martedì, 17 febbraio 2009
360° Economia Quotidiana
Nel piano di ristrutturazione che la casa automobilistica statunitense General Motors presenterà nelle prossime ore all'amministrazione Obama, c'è anche quasi sicuramente la dismissione di quattro stabilimenti in Europa. In questo modo General Motors confiderebbe, a ottenere risparmi per 1,5 miliardi di dollari. Secondo l’autorevole Financial Times nella sua edizione tedesca si possono identificare tre impianti della controllata Opel, precisamente quello in Belgio a Anversa e quello di Bochum in Germania, potrebbero essere a breve chiusi. Mentre quello di Eisenach, sempre in Germania, potrebbe essere venduto. Già nell'ambito della cessione del marchio Saab, di proprietà di General Motors, potrebbe comportare l'eliminazione di uno degli impianti che producono modelli per questo marchio. La prospettiva di un disimpegno della casa di Detroit dalla Opel, sempre secondo, avrebbe spinto il governo tedesco a valutare l'ingresso nel capitale dell'azienda. Già nei mesi scorsi Berlino aveva formulato l'ipotesi di concedere un prestito pubblico all'Opel che impiega circa 26 mila lavoratori nei suoi quattro impianti tedeschi.
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lunedì, 18 febbraio 2008
360° Economia Quotidiana
A Tortona il primo impianto di bioetanolo made in Italy
È, infatti, ufficiale il via libera al primo impianto nazionale di produzione su scala mondiale di bioetanolo. Lo realizzerà a Tortona, in provincia di Alessandria, il gruppo M&G, Mossi e Ghisolfi, in joint venture con altri soci. Il bioetanolo è un carburante simile alla benzina e prodotto da vegetali, come la canna da zucchero o il mais, che ha un “saldo energetico” positivo del 30%. Cioè il biocarburante prodotto fornisce il 30% in più di energia rispetto a quella che si consuma per produrlo.
Inoltre, il bioetanolo ha un impatto di circa il 30% in meno di emissioni di gas serra rispetto alla rispettiva quantità di benzina “tradizionale”. La joint venture dichiara che l’impianto sarà pronto entro il 2009 e produrrà duecentomila tonnellate l’anno di bioetanolo, vale a dire il 20% del fabbisogno nazionale imposto dalla Commissione europea. Bene ricordare che i biocombustibili possono svolgere un ruolo di grande rilievo per far fronte alla crescente domanda globale di energia e, nello stesso tempo, per la riduzione delle emissioni dei gas serra che mettono.
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Esportazione di berline made in China raddoppiata nel 2007
Secondo le cifre della General Administration of Costums in Cina l'importazione e l'esportazione nazionale di auto hanno toccato lo scorso anno i 67 miliardi di dollari, con una quota di esportazioni del 45,31% raggiungendo le 188.600 unità. La sola compagnia automobilistica cinese Chery, nel 2007 ha visto un'impennata nelle esportazioni che sono arrivate a 119.800 unità; mentre la Changan Automotive Group, la quarta casa automobilistica in Cina ha venduto oltre 40.000 autoveicoli all'estero contro i 21.700 del 2006.
Il dipartimento economico della Commissione Nazionale per le Riforme e lo Sviluppo, ha dichiarato che la quantità di auto non è più un problema, ora è importante focalizzarsi sulla qualità, ovvero, le capacità produttive e tecnologiche delle aziende cinesi sono ancora inferiori rispetto a quelle dei concorrenti internazionali.
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Buongiorno dati 2007 in linea con piano, confermate stime 2008
Buongiorno ha reso noto di avere chiuso il 2007, dati preconsuntivi, con ricavi pari a 174,9 milioni di euro (191,8 milioni di euro nel 2006) e con un ebitda di 21,6 milioni (23,7 milioni di euro nel 2006), nella parte alta della forchetta delle stime presentate nel piano industriale (172-178 milioni di euro i ricavi e 20-22 milioni l’ebitda). Tali valori non tengono conto dei risultati di iTouch, società acquistata di recente. Consolidando iTouch, i risultati proforma del 2007 sarebbero i seguenti: 319 milioni di euro i ricavi e 40 milioni l’ebitda.
