuso il 2007 con ricavi consolidati in aumento del 2,8% (su base comparabile) a 52,96 miliardi di euro. Il margine operativo lordo ha registrato un crescita del 3,4% a 19,1 miliardi di euro (pari al 36,1% dei ricavi), mentre l’utile netto è balzato a 6,3 miliardi di euro dai 4,1 miliardi di euro del 2006 grazie alle componenti non ricorrenti. Escludendo tali voci l’utile netto ammonta a 4,6 miliardi di euro. Il cash flow organico del periodo ha raggiunto quota 7,8 miliardi di euro superando così i 7,5 miliardi di euro d previsti.
Il debito finanziario netto si è attestato 38 miliardi di euro di euro. Il cda ha proposto la distribuzione di un dividendo per azione di 1,30 euro, pagabile dal 3 giugno 2008. Per l’esercizio in corso il gruppo ha previsto un cash flow organico di 7,8 miliardi di euro, mentre il rapporto margine operativo lordo/ricavi è atteso stabile.
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Fox record di ascolti e di ricavi per la diretta del Super Bowl
La finalissima del Super Bowl vinta all’ultimo minuto di gioco dai New York Giants contro i favoriti New England Patriots è stato il secondo evento televisivo più visto nella storia degli Stati Uniti. Con 97,5 milioni di telespettatori, la Fox di Rupert Murdoch si è assicurata il secondo gradino del podio. In testa rimane, a parecchi milioni di ascoltatori di distanza, l’ultima puntata della mitica serie “Mash”, che nel 1983 fu vista da una media di 106 milioni spettatori. Secondo i dati raccolti da Nielsen Media Research, La finalissima del Super Bowl ha raggiunto picchi di audience di 148,3 milioni spettatori. Il record precedente spettava alla finale del 1996, quella che decretò campioni i Dallas Cowboys (94,08 milioni di spettatori).
News Corporation, la società a cui fa capo la Fox, ha reso noto che la pubblicità raccolta negli spazi del Super Bowl ha generato ricavi per 250 milioni di dollari. La share è stata pari all’81% nell’rea di Boston, la città dei Patriots, un po’ meno a New York, il 67%, ma comunque un dato rilevante.
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Formaggio svizzero esportazioni record
Il formaggio svizzero piace sempre di più all'estero, con 59'303 tonnellate, il volume delle esportazioni ha toccato un valore record nel 2007. L'anno scorso è stato esportato il 5,8% di formaggio in più rispetto al 2006. Tra i preferiti continua a svettare l'Emmentaler. Il bilancio del 2007 è estremamente positivo, ha indicato martedì l'Organizzazione formaggio svizzero (KOS). Dopo il consolidamento del 2006, le esportazioni hanno realizzato un forte aumento l'anno scorso a quota +5,8%, raggiungendo un volume di vendite record di 59'303 tonnellate. In Svizzera oltre il 40% del latte è trasformato in formaggio, di cui un terzo è commercializzato all'estero. In totale, il 14 % del latte prodotto dai contadini è esportato sotto forma di formaggio. Le esportazioni sono quindi molto importanti per il settore agricolo e l'industria lattiera. La crescita concerne in particolare l'Emmentaler DOC (+1'291 tonnellate), il formaggio dai grandi buchi che prende il nome da una valle del canton Berna. Seguono la Switzerland Swiss (+747 tonnellate), la Tête de Moine DOC (+125 tonnellate) e il Tilsiter (+106 tonnellate).
L'aumento delle esportazioni di altri formaggi a pasta semidura ha raggiunto dal canto suo le 804 tonnellate. Il Gruyère DOC e la fondue hanno invece registrato una diminuzione delle loro esportazioni di rispettivamente 294 e 296 tonnellate. Le ragioni del calo sono diverse, infatti, i prezzi sono leggermente saliti nel 2007 e poi non bisogna scordare che le esportazioni di Gruyère DOC nel 2006 sono state particolarmente voluminose.
Anche per le importazioni la tendenza del 2007 è stata al rialzo, con un aumento dell'11,9% avendo raggiunto 33'346 tonnellate. Questo forte incremento è dovuto principalmente alle merci industriali a basso costo destinate ai grandi consumatori e al settore industriale. In seguito alla liberalizzazione graduale nel 2002 del mercato del formaggio con l'Unione europea, sia le esportazioni che le importazioni hanno registrato una forte crescita. Le prime sono aumentate del 12,5%, le seconde del 19,7%. Le eccedenze sono pure cresciute di 445 tonnellate (+2,1%).
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Safilo prende posizioni nel retail in Messico e Australia
Per le aziende italiane dell’eyewear l’anima commerciale diventa sempre più importante. Lo conferma Safilo, che ha acquisito le catene retail Sunglass Island in Messico e Just Spectacles in Australia, le quali vanno ad aggiungersi a Solstice negli Usa e Loop Vision in Spagna.
