martedì, 23 ottobre 2007
360° Economia Quotidiana
IpTV di Tiscali ai nastri di partenza
L'IpTv di Tiscali è quasi ai nastri di partenza, infatti, secondo l’azienda debutterà entro l'anno. Il servizio di televisione basata su Internet partirà da Roma, Milano e Cagliari, per poi essere esteso progressivamente al resto d'Italia. L'IpTv dell'Isp sardo sfiderà la Web Tv di Fastweb e l'offerta di Telecom Italia. Finora in ambito europeo la Gran Bretagna si è dimostrata la patria dell'IpTv, con le offerte di Bt Vision, Virgin Media e la stessa Tiscali inglese. Tiscali TV, si orienterà in Italia tenendo come reperimento l'esperienza di successo dell'inglese Homechoice, acquisita nell'agosto 2006. L'offerta di Homechoice, in sintesi, a la particolarità, di aver sviluppato internamente tutta la tecnologia relativa alla distribuzione dei contenuti video, a partire dalla trasmissione lato broadcaster fino al decoder (compreso).
Secondo la strategia di Tiscali controllare il sistema di distribuzione, è la chiave per offrire servizi di qualità, evitando incompatibilità e difficoltà di integrazione tra diversi fornitori di tecnologie commerciali. Ma è soprattutto un asset strategico in un momento di trasformazioni veloci, in cui sia necessario cambiare rapidamente strategie e prodotti. Insieme al progetto IPTV il tlc sardo sta lavorando anche a un sistema per lo user-generated content. Nel 2006 Tiscali ha segnato un +28% del fatturato (a 678,5 milioni di euro) e un +44% di EBITDA (margine lordo prima delle tasse), con una base di 3,5 milioni di utenti attivi in Europa, dei quali già 1,9 milioni broadband, e quasi 600.000 raggiunti direttamente in unbundling (cioè senza passare da cavi altrui, Telecom per l'esempio italiano).
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Deutsche Telekom interessata ad asset Hutchinson Whampoa
In questi giorni è consigliabile tenere sotto osservazione Tiscali sul Midex (-0,13% a quota 2,32 euro) in quanto secondo quanto riportato dalla stampa tedesca (WirtschaftsWoche), il responsabile delle attività estere di TMobile, la divisione mobile di Deutsche Telecom, starebbe valutando un'offerta sulla divisione italiana e inglese di Hutchinson Whampoa. Anche se ancora non vi sono piani concreti, l'offerta ammonterebbe a circa 15 miliardi di euro. L'acquisizione è importante perchè segnerebbe il definitivo ingresso di Deutsche Telecom in Italia. Un obiettivo che, nonostante gli elevati livelli di penetrazione raggiunti dal mercato italiano, ha visto da tempo il colosso tedesco delle tlc oggetto di diverse speculazioni.
Un eventuale ingresso di Deutsche Telekom nella telefonia mobile in Italia, aprirebbe nuove speculazioni sulla possibile acquisizione di un operatore fisso, forse Tiscali, visto il posizionamento di Deutsche Telekom come operatore convergente. Tale scenario avrebbe un impatto positivo su Tiscali e negativo sull'incumbent Telecom Italia (-0,72% a 2,08 euro). Alla Borsa di Francoforte il titolo Deutsche Telekom segna un +0,61% salendo a quota 13,30 euro, anche perché la società potrebbe cancellare 35.000 posti di lavoro in scia al piano di ristrutturazione e di cessione di asset. La notizia è stata data dal quotidiano Der Spiegel, anche se il Ceo, Rene Obermann, non ha voluto confermare la notizia, dopo aver confermato gli obiettivi finanziari per il 2007. Il colosso delle tlc potrebbe vendere divisioni come T-Systems o DeTe-Immobilien.
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Portugal Fashion prospettive del sistema moda portoghese
Migliorano le prospettive del tessile-abbigliamento portoghese. Nei primi dieci mesi del 2007 l’export del tessile-abbigliamento lusitano è aumentato del 4,1% ed è la prima volta che questo avviene in sei anni. Con un fatturato di 6.200 milioni di euro nel 2006 (è il 10% del totale dell’industria manifatturiera portoghese) ed esportazioni per 4.113 milioni, il comparto (che conta su circa 3 mila aziende) si sta rivitalizzando, dopo un quinquennio di forti ridimensionamenti.
Sulle passerelle di Portugal Fashion di Oporto, che si è tenuto a Oporto dal 19 al 21 ottobre, hanno sfilato 34 collezioni per la primavera-estate 2008 (25 di abbigliamento e nove di calzature) disegnate da 12 stilisti, cinque designer emergenti e 16 marchi aziendali.
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Il mercato unico dei pagamenti europei cambiamenti dal 2008
Già a partire dal 2008, i pagamenti transfrontalieri nella zona euro saranno facili quanto quelli nazionali grazie all’Area unica dei pagamenti in euro. L’Unione Europea si è dotata di una moneta unica nel 2002, ma non dispone ancora di un’infrastruttura unificata dei pagamenti. Sono oltre 3000 le banche che operano nell’Unione, per un totale di 60 sistemi di pagamento diversi. Secondo la Commissione europea e la Banca centrale europea, entro il 2008 e il 2010 i sistemi di pagamento nazionali dovranno essere integrati a livello europeo. I pagamenti transfrontalieri diventeranno così altrettanto semplici quanto quelli nazionali. L’Area unica dei pagamenti in euro (AUPE) nel 2002, gli obiettivi politici delle istituzioni europee sono stati formalizzati in una serie di documenti che costituiscono la base per l’Area unica dei pagamenti in euro (AUPE).