Il cda ha confermato la guidance 2008: i ricavi sono attesi tra 330 e 350 milioni e l’ebitda tra 41 e 45 milioni di euro. La società ha inoltre fissato come obiettivo il conseguimento di risparmi complessivi derivanti dalla integrazione di iTouch pari a 10 milioni di euro entro la metà del 2009.
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In Germania i prezzi alimentari sono in aumento
L'Osservatorio dei prezzi tedesco prevede che i consumatori in Germania si preparino a spendere di più per i generi alimentari, anche per quelli che negli ultimi mesi hanno mostrato una certa stabilità, infatti, secondo l’osservatorio manzo e maiale saranno più cari nella seconda metà dell'anno.
Sulla carne pesa il fatto che i margini di guadagno degli allevatori sono diminuiti a causa dei rincari sui cereali e quindi sui mangimi, perciò la produzione langue. Le cause dei rincari sono vari e conosciuti:
- Il calo generalizzato dei raccolti che si ripete dal 2000 (tranne nel 2003).
- L’incremento della popolazione mondiale di 80 milioni di persone l'anno.
- Il crescente benessere in Cina e in India che innalza la domanda di cibo migliore.
- L’impossibilita' d'ampliare in modo significativo l'area coltivabile.
Infine, il settore alimentare che ha per antagonisti gli agrocarburanti. Ma non è il caso di drammatizzare. Il cibo non sarà inaccessibile nei prossimi anni. E va considerato che in Germania gli alimenti coprono il 12% della spesa corrente dei consumatori, una quota decisamente inferiore a qualche decennio fa. Inoltre, i prezzi alimentari tedeschi rimangono ancora il 6% più convenienti della media Ue.
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Panaria dati preconsuntivi 2007, utile netto cala a 14,1 milioni di euro
Panaria ha reso noto di avere chiuso il 2007, dati preconsuntivi, con ricavi pari a 354,4 milioni di euro, in aumento rispetto ai 351,6 milioni di euro del 2006 (il valore della produzione è calato a 372,6 milioni di euro da 373,9 milioni). Il mol si è attestato a 49,5 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i 49,9 milioni del 2006, e il risultato operativo è calato a 30,6 milioni da 31,6 milioni di euro. L’utile netto si è attestato a 14,1 milioni di euro, in flessione rispetto ai 18,1 milioni di euro del 2006.
La società ha precisato che il risultato del 2006 era favorevolmente influenzato da una componente fiscale straordinaria di circa 2 milioni di euro risultante dal “riallineamento dei valori“ degli ammortamenti anticipati. Al 31 dicembre 2007 l’indebitamento finanziario netto era pari a 80,9 milioni di euro (75,7 milioni a fine 2006) a fronte di un patrimonio netto di gruppo di 154 milioni di euro (152,6 milioni di euro a fine 2006).
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Nestlè trà sospettati in Germania, intesa illegale su prezzo cioccolato
La multinazionale svizzera Nestlé è oggetto di un´inchiesta da parte delle autorità alla concorrenza tedesche per presunte intese illegali con altri produttori riguardanti il prezzo del cioccolato. L´inchiesta comprende tutti i grandi produttori di cioccolato in Germania. Sono sette le imprese sotto inchiesta, tra di esse figurano i giganti statunitensi Kraft Foods e Mars, nonché il gruppo tedesco Ritter.
Le investigazioni sono partite dopo che i produttori hanno recentemente ritoccato verso l´alto (10-12% in media) i prezzi dei loro prodotti motivando tale decisione con l´incremento del costo delle materie prime. Se i sospetti dovessero concretizzarsi, scrive nella versione tedesca del "Financial Times", la multa potrebbe essere salata e raggiungere fino al 10% del fatturato annuale a seconda della durata e gravità dell’infrazione.
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La Guardia Costiera italiana rinnova la linea con elicotteri AW139
I primi due elicotteri AgustaWestland AW139 ed il terzo pattugliatore marittimo Alenia Aeronautica ATR42MP segnalano il potenziamento in atto nella componente aerea della Guardia Costiera. Due gli obbiettivi: per l’ala rotante si tratta di poter intervenire entro 90′ in qualsiasi punto della propria area SAR, mentre per quella ad ala fissa l’obbiettivo è acquisire una dimensione strategica. Le due aziende del gruppo Finmeccanica non hanno ancora annunciato gli ordini, dei quali non fa però mistero il Corpo delle Capitanerie di Porto spiegando che sono finanziati tramite la legge 80/2006 e che i relativi contratti sono stati firmati nel dicembre 2007.