Prosegue quindi lo sviluppo del business al dettaglio legato all’eyewear di alta gamma da parte del gruppo Safilo, che prevede un’ulteriore espansione a livello internazionale. Sunglass Island è la catena retail messicana che gestisce 38 negozi con questa insegna e sette negozi Island Optica, due dei principali marchi lusso nel mercato locale degli occhiali da vista e da sole. I 45 punti vendita sono presenti nelle principali mete turistiche del Paese, da Cancun a Playa del Carmen, da Acapulco a Los Cabos. Il giro d’affari a fine 2007 ammontava a circa 26 milioni di dollari. Safilo ha acquisito il 60% della società che gestisce il business retail per un corrispettivo di circa 22 milioni di dollari.
L’azienda padovana ha rilevato, inoltre, il 100% dell’australiana Just Spectacles, che conta 44 shop (di cui 12 in franchising) dislocati principalmente nei territori di Western e South Australia, e che per l’esercizio 2007 ha registrato un fatturato di circa 24 milioni di dollari australiani (pari a circa 15 milioni di euro). Il costo dell’acquisizione è di circa 21 milioni di dollari australiani (pari a circa 13 milioni di euro).
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Hit parade musicali fin troppo da sballo
Un'indagine comparsa su Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, ha analizzato i testi delle canzoni riportate nelle classifiche proposte dalla rivista americana di musica, Billboard, nel 2005. Tra i 279 brani più ascoltati dell'anno 116, il 42%, parlavano di droga, 93 contenevano riferimenti espliciti all'uso di sostanze. Analizzando i generi musicali considerati, quelli che ne parlavano di più erano brani rap, il 77% aveva almeno una citazione sull'argomento, a seguire l'hip-pop (20%), il rock (14%) e il pop (9%), e le sostanze citate sono nel 3% dei casi il tabacco, nel 24% l'alcol, nel 14% la marijuana e nel 12% altre droghe.
Tra i motivi che secondo gli autori dei testi spingono o giustificano l'uso delle sostanze, la pressione sociale (48%) e il sesso (33%), con conseguenze molto più spesso positive (68%), che negative (63%). Il rischio secondo gli autori dell'indagine è legato fortemente al tipo di musica che gli adolescenti amano di più: l'hip-hop sembra essere, infatti, quello che spinge maggiormente al consumo di droga o all'alcol.
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Scritto: da LuisB
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martedì, 08 gennaio 2008
360° Economia Quotidiana
In Italia in un anno 4,5 milioni di navigatori web in più
Secondo Nielsen Online sono oltre 23 milioni, +3% rispetto a ottobre, gli utenti che si sono connessi al web almeno una volta a novembre da casa e/o da ufficio (24,5 se si includono anche gli utilizzatori di applicazioni come gli instant messenger). Gli utenti che accedono alla rete da casa sono stabili a 18,8 milioni, quelli che navigano dall’ufficio continuano a crescere superando a novembre i 9,2 milioni (+5% su ottobre). A novembre, sono cresciuti i siti dedicati alla casa, alla cucina e alla bellezza (9 milioni di utenti, +9% su ottobre) e quelli dedicati allo shopping (oltre 15,1 milioni di utenti, +7%). In un anno, sono cresciuti del 23%, da 20 a 24,5 milioni, i navigatori che accedono da casa e ufficio, frutto di un +9% degli utenti da casa e di un aumento degli utenti da ufficio di circa un milione da aprile 2007 (mese della prima rilevazione separata degli accessi dal lavoro) a novembre. Sempre fra novembre 2006 e novembre 2007, le sessioni di navigazione sono cresciute del 7%, le pagine viste sono passate da 1.300 a 1.600 circa (+22%) e il tempo speso online per persona è aumentato di quasi 4 ore, da 18 a 22 ore.
L’aumento di tutte le metriche sui consumi della rete è la diretta conseguenza della crescente diffusione nelle famiglie della banda larga, utilizzata ormai da quasi l’80% dei navigatori. Quanto al cosiddetto web 2.0, raccoglie l’interesse di 13,6 milioni di persone, il 61% dei navigatori italiani, e i frequentatori di blog sono 6,4 milioni.
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Scadenze imminenti brevetti medicinali
Con l'inizio del 2008 si apre un biennio che vedrà scadere i brevetti di copertura di medicinali di ampio utilizzo. Già dal primo dell'anno sono scadute le coperture brevettuali di amlopidina, omeprazolo, ramipril, claritromicina e pravastatina.
Il 17 maggio sarà il turno di cefuroxima; a seguire, durante l'estate, anche di bicalutamide e fluvastatina, 8 luglio e 1 agosto, rispettivamente. Con l'autunno cadranno i brevetti per afluzosina (4 ottobre), ondansentrone (1 novembre), venlafaxina (7 dicembre), sumatriptan (12 dicembre).
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Enel Moody’s taglia rating senior a A2
Enel ha reso noto che Moody’s ha tagliato il rating senior della società da A1 ad A2. Moody’s ha altresì deciso di porre sotto osservazione tale nuovo rating (al pari del rating a breve termine di Enel, confermato a Prime-1) per una possibile ulteriore riduzione, in attesa della presentazione del nuovo piano industriale (prevista per il mese di marzo del 2008) e della valutazione degli impatti di tale piano sulle attività e sulla struttura finanziaria del Gruppo.