Se può affermare che l’AUPE è l’area economica, ovvero l’Unione europea allargata, nella quale cittadini, aziende e altri soggetti economici potranno effettuare e ricevere pagamenti in euro, sia all’interno che all’esterno dei confini nazionali, alle stesse condizioni e con gli stessi diritti e doveri, a prescindere dal luogo di residenza o di lavoro. L'AUPE si basa sulla convergenza di standard e prassi nazionali e paneuropei, al fine di consolidare le procedure e le infrastrutture di pagamento. L’Europa si incammina verso un unico sistema di pagamento e un’unica cassa di compensazione.
L’Unione Europea a 25 conta 445 milioni di abitanti per un totale di 66 miliardi di transazioni in danaro (dati del 2002), di cui il 57,8% è rappresentato da bonifici e il 42,2% da carte di credito e bancomat. Inoltre, l’UE a 15 conta 900 milioni di pagamenti transfrontalieri (2003, esclusi i pagamenti in contanti). Il progetto AUPE dovrà risolvere diversi problemi strutturali. La tecnologia dovrà tenere conto dei diversi processi di pagamento in uso nei vari paesi. Dovranno essere armonizzati elementi quali la struttura dei numeri di conto, le linee guida circa il pagamento dei costi bancari, le comunicazioni obbligatorie delle banche alle autorità (bilancia del pagamenti), i codici bancari, ecc... L’allargamento dell’unione Europea e, in futuro, della zona euro (attualmente sono 12 i paesi che adottano l’euro e 13 quelli che non l'adottano) rappresenta una sfida ulteriore.
La partita si giocherà sull’automatizzazione completa dei bonifici (straight-through-processing o STP) attraverso reti con protocollo Internet e le economie di scala ottenute grazie a un approccio top-down. L’obiettivo è creare un’unica struttura di pagamento e un’unica cassa di compensazione per tutta l’Europa. Il sistema STP richiede un’infrastruttura informatica e di comunicazione potente, nonché la standardizzazione dei bonifici. I codici IBAN (International Bank Account Number) e BIC (Bank Identifier Code) costituiscono un primo, transitorio passo in avanti verso l’ulteriore convergenza dei pagamenti transfrontalieri in Europa. La futura cassa di compensazione paneuropea automatizzata si chiamerà PEACH (Pan-European Automated Clearing House), e potrebbe essercene più di una. Un prototipo PEACH è già operativo nel campo dei bonifici (150 mila pagamenti al giorno). Attualmente, ogni paese ha una o più casse di compensazione.
Il progetto AUPE ha già prodotto alcuni progressi sul fronte dell’automatizzazione. Le società possono utilizzare i codici IBAN e BIC per tutti i pagamenti transfrontalieri, riducendo drasticamente i costi amministrativi dei pagamenti. Tali codici vengono indicati solo sul 70% delle istruzioni di pagamento idonee, vale a dire tutti i pagamenti in euro all’interno dell’UE a 25 per importi fino a 50 000 euro. Sin da ora, l’AUPE promette di creare valore per le aziende, e non solo sotto forma di pagamenti più economici mediante la standardizzazione e le economie di scala. La convergenza dei sistemi di pagamento e delle applicazioni aziendali incrementerà l’efficienza, consentendo l’immissione diretta negli appositi software, tramite collegamenti automatici, dei dati standardizzati di pagamento per una serie di operazioni: amministrative, contabili, gestionali, fatture, comunicazioni e archiviazioni elettroniche, solo per citarne alcune. Un’unica zona europea dei pagamenti ridurrà l’esigenza delle aziende di aprire filiali estere per mantenere conti in loco. La gestione di cassa transfrontaliera attraverso il cash pooling e la tesoreria a saldo zero risulterà semplificata.
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Texas Instruments utile trim.3 +16% a 758 mln USD
Texas Instruments ha reso noto di avere chiuso il terzo trimestre dell’esercizio in corso con ricavi pari a 3,66 mld di dollari, in calo rispetto ai 3,76 mld del pari periodo dello scorso anno, e con un utile netto delle attività continue pari a 758 mln (52 centesimi per azione), in crescita del 16% rispetto ai 686 mln del terzo trimestre del 2006.
Per il quarto trimestre la società ha previsto ricavi compresi tra 3,4 e 3,68 mld di dollari, contro attese del mercato pari a 3,7 mld. L’utile per azione nel quarto trimestre dovrebbe attestarsi tra 49 e 53 centesimi.
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Scritto: da LuisB
16:40 Scritto da : LuisB in 360° Economia, Attualità, Economia, Europa, Fisco, Tecnologia, Telecomunicazioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: Economia, Finanza, Mercato, Euro, Export, Portogallo, Industria |
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