mercoledì, 07 gennaio 2009
Borsa: 30 grandi titoli sono sfuggiti alla rovina l'anno scorso
Sulle prime 500 capitalizzazioni mondiali, solo 30 titoli hanno progredito nel 2008. Fra esse, Wal-Mart, il re americano del discount, è diventato il terzo gruppo al mondo con il suo peso in borsa. La classificazione internazionale resta dominata dai petroliferi ExxonMobil e Petrochina.
In borsa, l'anno 2008 non è stato nero per tutti. Sui primi 500 gruppi mondiali, 30 sono sfuggiti alla rovina ed hanno visto i loro corsi scalare la vetta, mentre i mercati sono globalmente immersi del 43%. Fra i valori che sono evoluti a contro corrente appaiono molte imprese obiettivi di offerte pubbliche di acquisto, come British Energy (in via di essere comperata dalla francese EDF), lo spagnolo Union Fenosa o l'americano Rohm & Haas. Altri valori sono stati portati dalla speculazione su un possibile cambiamento di controllo, come Volkswagen o anche Hermès International, sola grande impresa francese ad avere guadagnato terreno in borsa l'anno scorso.
Ma questo “club dei 30” riunisce anche società le cui prodezze borsistiche sono più direttamente legate alle loro attività. Gruppi in pieno aumento, sul modello di Fast Retailing, il sopranominato “Gap giapponese”. Il suo corso di valutazione ha aumentato del 65% l'anno scorso, il record assoluto nell'ambito delle prime 500 capitalizzazioni mondiali. I suoi abiti pratici ed economici si vendono come panini, anche in periodo commercialmente difficile per il mercato nipponico. Bel successo anche per Wal-Mart, il re americano del discount. “I magazzini per poveri” del primo distributore mondiale hanno beneficiato delle difficoltà del potere d'acquisto incontrate da una parte della popolazione mondiale e in speciale quella statunitense. Risultato, un aumento del 18% su un anno a Wall Street. Inoltre McDonald's, il campione dei pasti a piccolo prezzo, non cessa di vendere sempre più hamburger ed ha visto il suo corso scalare del 8%.
Altri vincitori della crisi, i produttori d'oro del tipo Goldcorp (+ 11%) o Barrick Gold (+ 7%). I loro risultati sono sostenuti dall'aumento constante del metallo giallo, che svolge ancora una volta un ruolo di valore rifugio. A Londra, l'azioni Randgold Resources raggiunge così un aumento del 60%, che cosi ha appena raggiunto la prestazione più brillante dell'indice FTSE 100.
Infine, i titoli farmaceutici hanno trovato nel 2008 il loro statuto difensivo. Sei fra esse fanno parte dei 30 grandi gruppi in rialzo l'anno scorso. In mancanza di grandi innovazioni per sostituire le loro attuali medicine "stella di mercato", la maggior parte degli attori globali con peso nella salute, come Pfizer, sono certamente in crisi. Ma i rari laboratori di ricerca che dispongono di molecole realmente promettenti, in particolare coloro che vengono dalle biotecnologie, tirano il loro spillo del gioco e vanno in avanti a passo spedito. Testimoni, le aperture borsistica di AstraZeneca, Amgen, Genentech o anche Celgene.
Al finale, l'anno 2008 avrà così segnato una confusione profonda nella classificazione delle grandi capitalizzazioni mondiali. In testa, ExxonMobil è risalito sul primo posto del podium, che aveva dovuto lasciare durante alcuni mesi al suo concorrente Petrochina a causa di una speculazione libera sui valori e titoli cinesi.
Con il ritorno di ExxonMobil al primo posto, la gerarchia borsistica riflette meglio la realtà, il capo americano che produce più grezzo e che individua due volte più beneficio del suo rivale asiatico. Nonostante la sua caduta del 50% in un anno, l'azione Petrochina resta del resto fra i titoli del settore petrolifero meglio valorizzati: si negozia a più di 9 volte il risultato annuale, contro rapporti di circa 4 per Shell, 5 per BP, 6 per Total…
Il crollo del titolo General Electric
Dietro, Wal-Mart è passato in un anno dal trentesimo al terzo posto mondiale! Molti valori difensivi sono anche risaliti alla classificazione, come Johnson & Johnson (ormai 10mo mondiale), Nestlé (14mo), Roche (16mo) o Novartis (17mo). Al contrario, la crisi ha fatto crollare i grandi titoli finanziari ed assimilati. Tale è in particolare il caso di General Electric, retrogradato dal terzo all'ottavo posto alla tabella mondiale. Molto presente nell'energia e nelle infrastrutture, il più colossale dei conglomerati americani dovrebbe beneficiare della resistenza di questi settori e dei programmi di rilancio programmati da numerosi stati. Ma il peso delle sue attività finanziarie, che hanno a lungo garantito la metà dei suoi profitti, l'ha fortemente penalizzato.
Scritto: da LuisB
13:28 Scritto in Attualità, Borsa, Economia, Finanza, x7 - Settimana Focus Economia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: economia, borsa, finanza, capitalizzazione, globale, 2008, luis batista










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