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Fiat acquista 6,5 milioni di azioni proprie al prezzo di 15,94 euro
Fiat ha reso noto di avere acquistato in data 7 gennaio 2008 n. 6,1 milioni di azioni ordinarie proprie al prezzo medio unitario di euro 15,9438 al lordo delle commissioni.
L’operazione rientra nell’ambito del programma di acquisto azioni proprie annunciato lo scorso 5 aprile.
Dall’inizio del programma la società ha acquistato n. 26,582 milioni di azioni ordinarie per un investimento complessivo di 523,3 milioni di euro.
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In Svizzera il tasso di disoccupazione è sceso al 2,8%.
Nel 2007 il tasso di disoccupazione medio in Svizzera è sceso al 2,8%. Per ritrovare un valore inferiore bisogna tornare al 2002, quando i disoccupati rappresentavano il 2,5% della popolazione attiva. I disoccupati iscritti presso gli uffici di collocamento erano circa 110.000 a fine dicembre, ovvero 20.000 in meno rispetto all'anno precedente. Nel corso del 2007 il tasso di disoccupazione è regredito tra gennaio e giugno, passando dal 3,3% al 2,5%. Si è poi mantenuto fino alla fine di ottobre tra il 2,5 e il 2,6%, stando ai dati pubblicati lunedì dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Tra giugno e settembre il numero di disoccupati è stato per tre volte al di sotto dei 100'000, una situazione che non si osservava dall'agosto del 2002. Nonostante l'aumento registrato negli ultimi mesi dell'anno (2,7% in novembre e 2,8% in dicembre), dovuto in particolare a fattori stagionali, il bilancio per il 2007 è positivo. Il tasso di disoccupazione medio annuale si è attestato al 2,8%, mezzo punto percentuale in meno del valore registrato nel 2006.
Alla fine di dicembre, 109.012 disoccupati erano iscritti agli uffici regionali di collocamento, ossia 4.192 in più rispetto al mese precedente, ma ben 19.568 in meno rispetto allo stesso mese del 2006. Le persone in cerca d'impiego registrate, segnala la SECO, erano 164.838 in dicembre, in calo del 14.2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nell'arco di dodici mesi è pure calato il numero di giovani disoccupati (15-24 anni), sceso di 4.924 unità a 17.476. Non bisogna dimenticare che malgrado la ripresa, la Svizzera conta ancora oggi con 160.000 senza lavoro ai quali bisogna aggiungere 260.000 impiegati a tempo parziale che vorrebbero aumentare il loro volume di lavoro.
Secondo le stime attuali, il fondo di compensazione dell'assicurazione contro la disoccupazione chiuderà l'esercizio 2007 con entrate da contributi pari a 4,68 miliardi di franchi (4,50 miliardi nel 2006) ed entrate globali pari a 5,39 miliardi di franchi (2006: 5,25 miliardi). I costi complessivi ammonteranno a 5,36 miliardi di franchi (2006: 6,30 miliardi), per un utile di 0,03 miliardi di franchi (2006: perdita di 1,05 miliardi). Sebbene il 2007 abbia segnato un ritorno alle cifre nere, le casse dell'assicurazione contro la disoccupazione rimangono deficitarie. Per ammortizzare il debito di questa assicurazione sociale (circa 5 miliardi), il governo ha recentemente proposto di aumentare l'aliquota di contribuzione dal 2 al 2,2%. La misura dovrebbe comportare entrate supplementari pari a 460 milioni all'anno. Il Consiglio federale elvetico prevede ugualmente di procedere a tagli nelle prestazioni. La procedura di consultazione sulla revisione della legge contro la disoccupazione durerà fino alla fine di marzo. La disoccupazione è più forte nella Svizzera francese e italiana. Le donne sono più colpite degli uomini, gli stranieri più degli svizzeri. In generale il tasso di disoccupazione in Svizzera è più basso di quello dell'Unione europea.
Fatti & cifre
- Tasso di disoccupazione in dicembre: 2,8%
- In novembre: 2,7%
- Tasso annuale medio 2007: 2,8%
- Nel 2006: 3,3%
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Petrolio tra aumento produzione e rincaro prezzi
Prezzi petroliferi in risalita sui mercati asiatici, dopo essere scesi ieri quasi del 3 per cento. In giornata a Singapore il Light Sweet Crude con consegna a febbraio era trattato a 95,64 dollari il barile, con un rincaro di 55 centesimi rispetto ai 95,09 dollari della chiusura serale a New York, dove aveva perso 2,82 dollari a barile. Il Brent del Mare del Nord a sua volta era scambiato a 95,01 dollari-barile, 57 centesimi in più contro i 95,09 dollari di 24 ore prima. Si tratta del primo rincaro dopo tre giorni di calo consecutivi, seguiti al record dei 100 dollari al barile toccato lo scorso 3 gennaio.
L'Opec con tutta probabilità non deciderà di aumentare la produzione nel prossimo vertice in programma il primo febbraio se i prezzi rimarranno a questo livello. Se il prezzo resta a questo livello e suoi membri non faranno niente. I ministri, infatti, guardano al secondo trimestre quando la domanda stagionale inizierà a scendere.