Il primo AW139 entrerà in servizio tra un anno circa, seguito dal secondo entro la fine dell’anno. Serviranno ad avviare la sostituzione degli AB412 - di cui la Guardia Costiera ha ricevuto nel 1992-2003 dieci esemplari - con macchine con raggio d’azione e volumi interni molto maggiori. Data l’entità della linea AB412, è agevole prevedere ulteriori ordinativi per l’AW139.
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A Roma, Napoli e Firenze box auto prezzi più alti
L'Ufficio Studi Tecnocasa rileva che posti auto e box acquistano sempre più valore, infatti, nel primo semestre del 2007 le quotazioni di mercato in tutta Italia sono cresciute rispettivamente dell' 1,3% e dello 0,7 %. I prezzi più alti si trovano a Roma, Napoli e Firenze mentre sono calati a Bari e Bologna. Nelle grandi città la variazione delle quotazioni è stata dell'1,4% per i box e dello 0,4% per i posti auto. I valori più alti si registrano sempre nelle zone centrali delle grandi città, dove l'offerta per queste tipologie rimane comunque più bassa rispetto alle richieste.
Le quotazioni più elevate si registrano a Roma rispettivamente in piazza Navona, piazza di Spagna e via Nazionale con valori medi di 150 mila euro, a seguire Napoli con la zona di Vomero-Scarlatti con 135 mila euro e Firenze con i 130 mila euro di piazza Santa Croce. Il box più ricercato è quello singolo (mediamente sui 15-18 mq). Nella maggior parte dei casi chi acquista un box o un posto auto lo fa per uso diretto; più bassa la richiesta per investimento. Nelle grandi città un box rende mediamente intorno al 4,9% annuo lordo.
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Gruppo Coca-Cola Hbc chiude il 2007 con vendite nette per 6,2 miliardi di euro
Il consiglio di amministrazione del gruppo ellenico Coca-Cola HBC, quotata sui mercati finanziari di Atene, Londra e Australia è uno dei più grandi imbottigliatori dei prodotti Coca-Cola portando i suoi prodotti in 27 diverse nazioni europee più Nigeria, servendo una popolazione complessiva di 540 milioni di persone, ha anticipato i principati risultati dell’esercizio 2007. I volumi di vendita totali sono stati pari a ca. 2 miliardi di casse fisiche, con un giro d’affari netto di 6,2 miliardi di euro. Ancor più brillanti sono state le performance economiche: il risultato operativo è stimato intorno ai 660 milioni di euro, mentre il reddito netto è atteso per 496 milioni di euro.
Coca-Cola ha continuato ad investire in una crescita redditizia con l'acquisto di un nuovo impianto di produzione in Russia (acquisizione del 100% di Aqua Vision), mentre esplora anche opportunità all'interno delle bevande RTD a base caffè, in partnership con TCCC e illycaffè.
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Eni raggiunto accordo con Venezuela per giacimento Dacion

Il gruppo energetico italiano Eni ha reso noto di avere raggiunto un accordo risolutorio con la Repubblica Bolivariana del Venezuela in merito alla disputa sul giacimento di Dacion. Eni era operatore del giacimento secondo un contratto di servizio con la compagnia nazionale venezuelana Pdvsa, che lo ha annullato nell'aprile 2006.
Secondo i termini dell'accordo tra il gruppo italiano e la nazione sud americana, Eni riceverà una compensazione cash in linea con il valore contabile dell'asset in questione.
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Scritto: da LuisB
14:05 Scritto in 360° Economia, Aeronautica, America Latina, Asia, Attualità, Automobilistico, Borsa, Distribuzione, Economia, Energia, Europa, Finanza, Industria, Tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: Energia, Industria, Asia, Europa, America Latina, Immobiliare
martedì, 22 gennaio 2008
360° Economia Quotidiana
Borse mondiali il seguito della saga del lunedì nero
L’avvio della settimana finanziaria in fase così negativa per i mercati globali deve essere letto con attenzione, poiché avviene contestualmente a particolari condizioni, infatti, oltre alla naturale speculazione, è necessario considerare la chiusura di ieri delle borse statunitensi a causa del Marter Luther King Day. Un ulteriore fattore che ha pesantemente condizionato i movimenti di mercato del lunedì nero, infatti, è stata l’inaspettata conclusione con un massiccio panic-sell da parte degli azionisti dei mercati azionari asiatici, insieme agli Emergenti sia in Europa che in America Latina. per ora la Federal Reserve taglia tasso riferimento su Fed Funds di 75 punti base al 3,5%. A febbraio l'Unione Europea rivederà al ribasso stime di crescita.
