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<title>EconomicBlog - america_latina</title>
<description>Blog dedicato ad economia, mercati e finanza globale con una visione a 360°</description>
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<lastBuildDate>Fri, 18 Dec 2009 16:45:39 +0100</lastBuildDate>
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<title>360° Economia Quotidiana</title>
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<author>noreply@blogspirit.com (LuisB)</author>
<category>360° Economia</category>
<category>America Latina</category>
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<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 18:07:43 +0100</pubDate>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: 'Verdana','sans-serif';&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://economicblog.blogspirit.com/media/00/00/470326304.14.jpg&quot; id=&quot;media-319991&quot; alt=&quot;610x.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; /&gt;Nel piano di ristrutturazione che la casa automobilistica statunitense General Motors&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: 'Verdana','sans-serif';&quot;&gt;presenterà nelle prossime ore all'amministrazione Obama, c'è anche quasi sicuramente la dismissione di quattro stabilimenti in Europa. In questo modo General Motors confiderebbe, a ottenere risparmi per 1,5 miliardi di dollari. Secondo l’autorevole Financial Times nella sua edizione tedesca si possono identificare tre impianti della controllata Opel, precisamente quello in Belgio a Anversa e quello di Bochum in Germania, potrebbero essere a breve chiusi. Mentre quello di Eisenach, sempre in Germania, potrebbe essere venduto. Già nell'ambito della cessione del marchio Saab, di proprietà di General Motors, potrebbe comportare l'eliminazione di uno degli impianti che producono modelli per questo marchio. La prospettiva di un disimpegno della casa di Detroit dalla Opel, sempre secondo, avrebbe spinto il governo tedesco a valutare l'ingresso nel capitale dell'azienda. Già nei mesi scorsi Berlino aveva formulato l'ipotesi di concedere un prestito pubblico all'Opel che impiega circa 26 mila lavoratori nei suoi quattro impianti tedeschi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 
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<title>360° Economia Quotidiana</title>
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<author>noreply@blogspirit.com (LuisB)</author>
<category>360° Economia</category>
<category>Aeronautica</category>
<category>America Latina</category>
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<category>Attualità</category>
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<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 14:05:00 +0100</pubDate>
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&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;A Tortona il primo impianto di bioetanolo made in Italy&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://economicblog.blogspirit.com/media/01/01/e4912d0d703521246c4399aa7f23af45.jpg&quot; id=&quot;media-139202&quot; title=&quot;EconomicBlog, Energia&quot; alt=&quot;59c9e3c7228786ce33f18af3d21c7d6e.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0pt; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;È, infatti, ufficiale il via libera al primo impianto nazionale di produzione su scala mondiale di bioetanolo. Lo realizzerà a Tortona, in provincia di Alessandria, il gruppo M&amp;amp;G, Mossi e Ghisolfi, in joint venture con altri soci. Il bioetanolo è un carburante simile alla benzina e prodotto da vegetali, come la canna da zucchero o il mais, che ha un “saldo energetico” positivo del 30%. Cioè il biocarburante prodotto fornisce il 30% in più di energia rispetto a quella che si consuma per produrlo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Inoltre, il bioetanolo ha un impatto di circa il 30% in meno di emissioni di gas serra rispetto alla rispettiva quantità di benzina “tradizionale”. La joint venture dichiara che l’impianto sarà pronto entro il 2009 e produrrà duecentomila tonnellate l’anno di bioetanolo, vale a dire il 20% del fabbisogno nazionale imposto dalla Commissione europea. Bene ricordare che i biocombustibili possono svolgere un ruolo di grande rilievo per far fronte alla crescente domanda globale di energia e, nello stesso tempo, per la riduzione delle emissioni dei gas serra che mettono.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;--------------------------------------------------------------------&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Esportazione di berline made in China raddoppiata nel 2007&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://economicblog.blogspirit.com/media/02/02/494847cc8aa04cd632a51ae34502746b.jpg&quot; id=&quot;media-139203&quot; title=&quot;EconomicBlog, Auto&quot; alt=&quot;630a1498a49c9eae232c4bb05557aa24.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0pt; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Secondo le cifre della General Administration of Costums&lt;/span&gt;&amp;#8230;&lt;/p&gt;
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<title>360° Economia Quotidiana</title>