Nel frattempo procede secondo i tempi previsti il piano di aumento della capacità di produzione petrolifera della Saudi Aramco, compagnia di stato saudita, con l'obiettivo di arrivare a 12 milioni di barili al giorno nel 2009. La messa in produzione del giacimento di Khursaniyah da 500.000 b/g ha subito un ritardo di qualche mese e invece dello scorso dicembre, come previsto, avverrà nel corso del primo trimestre di quest'anno. Gli altri progetti di espansione fino a tutto il 2009 procedono nel rispetto dei tempi stabiliti. Arriveranno a 12 milioni di b/g nel 2009. Se si include la quota saudita della zona neutrale interposta tra il regno e il Kuwait, si sale a 12,5 milioni.
Entro la fine di quest'anno saranno realizzate l'espansione del giacimento di Shaybah per aggiuntivi 250.000 b/g e la messa in produzione del campo di Nuayyim per 100.000 b/g. A metà 2009 è previsto che entri in produzione il giacimento di Khurais da 1,2 milioni b/g, e a settembre del 2011 quello di Minnefa, da 900.000 b/g, con un ritardo di tre mesi di quanto in precedenza comunicato. L'Aramco ha in programma anche l'aumento della capacità di produzione di gas metano dagli attuali 9,5 miliardi di piedi cubi/giorno a 12 miliardi entro il 2011. Per la metà di luglio dovrebbero essere avviati gli impianti di Khursaniyah e Hawiyah. Il primo ha una capacità di trattamento di un miliardi di piedi cubi. L'espansione di quello di Hawiyah aumenterà la capacità di produzione del giacimento di 800mila piedi cubi per arrivare a 2,4 miliardi. Il progetto offshore di Karan da 1,5 miliardi di piedi cubi al giorno entrerà in produzione entro fine 2011. Questo gas sarà trattato insieme a quello prodotto dal campo petrolifero di Moneefa.
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Distretti della moda bene pelletteria e occhiali, in difficoltà il tessile
Esportazioni sostenute nei distretti italiani della moda, che nel secondo trimestre del 2007 realizzano un +7,6%, contro il +5,5% della media dei distretti nazionali (in rallentamento, dopo il +8,1% nel primo quarter). Inoltre, nei tre mesi, i fashion district italiani hanno mostrato maggiori difficoltà rispetto alle imprese delle aree non distrettuali (+14% la crescita dell'export da aprile a giugno 2007). Nel primo semestre del 2007, invece, la crescita è stata dell'8,6% sia nei distretti sia nei "non distretti". Si constata cosi la disomogeneità dei risultati sia tra specializzazioni, sia all'interno dello stesso segmento. Spiccano, infatti, le buone performance della pelletteria (in particolare il polo fiorentino, con un +12,6% delle esportazioni semestrali) e dell'occhialeria (+16,9% a Belluno) e arrivano conferme di recupero nel settore orafo, anche grazie alle maggiori quotazioni dei prezzi dell'oro.
Più articolato il discorso per il comparto conciario, dove Santa Croce ha proseguito il trend crescente (+21,2%), mentre Arzignano ha subito un calo (-6,2%). In flessione, nell'area calzature, i poli di Lucca e Lamporecchio, come pure il Veronese. Rallentano Fermo e Motebelluna, mentre accelerano S. Mauro Pascoli (grazie alle vendite in Russia, salite del 41% nel primo semestre 2007), S.Croce sull'Arno e Vigevano (sostenuto dai successi negli Usa, nonostante il minidollaro, e in Ue, Germania in testa). In difficoltà, inoltre, i produttori tessili (-9% le esportazioni semestrali di Biella) mentre vengono giudicate “più in salute” le zone specializzate nell'abbigliamento. Nelle produzione a valle, gli esperti segnalano le buone performance della maglieria di Carpi (+8,2%), ma anche della calzetteria di Castel Goffredo, del jeanswear di Montefeltro, nonché dell'abbigliamento di Empoli, Rimini, Bari e nell'area sud-abruzzese.
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Airbus record di vendite nel 2007
In attesa di pubblicare il 16 gennaio i dati ufficiali di vendita della controllata Airbus, che si annunciano eccezionali, il gruppo EADS ha visto scendere di circa il 4% le proprie quotazioni alla borsa di Parigi. A causare l’arretramento sarebbe stato il settimanale tedesco Wirtschaftswoche con un articolo che prevede un ulteriore slittamento dell’A400M. In ottobre il costruttore aerospaziale europeo, al quale il primo ritardo è già costato 1,37 miliardi di euro, aveva già parlato della possibilità di altri sei mesi di ritardo, ma l’indiscrezione ha rinfocolato i timori per il primo programma tutto militare di Airbus. Il corso delle azioni - sulle quali Deutsche Bank ha di recente modificato la propria posizione da "hold" a "sell" - potrebbe però migliorare tra pochi giorni quando Airbus renderà noto il suo nuovo record di vendite.
L’ultimo dato disponibile, diffuso a fine novembre, parlava di 1.204 aeroplani venduti. Con i dati di dicembre Airbus potrebbe non solo stabilire il primato interno, ma anche superare i rivali di Boeing a quota 1.413 ordini netti. La società non si sbilancia, limitandosi a dire che «saremo molto vicini, da questa o da quella parte, a livelli mai visti prima». Nel 2006 la gara si era chiusa con Boeing in vantaggio per 1044 a 790, mentre nel 2005 Airbus batté Boeing 1055 a 1002 grazie ad uno sprint eccezionale nelle ultime settimane dell’anno.