Questa situazione di “total panic” ha generato a sua volta un’azione di panic-selling soprattutto nelle borse europee, dove basta osservare l’indice Eurostoxx (che ha visto volatilizzare oltre sei punti percentuali nella sola pausa pranzo) cosa che non si verificava dall’attentato alle Torri Gemelle del 2001. In queste situazioni i mercati si lasciano dominare dalla componente emotiva, che se non sarà opportunamente tenuta sotto controllo non farà altro che produrre un ulteriore momento di panic-selling. Al momento attuale la risposta a questa domanda è legata alla reazione delle borse statunitensi che potranno, o meno, gestire adeguatamente questo momento nero ed innescare una reazione a catena, della quale nessuno può sapere esattamente le conseguenze reali finali.
Anche oggi, dopo le notevoli perdite di ieri, le borse asiatiche continuano a marciare sotto il segno del ribasso, infatti, l'Hang Seng ad Hong Kong è crollato dell'8,7% a 21.757,63 punti. L'unico titolo del listino che ha potuto chiudere in rialzo è stato Yue Yuen +0,4% a HKD 23,10. La banca HSBC ha perso l'8,1%, China Mobile il 7,5%, Sun Hung Kai Properties il 6,2% e Li & Fung il 7,2%. Nel continente, lo Shanghai Composite ha perso il 7,2% a 4.559,75 punti. Il titolo di Ping An Insurance è crollato oggi di un ulteriore 10%. La seconda impresa cinese delle assicurazioni vita ha annunciato domenica scorsa di voler vendere nuove azioni e bonds per circa 22 miliardi di dollari. Tra le altre blue chips del listino cinese, Industrial and Commercial Bank ha perso l'8,6%, il gigante energetico PetroChina il 4,7%, China Life il 10% e vettore aereo Air China il 10%.
In Australia, a Sidney il S&P/ASX 200 ha perso a il 7,1% a 5.186,80 punti ciò rappresenta per il principale indice di borsa australiano, la peggiore seduta dal momento del suo lancio nel 1992. Dall'inizio dell'anno l'S&P/ASX 200 si è già deprezzato del 18%, in questo modo sono andati in fumo tutti i guadagni messi a segno nel 2007. La lista è lunga e porta nomi internazionalmente riconosciuti:
- BHP Billiton -6,9%
- Rio Tinto -11,6%
- Woodside Petroleum -10%
- National Australia Bank -6,5%
- Macquarie -11,4%
- Woolworths -6,1%
Tra le altre borse asiatiche il Kospi a Seul ha chiuso in calo del 4,4% e il Taiwan Weighted a Taipei del 6,5%. Lo Straits Times a Singapore perde al momento il 5,1% e il Sensex a Bombay l'8,4%.
In Europa il lunedì nero ha colpito in modo pesante le principali borse dell'Europa dell'Est che hanno assistito ad una pioggia di vendite. A Mosca l'indice RTS ha perso il 7,4% a 1.999,83 punti, situazione provocata dai volumi di scambio che non accennano a regolarsi rispetto a venerdì. Tutte le blue chips del listino moscovita sono crollate a picco: tra i titoli più colpiti LUKoil che ha perso l'8,5%, Rosneft il 6%, Gazprom l'8,4%, Norilsk Nickel il 10,3%, EESR Rossii l'8,2% e Sberbank l'8,4%. Gli investitori temono che un possibile rallentamento dell'economia globale possa pesare notevolmente sulle esportazioni russe di materie prime.
In Ungheria il BUX di Budapest ha chiuso in calo del 3,1% a 24.109,08 punti. OTP Bank ha perso il 5,1%, Magyar Telekom il 3,2%, MOL l'1,7% e Gedeon Richter l'1,7%. Il farmaceutico Egis è stato l'unico titolo del listino ungherese a chiudere in rialzo: +0,3% a HUF 18.850.