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<author>noreply@blogspirit.com (LuisB)</author>
<category>360° Economia</category>
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<category>Automobilistico</category>
<category>Borsa</category>
<category>Economia</category>
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<category>Motociclistico</category>
<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 14:45:00 +0100</pubDate>
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&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Borse mondiali il seguito della saga del lunedì nero&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://economicblog.blogspirit.com/media/00/01/a71e658a7e7406112ca7f8457a357fc3.jpg&quot; id=&quot;media-122487&quot; title=&quot;Borsa, EconomicBlog&quot; alt=&quot;ca344b012297209e13c8414e3e470701.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0pt; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left&quot; name=&quot;media-122487&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;L’avvio della settimana finanziaria in fase così negativa per i mercati globali deve essere letto con attenzione, poiché avviene contestualmente a particolari condizioni, infatti, oltre alla naturale speculazione, è necessario considerare la chiusura di ieri delle borse statunitensi a causa del Marter Luther King Day. Un ulteriore fattore che ha pesantemente condizionato i movimenti di mercato del lunedì nero, infatti, è stata l’inaspettata conclusione con un massiccio panic-sell da parte degli azionisti dei mercati azionari asiatici, insieme agli Emergenti sia in Europa che in America Latina. per ora la Federal Reserve taglia tasso riferimento su Fed Funds di 75 punti base al 3,5%. A febbraio l'Unione Europea rivederà al ribasso stime di crescita.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Questa situazione di “total panic” ha generato a sua volta un’azione di panic-selling soprattutto nelle borse europee, dove basta osservare l’indice Eurostoxx (che ha visto volatilizzare oltre sei punti percentuali nella sola pausa pranzo) cosa che non si verificava dall’attentato alle Torri Gemelle del 2001. In queste situazioni i mercati si lasciano dominare dalla componente emotiva, che se non sarà opportunamente tenuta sotto controllo non farà altro che produrre un ulteriore momento di panic-selling. Al momento attuale la risposta&lt;/span&gt;&amp;#8230;&lt;/p&gt;
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<title>In Messico crescono gli investimenti diretti europei</title>
<link>http://economicblog.blogspirit.com/archive/2006/10/27/in-messico-crescono-gli-investimenti-diretti-europei.html</link>
<author>noreply@blogspirit.com (LuisB)</author>
<category>America Latina</category>
<category>Economia</category>
<pubDate>Sat, 28 Oct 2006 00:25:00 +0200</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;span xml:lang=&quot;IT&quot; style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://economicblog.blogspirit.com/images/thumb_mx-lgflag.JPG&quot; alt=&quot;medium_mx-lgflag.JPG&quot; style=&quot;float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0px; border-width: 0px&quot; /&gt;Secondo uno studio realizzato dall'Unione Europa, in Messico nel corso degli ultimi 12 anni ( gennaio 1994 - giugno 2006) sono affluiti 182 miliardi di dollari in investimenti esteri diretti. Gli investimenti dagli Usa hanno coperto il 62,6% del totale, seguiti da Unione Europea con il 25,8%. Guida la classifica Ue la Spagna (8,6%), seguita da Olanda (8,4%), Gran Bretagna (3,9%) e Germania (2,5%).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span xml:lang=&quot;IT&quot; style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Questi dati attuali non rappresentano necessariamente tutta la realtà, in quanto numerose società europee investono in Messico attraverso le loro filiali americane. La quota maggiore degli investimenti affluiti e' stata indirizzata verso l'industria manifatturiera (49%) seguita dai servizi finanziari (22,5%), commercio (10,3%), altri servizi (9,1%), trasporti e comunicazioni (5,1%) e altro (3,1%).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span xml:lang=&quot;IT&quot; style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://economicblog.blogspirit.com/images/thumb_PR115973.jpg&quot; alt=&quot;medium_PR115973.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0px; border-width: 0px&quot; /&gt;Sotto questo profilo si rilevano rilevanti differenze tra Ue e Usa. Dallo studio emerge, infatti, che, nel corso degli ultimi sette anni, gli Europei hanno investito prevalentemente nei servizi (44,7%), seguiti dall'industria manifatturiera (37,9%) e dal commercio (5,7%).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span xml:lang=&quot;IT&quot; style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Al contrario, la struttura dei flussi di capitale americano riguarda in primo luogo l'industria manifatturiera (46,6%) seguita dai servizi (34,7%) con una quota nettamente più elevata anche per il commercio (12,3%). In entrambi i casi in ogni modo, il singolo sottosettore che ha raccolto gli apporti più&lt;/span&gt;&amp;#8230;&lt;/p&gt;
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