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Scritto: da LuisB
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venerdì, 16 novembre 2007
x7 Settimana Focus Economia
Entro il 2026 l'Italia comprerà 500 nuovi aerei
Il costruttore aeronautico statunitense Boeing ritiene che nei prossimi vent’anni il mercato mondiale richiederà circa 28.600 aerei di linea (divisi fra cargo e passeggeri), per una spesa complessiva di 2.800 miliardi di dollari. E sempre secondo Boeing, il mercato italiano ne andrebbe ad assorbire tra e 400-500 aerei, per un valore complessivo di circa 40 miliardi di dollari, stima in rialzo di circa il 20% rispetto a 18 mesi fa. In termini quantitativi Boeing, conferma sostanzialmente tutte le aspettative di medio/lungo termine già espresse nelle più recenti analisi, cioè, un ventennio di sviluppo e rinnovamento che l’azienda statunitense continua ad affrontare in un’ottica completamente diversa da Airbus. Secondo il pensiero Boeing vuole sottolineare che le compagnie aeree, in futuro, tenderanno a privilegiare le rotte point-to-point, senza scali intermedi. Una frammentazione del traffico aereo che modificherà l’attuale sistema di "hub" principali e "spoke" secondari, con un maggior numero di voli diretti.
In quest’ottica, secondo Boeing, la strategia delle compagnie aerea deve essere di puntare su aerei con un minor numero di posti rispetto ai giganteschi A380 del concorrente europeo, ma più versatili e in grado di coprire tanto le medie quanto le lunghe distanze. Un ipotetico volo diretto Roma-New York con 787-9 è assai più efficiente dello stesso tragitto coperto in due tratte, con un A320 (a corridoio singolo) fino a Londra e un A380 da oltre 500 posti per la rotta restante. Il costo passeggero/miglio è di circa il 12% in meno nella prima soluzione, ed anche in termini di emissioni di CO2 la riduzione è interessante (-16%). Sulla base di queste osservazioni, il mercato più vivace e recettivo a livello mondiale sarà quello dei velivoli a doppio corridoio, tra i 200 e i 400 posti. In tale segmento strategico la Boeing si presenta con un’ampia gamma di soluzioni: la famiglia 777 (nelle versioni 300-ER da 365 passeggeri e la 200-ER da 310 posti), e la famiglia 787 (nella versione 787-9 da 280 posti e 787-8 da 242). Nella stessa fascia l’Airbus propone invece solo le tre versioni dell’A-350 (da 350, 314 o 270 posti). Il settore degli aerei di grandissime dimensioni, tipo 747 o A380, secondo la Boeing non andrà oltre la quota del 9% del mercato. Una quota di sicuro non trascurabile, né trascurata, dal costruttore americano, che con il rinnovo del classico Jumbo nella versione 747-8 ritiene di aver raggiunto un ottimo punto di equilibrio.
Nell’arco di tempo preso in considerazione, si ritiene che il mercato italiano assorbirà tra i 400 ed i 500 nuovi velivoli, per un valore attuale di mercato di circa 40 miliardi di dollari. Gli ordinativi riguarderanno 30-40 jet regionali, 300-400 aerei a corridoio unico, 50-70 aerei a doppio corridoio. Logicamente essendo vettori corto-medio raggio sono trascurabili o nulli il numero di aerei di grandissime dimensioni del tipo Boeing 747 o A380. La quota di aerei a doppio corridoio passerà quindi dall’attuale 15% al 20%, in considerazione anche delle grandi opportunità di sviluppo che la liberalizzazione dei voli tra Europa ed Asia andrà a generare. Se queste stime fossero confermate, il mercato italiano si configurerebbe come ideale per Boeing, e non tanto per il consorzio europeo Airbus, poiché che Boeing ritiene di avere nella gamma 737, 777 e 787 la migliore proposta per compagnie italiane, mentre l’Airbus A380 non troverebbe mercato. Sempre secondo Boeing. Da notare però che, seppure le stime di crescita proposte per l’Italia confermino un trend positivo almeno degli anni ‘90, esse non sono al pari con il resto d’Europa. A fronte di un incremento della flotta italiana di circa 2/3, le stime di crescita per il continente sono vicine al raddoppio. Il massiccio rinnovo delle flotte porterà l’Europa ad avere, nel 2026, circa il 90% di aerei a nuova tecnologia, costruiti cioè dal 2007 in poi, contro un 75% del resto del mondo. Sarà quindi l’insieme di flotte meno inquinante e più efficiente del mondo.