Nella Repubblica Ceca il PX di Praga ha registrato un calo del 4,6% a 1.489,60 punti. Nessun titolo del listino ceco ha potuto resistere alle vendite. Ceske Energeticke Zavody ha perso il 5% a CZK 1.170 nonostante il gigante delle utilities abbia ripreso oggi il suo programma di buy-back ed ING abbia alzato il target sul prezzo per il titolo a CZK 1.550. Komercni Banka ha chiuso in calo del 3,6%, Erste Bank del 4,5%, Telefónica O2 C.R. del 5,7% e Unipetrol del 4,4%.
In Polonia il quadro non è più positivo: seguendo la tendenza generale il WIG a Varsavia ha perso il 5,6% a 44.509,36 punti. Tra i venti titoli di maggior peso del listino polacco il migliore è stato Telekomunikacja Polska che ha perso pesantemente il 2,5%. Il calo del prezzo del rame ha affondato KGHM Polska Miedz che ha chiuso in ribasso dell'8,9%. Tra le altre blue chips polacche PKO Bank Polski ha perso il 9,7%, Bank Pekao il 6,5% e PKN Orlen il 6,8%.
Nemmeno la borsa svizzera ha fatto eccezione nel caos del lunedì nero, con l'indice SMI in flessione del 5,26% a 7287,14 punti. L'indice allargato SPI ha chiuso in arretramento del 5,08% a 5918,64 punti. Aperta subito in territorio negativo, la Borsa svizzera è scesa inesorabilmente col passare delle ore. Dopo essersi ripreso alle 13.00 circa, l'SMI è ripartito al ribasso fino a toccare i 7263,46 punti (-5,5%) verso le 17.00. Sono stati particolarmente penalizzati i titoli bancari e assicurativi.
Tra questi ultimi, Swiss Re ha quindi incassato un -10,08% a 68,7 franchi. Perdite consistenti anche per ZFS -6,92% a 275,75 franchi, Baloise -7,91% a 90,25 franchi, Swiss Life -7,06% a 242,8 franchi. Gli analisti temono i contraccolpi delle crisi dei subprime negli Usa sui portafogli di prestiti di queste società. Ciò vale soprattutto per Swiss Re, di cui UBS ha anche abbassato il rating. Anche per UBS giornata nera a -6,71% a 40,3 franchi, Credit Suisse -8,40% a 51,8 franchi, Julius Baer -6,18% a 72,9 franchi. Su queste azioni pesa il timore di altre svalutazioni dovute alla crisi dei mutui subprime.
Il lunedì nero ha colpito duramente anche le borse dell'America Latina, tra gli altri listini del continente sudamericano il Merval a Buenos Aires ha perso il 6,3%, l'IPSA a Santiago del Cile il 5%, l'IGBC a Bogotà il 7,7% e l'IBVC a l'1,5%. La borsa brasiliana ha visto il panico con Petroleo Brasileiro il titolo di maggior peso del listino brasiliano, che ha chiuso in calo del 7,4% a BRL 66,47. A San Paolo il titolo Bovespa ha perso il 6,6% a 53.709,11 punti. Il titolo Vale ha perso l'11,3% a BRL 41,55. Era da più di dodici anni che il titolo del primo produttore al mondo di ferro non registrava tali perdite in una seduta. Il colosso minerario brasiliano ha confermato oggi delle voci di stampa secondo cui sarebbe interessato alla rivale Xstrata.
L'IPC a Città del Messico ha chiuso in ribasso del 5,4% a 25.284,88 punti. L’operatore di telefonia mobile América Móvil ha perso il 7%, Cemex il 6,7%, Wal-Mart de Mexico il 5,9% e Grupo Mexico il 7,7%.
In Perù l'indice General ha perso a Lima l'8,4% a 13.472,93 punti. Si è trattato per il listino peruviano della peggiore seduta da più di tredici anni. I minerari, che hanno un forte peso nel General, sono stati massacrati. Sociedad Minera Cerro Verde ha perso l'11,3%, Volcan Compañía Minera il 10%, Morococha il 14,6% e El Brocal il 15%.
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Mercati cinesi in ribasso trascinati della crescita negativa USA
Anche in Cina il 21 gennaio è stato lunedì nero, infatti, i mercati cinesi stanno registrando il peggiore calo dell’anno, con un ribasso del 5% dovuto, secondo gli analisti, alle paure che circondano il futuro dell’economia Usa. Le cause sembrano rintracciarsi, ancora, nella crisi dei mutui subprime Usa, questo perché gli Stati Uniti sono il principale compratore di beni cinesi e secondo gli esperti della Citigroup (la più grande azienda di servizi finanziari del mondo, anch’essa molto colpita dalla crisi subprime), un calo dell’1% nella crescita economica americana basterebbe per diminuire dell’1.3% la crescita economica cinese a causa di una diminuzione delle esportazioni.
Tra le cause secondarie dei ribassi dei mercati del gigante asiatico c’è anche la vigorosa politica monetaria varata da Pechino negli ultimi tempi che, con continui rialzi del tasso d’interesse e dei requisiti di riserva per le banche, punta ad evitare il surriscaldamento dell’economia del paese. Tutti gli investitori, adesso, attendono con il fiato sospeso i dati ufficiali sulla crescita economica cinese per tutto il 2007 che verranno diffusi venerdì prossimo.
L’indice della Borsa di Shanghai è sceso del 5.14% stabilizzandosi a 4,914 punti, dopo avere registrato un minimo storico di 4,891.29. Le cose non vanno meglio a Shenzhen, dove l’indice ha perso il 4.62%.
La stragrande maggioranza delle compagnie con rating A basate sullo yuan, il 90%, ha registrato delle perdite, e risultano colpiti particolarmente i titoli finanziari. La lista dei colpiti dal lunedì nero inizia con I titoli della China Merchants Bank, il più importante fornitore di carte di credito del paese, è sceso addirittura del 6.70% a quota 37.04 yuan (circa 3 euro e mezzo), mentre la Industrial and Commercial Bank of China, il principale fornitore di mutui e prestiti di tutta la Cina, risulta la banca con perdite minori che si attestano “solo” al 3.82 %.
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Piaggio nuovi accordi in Asia, fatturato India +18%
Piaggio ha reso noto di avere siglato un nuovo accordo con la giapponese Daihatsu nel settore delle motorizzazioni per veicoli trasporto leggero a quattro ruote. L’accordo prevede:
- La fornitura da parte Daihatsu di “powertrain” (motori benzina 1.300cc e relative trasmissioni) per i veicoli commerciali leggeri Piaggio dell’attuale Gamma Porter
- Lo sviluppo di ulteriori collaborazioni mirate alla fornitura da parte Daihatsu di parti, componenti e gruppi che verranno utilizzati sui nuovi veicoli delle gamme Porter e Quargo, dotati di nuove motorizzazioni turbodiesel e diesel di piccola cilindrata. Piaggio produrrà tali propulsori presso la propria controllata indiana Piaggio Vehicles Private Limited (PVPL).
La nuova organizzazione del Gruppo Piaggio in Asia si sviluppa sulla presenza del Gruppo in quattro aree geografiche:
- India
- Cina
- Vietnam
- Giappone
Il tutto avviene con proprie società industriali e commerciali e joint ventures e impatta a livello industriale e commerciale sull’intera pipeline di prodotti del Gruppo, che include sia i veicoli a due ruote (scooter e moto), sia i veicoli per il trasporto leggero a tre e quattro ruote (gamme Ape, Quargo e Porter).
Nel 2007 il Gruppo ha realizzato, nelle aree India e Asia-Pacific, un fatturato netto di 290 milioni di euro circa (dati preconsuntivi), in crescita del 18,4% rispetto ai 245 milioni del 2006. In India, inoltre, il Gruppo investirà 60-65 milioni di euro per lo sviluppo di motorizzazioni turbodiesel e diesel di piccola cilindrata (fino a 1.200cc di cilindrata) e la costruzione di uno stabilimento Powertrain a Baramati in India. All’interno della propria strategia di sviluppo il Gruppo Piaggio, attraverso la propria controllata PVPL, ha siglato con Greaves Cotton Limited un contratto della durata di 8 anni in base al quale Greaves si è impegnata a continuare la fornitura a PVPL del motore monocilindrico diesel GL 400 BSII e, a decorrere dal 2010 in concomitanza con l’entrata in vigore della normativa indiana sulle emissioni Bharat III, a fornire a PVPL il motore diesel monocilindrico G 435 BSIII.