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Fiat aumenta vendite in ottobre del 7,1%
Il Gruppo Fiat ha saputo tirare pieno profitto dalla attuale congiuntura favorevole del mercato europeo dell'auto, con un incremento delle vendite del 7,1% in ottobre su base annua, a 96.417 unità ed una quota di mercato del 7,9% contro il 7,8% dell'ottobre 2006, che la colloca al sesto posto. Per l'incremento registrato è invece al terzo posto, dopo BMW (28,5%) e Daimler (11,7%). Nei primi dieci mesi dell'anno, il Gruppo Fiat ha immatricolato 1.019.013 autovetture, con un incremento del 6,7% che è il più alto dopo l'11,5% della Honda e superiore al 6,4% della BMW. Renault registra invece un calo del 7,9% seguita dalla Nissan (-7,7%). All'interno del Gruppo, la Fiat occupa un posto importante con una quota del mercato europeo pari al 6,3%. Cosi come nel recupero, con un incremento del 7,9% nei primi dieci mesi, seguito da un 5,7% della Lancia. Crescono quote e volumi di Fiat Group Automobiles in ottobre in Europa. Infatti, nei primi dieci mesi dell'anno, a fronte di un mercato praticamente stabile, in crescita dello 0,3 per cento rispetto al 2006, Fiat Group Automobiles incrementa le vendite del 6,7 per cento (quasi 1.020.000 immatricolazioni rispetto alle 955 mila dell'anno scorso) e ottiene una quota dell'8,1 per cento, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto al 2006. Nel progressivo annuo Fiat Group Automobiles mantiene la quinta posizione tra i costruttori.
In ottobre, a fronte di un mercato cresciuto del 5 per cento (1.219.000 immatricolazioni rispetto a 1.161.000 di un anno fa), i volumi di Fiat Group Automobiles sono cresciuti del 7,1 per cento, con oltre 96 mila vendite nel mese, e una quota del 7,9 per cento del mercato. Fiat Group Automobiles aumenta in ottobre i volumi di vendita in tutti i principali mercati europei: +3,5 per cento in Germania, +2,9 per cento in Francia, +0,9 per cento nel Regno Unito e +0,7 per cento in Spagna. In quest'ultima nazione va segnalato l'ottimo risultato complessivo annuo, con una crescita dei volumi pari al 10,3 per cento. Nei primi dieci mesi del 2007 crescono anche i volumi in Francia (+1 per cento) e Regno Unito (+3,4 per cento). Il brand Fiat ha immatricolato in ottobre quasi 77 mila vetture, il 10,2 per cento in più rispetto alle 69 mila dell'anno scorso. La quota del marchio è del 6,3 per cento del mercato, in crescita nel confronto con lo stesso mese del 2006 di 0,3 punti percentuali. Nel progressivo annuo le vendite sono state oltre 786 mila, il 7,9 per cento in più rispetto ai primi dieci mesi dell'anno passato. La quota complessiva è del 6,2 per cento, 0,4 punti percentuali in più rispetto al 2006.
Oltre a vedere in positivo le vendite il gruppo Fiat grazie alla nuova piccola 500 viene premiato con il dodicesimo titolo di "Auto dell'anno", ottenuto nove volte con il marchio principale, due con Alfa Romeo e una con Lancia. Il Lingotto diventa il primo produttore ad aver conquistato per due volte il premio con una vettura di fascia A: ci era già riuscito, infatti, con la Panda nel 2004. Nella votazione finale la 500 ha sconfitto Ford Mondeo, Kia Cee'd, Mazda2, Mercedes C-class, Nissan Qashqai e Peugeot 308.
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Nella GDO il marchio privato verso l’alto di gamma
Le insegne della grande distribuzione stanno pensando a un nuovo modo di intendere i propri marchi privati: non più solo prodotti con prezzi competitivi, ma anche di fascia alta o addirittura di nicchia. Del resto i numeri sembrano dar loro ragione. Secondo Nielsen, infatti, dal 2003 a settembre 2007 il consumo dei beni a marchio privato nella grande distribuzione è salito del 2% arrivando a coprire il 13% delle vendite di prodotti freschi. Auchan ha iniziato a investire su prodotti biologici, equo solidali, tipici regionali e da febbraio 2008 introdurrà una linea di cosmetici. Coop, che da tempo dispone di prodotti biologici e ed equo solidali, l’anno scorso ha lanciato una linea di abbigliamento solidale e sta valutando la possibilità di entrare con il proprio marchio anche in settori “sofisticati” come i farmaci. Pure Carrefour e Pam stanno prendendo in considerazione la possibilità di realizzare prodotti a marchio per la fascia alta del mercato.
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Olympus ricavi a +13,6% nel 1° semestre
Nel semestre terminante a settembre 2007 Olympus ha realizzato ricavi per circa 550,3 miliardi di yen (circa 3,9 miliardi di euro) in crescita del 13,6% rispetto allo stesso periodo del 2006. Le vendite di digital camera hanno realizzato ricavi per 149,6 miliardi euro, (circa 923 milioni di euro) in crescita del 23,7% arrivando a rappresentare il 27% dei ricavi del gruppo. Nel semestre gli utili netti sono cresciuti del 69,7% passando da 18,7 miliardi di yen (circa 111 milioni di euro) a circa 31,8 miliardi di yen (circa 196 milioni di euro). Grazie a questi risultati Olympus conta di chiudere il proprio anno fiscale il prossimo 31 marzo 2008 con ricavi per 1.163 miliardi di yen (circa 7,1 miliardi di euro) con una crescita anno su anno del 9,5%.