Il Gruppo Piaggio intende inoltre focalizzare le proprie strategie sulla produzione e commercializzazione in India di veicoli a due ruote, puntando nel contempo sulla massima innovazione tecnologica attraverso lo sviluppo di motorizzazioni a basso impatto ambientale in termini di emissioni, e dotate di consumi ridotti. Sotto questo profilo, il Gruppo ha recentemente annunciato che alla fine del 2008 inizierà la commercializzazione in Europa di scooter dotati di motorizzazione ibrida termico/elettrica, che costituiranno la prima applicazione di serie al mondo di tale tecnologia nel settore dello scooter. Al tempo stesso, sono in pieno svolgimento le analisi di mercato atte ad evidenziare la fattibilità di lanciare anche in India, presumibilmente fra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, veicoli a due e 3/4 ruote equipaggiati con motorizzazione ibrida.
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Cresce la spesa farmaceutica in Spagna
Cresce la spesa per i farmaci in Spagna, ma senza correre. Il governo spagnolo ha annunciato di aver speso 11 miliardi di euro per il settore farmaceutico nel 2007, con un incremento del +5,22% rispetto all'anno precedente. Un risultato in linea, precisa il ministero della Sanità spagnolo, con gli sforzi per ridurre la spesa farmaceutica avviati quattro anni fa dal governo di Madrid.
Il dato "conferma la tendenza iniziata nell'aprile 2004, quando l'aumento annuo era stato dell'11,02%, contro il +12,15% del 2003", si legge in una nota diffusa dal Ministerio de Sanidad y Consumo venerdì scorso. Il prezzo medio per ricetta, prosegue il ministero, è passato in un anno da 13,36 a 13,27 euro (-0,69%). Mentre il numero di ricette a carico del sistema sanitario è cresciuto soltanto del 5,95%, secondo la nota.
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Bca Mps convocata assemblea straordinaria per aumento di capitale
Banca Mps ha comunicato che il consiglio di amministrazione ha convocato l’assemblea straordinaria degli azionisti per il 6 marzo e per il 7 marzo 2008, rispettivamente in prima e seconda convocazione, per attribuire al cda, la facoltà di: aumentare a pagamento e in via scindibile il capitale sociale entro il periodo di cinque anni dalla data della deliberazione sino ad un importo massimo, comprensivo di eventuale sovrapprezzo, di 5 miliardi di euro mediante emissione di azioni aventi le stesse caratteristiche di quelle in circolazione, da offrire in opzione agli aventi diritto; aumentare a pagamento e in via scindibile il capitale sociale entro il periodo di cinque anni dalla data della deliberazione sino all'ammontare massimo, comprensivo di sovrapprezzo, di 1 miliardo di euro, mediante emissione di azioni ordinarie da offrire, con esclusione del diritto di opzione, in sottoscrizione ad una società appartenente al gruppo JP Morgan, che le metterà al servizio di una successiva emissione di titoli di durata indeterminata convertibili in azioni ordinarie Bca Mps.
Il cda ha inoltre autorizzato l'emissione o la stipula di prestiti subordinati (anche in forma di obbligazioni) relativi a strumenti ibridi di patrimonializzazione (Upper Tier II) o passività subordinate (Lower Tier II) fino all'ammontare massimo complessivo di 2 miliardi di euro. Tali emissioni rientrano nell’ambito dell’operazione di finanziamento collegata all'acquisizione di Banca Antonveneta. Il gruppo ha aggiunto che il prossimo 10 marzo il cda esaminerà il nuovo piano industriale 2008-2011.
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Damiani ricavi core 9 mesi salgono a 135,8 milioni di euro
Damiani ha reso noto di avere chiuso i primi nove mesi dell’esercizio 2007/2008, dati preliminari, con “core” (realizzati nel canale distributivo wholesale e retail) pari a 135,8 milioni di euro, in crescita dell’1,8% a tassi di cambio costanti rispetto al corrispondente periodo del precedente esercizio (+0,4% a tassi di cambio correnti).