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Contraffare passione per le imprese del sistema Italia
L’Italia è il primo produttore di beni contraffatti a livello europeo, il terzo a livello mondiale, con un giro d’affari complessivo di oltre 7 miliardi di euro. Record di contraffazione per la merce venduta via Internet, dove i falsi superano il 30%. La produzione di falsi in Italia risulta strettamente legata agli stessi distretti industriali che operano nella produzione legale. I canali attraverso cui vengono veicolati i prodotti contraffatti, sono due: gli abusi e internet.
Sui complessivi 7 miliardi di euro del giro d’affari, 3,3 sono spesi per il 56% in abbigliamento/moda, con circa 60,6 milioni di atti di acquisto stimati e per un giro d’affari di circa 2 miliardi di euro, per il 35% nel settore accessori, con circa 38 milioni di atti d’acquisto annui e un giro d’affari stimato di circa 1,2 miliardi di euro, per il 9% nel settore dei prodotti multimediali e informatici.
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Pomellato continua a crescere ricavi a 130 milioni di euro
Fatturato in crescita per Pomellato, gruppo di gioielleria che compie quarant’anni e festeggia con una nuova sede e un ambizioso piano di aperture di negozi. Il gruppo prevede di chiudere il 2007 con un fatturato consolidato di 130 milioni di euro (+16% rispetto al 2006) e un Ebitda pari a circa 28 milioni (+16%). Le previsioni arrivano alla luce dei risultati registrati nei primi nove mesi dell’anno che hanno visto ricavi in crescita del 14,6% (a 84,2 milioni) e un Ebitda di 17,9 milioni di euro (+17,3%).
Per il 2008 il gruppo punta a sviluppare il retail con tre nuovi negozi Pomellato a Roma, Londra e Los Angeles, e uno con l’insegna Dodo a Firenze. Allo studio anche l’apertura di un punto vendita a Monaco di Baviera o a Ginevra. Investimenti (23 milioni di euro) anche per la nuova sede milanese che include il laboratorio-fabbrica della casa di gioielli dove si produce il 60% del fatturato.
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Solidarietà sociale avvia gara per campagna su immigrati
La direzione generale dell'Immigrazione del ministero della Solidarietà sociale ha avviato una gara per l’affidamento di una campagna di comunicazione istituzionale “sull'inclusione sociale dei migranti”. L’agenzia/rti vincitrice dovrà occuparsi “dell’ideazione e diffusione dei messaggi pubblicitari; sensibilizzazione e coinvolgimento dei destinatari; attività di verifica dei risultati”. Si tratta di una gara con procedura accelerata, dovuta alla necessità di impegnare le risorse finanziarie prima della chiusura dell'esercizio finanziario. Il budget è di 1,63 milioni iva esclusa. Le domande di partecipazione dovranno essere spedite entro il 5 dicembre, mentre gli inviti a partecipare saranno mandati il 6 dicembre.
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Italease raggiunto accordo con Bei su cartolarizzazione Ita-Bei
Banca Italease ha comunicato di avere concluso con Banca europea per gli investimenti (Bei) un accordo volto a regolare gli effetti derivanti dall’intervenuta variazione del proprio rating sull’operazione di cartolarizzazione denominata Ita-Bei avviata nel dicembre 2005, in particolare relativamente ai titoli di serie A1 dell’importo nominale di 350 milioni di euro. Bei ha rinunciato all’esercizio degli effetti contrattuali collegati al downgrading, segnatamente, al diritto a ricevere una maggiorazione del tasso di interesse dei titoli detenuti (clausola di step-up), al diritto di interrompere il periodo di revolving del portafoglio, nonché al diritto di esercitare un’opzione put di riacquisto dei sopra citati titoli di serie A1, con correlato pagamento della penale prevista. Il costo della garanzia, da corrispondersi in via trimestrale posticipata, è pari allo 0,45% per anno, da calcolarsi sull’importo nominale dei titoli di serie A1 e dei relativi interessi.
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L'e-commerce in Italia a quota 1% del retail
Sebbene in crescita del 20% annuo l’Italia in termini di fatturato, il commercio elettronico B2C perde terreno sul fronte del valore. Il settore del turismo incide per oltre il 50%, ma all’appello manca la GDO. Le indicazioni per il 2007 evidenziano una crescita di circa il 30%, per un giro d’affari globale che supererà i 5,3 miliardi di euro ma la situazione non è poi così rosea. Infatti, seppure la cifra riportata risulti considerevole in valore assoluto è ancora poco significativa in termini di incidenza sul totale del retail italiano (circa l’1%) e decisamente insufficiente per avvicinarsi ai paesi europei più evoluti. Nel 2007 il 50% dell’intero fatturato derivante dall’e-commerce italiano se lo aggiudicherà il settore turismo. Il secondo gradino del podio, ma con un risultato nemmeno lontanamente comparabile, lo occuperanno l’informatica e l’elettronica di consumo che faranno registrare transazioni per quasi 500 milioni di euro che equivalgono al 9% di tutto il B2c italiano. Tuttavia, va sottolineato che in termini di prodotti venduti, il settore informatica ed elettronica di consumo raggiunge la prima posizione.