Il fatturato consolidato complessivo si è attestato a 149,9 milioni (+2,7% a tassi di cambio costanti, +1,4% a tassi di cambio correnti).
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Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica
È stato pubblicato il 17 gennaio 2008 sulla Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale sul piano straordinario per la casa. Il decreto stanzia la somma di 543.955.500,00 di euro al netto dello stanziamento previsto per la realizzazione di un Osservatorio nazionale e di Osservatori regionali sulle politiche abitative e delle spese da sostenere per l'attuazione della Convenzione con la Cassa Depositi e Prestiti.
Obiettivo del Programma straordinario è, in generale, quello di ampliare su tutto il territorio nazionale l'offerta di alloggi sociali ed, in particolare, garantire alle famiglie sotto sfratto appartenenti a specifiche categorie sociali il "cosiddetto" passaggio da casa a casa. Allegati al decreto, la ripartizione del fondo tra le regioni e l'elenco dei progetti prioritari da soddisfare con le risorse a disposizione. L'effettiva erogazione dei finanziamenti avverrà tramite la Cassa depositi e prestiti, con la quale il ministero delle Infrastrutture ha stipulato una apposita Convenzione per la gestione delle risorse del piano straordinario.
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Incremento consistente delle importazioni agricole a +11,1%
Il dato di novembre sulle esportazioni, dati Istat, è sicuramente positivo per il settore agricolo italiano, anche perché comporta un miglioramento della bilancia commerciale agricola il cui passivo è passato da -4.928 nel periodo gennaio-novembre 2006 a -4.867 milioni di euro tra gennaio-novembre 2007, quindi una riduzione di 61 milioni di euro. Le esportazioni italiane di prodotti dell’agricoltura e della pesca hanno registrato, con riferimento a novembre 2007 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, un tasso di incremento del 18,3%, decisamente al di sopra del dato relativo al totale delle esportazioni italiane aumentate del 6,4%.
A fronte di un aumento delle esportazioni si registra un incremento consistente anche delle importazioni agricole (+11,1%). Va comunque considerato che l’aumento delle esportazioni così come delle importazioni agricole va in gran parte attribuito all’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e quindi alla crescita in valore e solo in minima parte all’aumento delle quantità esportate.
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Scritto: da LuisB
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sabato, 28 ottobre 2006
In Messico crescono gli investimenti diretti europei
Secondo uno studio realizzato dall'Unione Europa, in Messico nel corso degli ultimi 12 anni ( gennaio 1994 - giugno 2006) sono affluiti 182 miliardi di dollari in investimenti esteri diretti. Gli investimenti dagli Usa hanno coperto il 62,6% del totale, seguiti da Unione Europea con il 25,8%. Guida la classifica Ue la Spagna (8,6%), seguita da Olanda (8,4%), Gran Bretagna (3,9%) e Germania (2,5%).
Questi dati attuali non rappresentano necessariamente tutta la realtà, in quanto numerose società europee investono in Messico attraverso le loro filiali americane. La quota maggiore degli investimenti affluiti e' stata indirizzata verso l'industria manifatturiera (49%) seguita dai servizi finanziari (22,5%), commercio (10,3%), altri servizi (9,1%), trasporti e comunicazioni (5,1%) e altro (3,1%).
Sotto questo profilo si rilevano rilevanti differenze tra Ue e Usa. Dallo studio emerge, infatti, che, nel corso degli ultimi sette anni, gli Europei hanno investito prevalentemente nei servizi (44,7%), seguiti dall'industria manifatturiera (37,9%) e dal commercio (5,7%).
Al contrario, la struttura dei flussi di capitale americano riguarda in primo luogo l'industria manifatturiera (46,6%) seguita dai servizi (34,7%) con una quota nettamente più elevata anche per il commercio (12,3%). In entrambi i casi in ogni modo, il singolo sottosettore che ha raccolto gli apporti più rilevanti, è quello bancario.
Dall'entrata in vigore nel 2001 del trattato di libero scambio (Fta) fra Messico e Usa, gli investimenti diretti europei nel Paese sono aumentati del 52%. Escludendo però i grandi investimenti di operatori spagnoli e britannici nel settore bancario, (circa 7000 milioni di dollari), l'incremento si riduce all'11%.
Scritto: da LuisB
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