Trasformando questi concetti in numeri, l’informatica e l’elettronica di consumo a fine 2007 dovrebbero raggiungere un fatturato superiore di circa 20% rispetto ai 410 milioni di euro del 2006, mentre la quota di mercato dovrebbe scendere dal 10% al 9%. E questo nonostante nel corrente anno si prevede saranno evasi quasi 2,2 milioni di ordini, il 10% in più rispetto al 2006, e con un valore medio dell’ordine di 226 euro contro i 215 dell’anno precedente, buona parte risulta che la crescita va ascritta al buon andamento di prodotti ad alto valore come Tv Lcd e notebook. Ma, secondo un’altra chiave di lettura. Però anche l’informatica e l’elettronica di consumo è tra i comparti quello con la concentrazione più bassa: i primi 5 player rappresentano solo il 38% del mercato. In effetti, il panorama delle iniziative si presenta piuttosto variegato ed eterogeneo e con diversi modelli di business.
Anche nel 2007, sono le Dot Com Pure Player a farla da padrone, infatti, si aggiudicano circa il 50% del mercato. Queste realtà puntano su un’ampia gamma (si arrivano a superare i 20 mila articoli a catalogo), nemmeno lontanamente paragonabile a quella dei negozi fisici. Questo si deve principalmente al modello di virtual reseller, che cerca di sfruttare il principio della “long tail” (ottenere una percentuale significativa di fatturato anche da articoli di cui si vendono solo alcune unità). Oggi questi operatori hanno puntato sull’ampiezza di gamma e sulla ricchezza informativa, che prevede schede prodotto estremamente complete. Più di recente, hanno spostato l’attenzione sui motori di ricerca, Questi elementi differenziali devono però essere parte di una value proposition molto ampia, che non può trascurare gli aspetti prezzo e servizio, e che deve essere sempre concorrenziale nei confronti l’offline.
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Telecom Italia lancia il canale Bonsai
Ritmo, varietà, format brevi e ideati su misura per un pubblico tra i 15 e i 28 anni. Sono gli ingredienti di Bonsai, nuovo canale televisivo attraverso cui Telecom Italia intende rivolgersi alla fascia di pubblico giovane che alla televisione preferisce fruire contenuti via web e altre piattaforme. In onda da ieri su l’iptv Alice Home Tv e il portale internet Rosso Alice, 24 ore su 24, Bonsai presenta un palinsesto declinato in oltre 20 aree tematiche, proponendo un mix tra intrattenimento e informazione. Caratteristica peculiare è l’interattività, che permette agli utenti sia di interagire in diretta col canale per esprimere il gradimento di un programma sia di inviare i propri contenuti.
Bonsai si tratta di una produzione interna, realizzata in collaborazione con Yam112003, società del Gruppo Endemol. Il palinsesto prevede due ore e mezza di programmi, che vengono poi ripartiti su tutta la giornata, caratterizzati da un ritmo veloce e della durata compresa tra 30 secondi e 60 minuti. Il 50% viene autoprodotto, mentre il 40% dei programmi è stato acquisito da società terze, tra cui Bbc, Channel Four ed Endemol International. Una quota del 10% viene destinata invece a contenuti realizzati dagli utenti, selezionati al fine di favorire la ricerca di nuovi talenti da valorizzare. L’obiettivo di Telecom Italia è di arrivare a 750 mila abbonati entro il 2009.
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Vino e ortofrutta è “boom export”
Nell’attuale panoramica delle esportazioni italiane vino e ortofrutta salgono in vetta dell’export agricolo, con aumenti (riguardo e primi nove mesi 2007), rispettivamente del 10,5 per cento e dell’11 per cento, continua, invece, a crescere la spesa per l’import di cereali (più 7,5 per cento), questo in merito ai dati Istat di settembre sul commercio estero. Nello scorso mese di settembre le esportazioni agricole italiane hanno fatto registrare, rispetto all’analogo mese del 2006, una crescita tendenziale del 18,2 per cento. Una cifra rappresentativa ben superiore a quella delle importazioni che sono aumentate del 7,3 per cento. Tendenza confermata anche dall’andamento dei primi nove mesi dell’anno, infatti, l’export segna un incremento del 10,5 per cento nei confronti dello stesso periodo dell’anno scorso, mentre l’import ha un rialzo pari al 2,8 per cento.
Nei posti più alti della tabella il vino e ortofrutta rappresentano, dunque, gli elementi trainanti del “Made in Italy”. In particolare il vino, mette a segno, nonostante il perseverare del’euro forte, successi su tutti i mercati internazionali: si va dall’aumento dell’8 per cento negli Stati Uniti d’America al 12 per cento nell’Unione Europea. Vieni inoltre a rafforzar il trend positivo anche sui nuovi mercati: più 7,5 per cento in Giappone e più 8,2 per cento in Cina. Addirittura più 21 per cento in India, dove, però, le importazioni di vino italiano sono ancora modeste. Il vino, quindi, continua ad essere la principale voce dell’export agroalimentare italiano con oltre 3,1 miliardi di euro (771 milioni di euro solo negli Usa). Praticamente un terzo dell’intero fatturato globale del settore pari a più di 9 miliardi di euro.
Al grande spolvero dell’export agricolo italiano ha contribuito anche l’orto







