martedì, 25 marzo 2008
360° Economia Quotidiana
Via libera Ue agli aiuti per il biodiesel… ma Londra parta alla carica
Via libera della Commissione agli aiuti per il biodiesel, in particolare per un contingente annuo di 250mila tonnellate. Si tratta di uno sgravio fiscale pari al 20% dell'aliquota applicata al biodiesel utilizzato come carburante per autotrazione, che modifica e proroga un regime approvato in precedenza e introduce un obbligo di fornitura di biocarburanti. La coesistenza dell'obbligo di fornitura e dello sgravio fiscale rappresenta una novità e in questa fase non si può prevedere in che modo essa inciderà sul mercato. Nonostante tali incertezze, non esistono, secondo quanto si legge in una nota della Commissione Europea, rischi di sovracompensazione, in quanto lo sgravio fiscale proposto si applicherà soltanto ad una percentuale del biodiesel immesso e coprirà soltanto una parte della differenza dei costi di produzione. L'aiuto è stato quindi considerato compatibile con le regole del mercato unico. Nel frattempo per Gordon Brown, primo ministro britannico e leader laburista, si prepara a una battaglia con l'Unione europea sul fronte dei biocarburanti che vuole opporsi all'attuale piano di Bruxelles che prevede di aumentare del 10% entro il 2020 la quota obbligatoria di biocarburante contenuto nella benzina o nel diesel. Il premier Gordon Brown, fa leva su quando sostenuto da Robert Watson, principale consulente scientifico del Ministero per l'Ambiente, secondo cui è sbagliato introdurre quote obbligatorie di biocarburante prima di conoscerne gli effetti sul clima. "Se cominciamo a utilizzare i biocombustibili e questi, anziché ridurre i gas serra, contribuiscono ad aumentarli, si arriva a una situazione folle", ha spiegato Watson.
Intanto con le nuove norme europee sul combustibile per i trasporti, a partire dall'1 aprile la benzina e il diesel utilizzati in Gran Bretagna, così come in altri Paesi europei, dovranno contenere un 2,5% di biocarburante, per ottenere - come si prevede da una direttiva Ue del 2003 - che il 5,75% del petrolio e del diesel sia composto da risorse rinnovabili entro il 2010. Gli scienziati, però, avanzano sempre più dubbi sulla sostenibilità dei biocarburanti e annunciano che la deforestazione causata dalle nuove coltivazioni create per produrre biocombustibili potrebbero in realtà contribuire al surriscaldamento del pianeta. Secondo alcune fonti Londra sarà obbligata ad applicare la direttiva europea che scatta tra pochi giorni però, è possibile che Brown ricorra al nuovo rapporto sui biocombustibili elaborato da Ed Gallagher, direttore dell'Agenzia dei Combustibili Rinnovabili, per opporsi all'obiettivo europeo più ambizioso fissato per il 2020, che ancora non è diventato legge.
Autobus ecologici per il trasporto dei pendolari
Il ministro dei Trasporti ha firmato il 19 marzo 2008 il decreto che ripartisce fra le regioni le risorse stanziate per co-finanziare, insieme agli Enti locali, l'acquisto di nuovi autobus destinati al trasporto dei pendolari. L'ammontare del finanziamento assegnato nella Finanziaria al ministero dei Trasporti, alla voce "promozione e sviluppo del trasporto pubblico locale", è di 113 milioni di euro per il 2008, di 130 milioni per il 2009 e di 110 milioni per il 2010.
Il finanziamento è diviso a metà fra metropolitane e autobus, ed è proprio a questi ultimi che si riferisce il decreto firmato oggi dal ministro. Il decreto dispone che gli Enti locali potranno destinare tali risorse solo all'acquisto di autobus con emissioni conformi alle direttive UE Euro4 e dotati di filtro anti-particolato, o alimentati a metano, Gpl, biocarburanti, o infine spinti da motore elettrico o ibrido. Ogni Ente locale ha 60 giorni per elaborare il piano dettagliato di impiego dei fondi ministeriali; entro altri 60 giorni il Ministero recepirà il piano e firmerà con ciascuno una convenzione in cui saranno definite modalità e tempi dell'erogazione delle risorse.
Usa vendite case esistenti febbraio +2,9% ma calano prezzi

Il National Association of Realtors ha comunicato che le vendite negli Stati Uniti di case esistenti a febbraio sono aumentate del 2,9% a 5,03 milioni di unità. Si tratta del primo incremento da luglio.
Il dato è migliore delle attese degli economisti. I prezzi delle abitazioni sono però diminuiti dell’8,2% su base annuale attestandosi a 195.900 dollari.
Si tratta del peggiore calo dal 1968 ossia da quando è stata istituita la statistica. Il numero delle abitazioni in vendita alla fine di febbraio e' sceso a 4 milioni indicando che i tempi di attesa per vendere un immobile sono diminuiti a 9,6 mesi da 10,3 mesi del mese prima.
Tiffany ricavi trim.4 a +10%, utile batte attese del mercato
Tiffany ha reso noto di avere chiuso il quarto trimestre dell’esercizio fiscale con ricavi pari a 1,05 miliardi di dollari, in crescita del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (7% a cambi costanti), e con un utile netto in calo del 16% a 118,3 milioni, pari a 89 centesimi per azione. Escludendo le voci non ricorrenti l’utile per azione si è attestato a 1,27 dollari contro attese degli analisti pari a 1,21 USD. Per l’esercizio fiscale in corso la società ha previsto un aumento dei ricavi del 10% e un utile per azione in crescita dell’11-15% a 2,75-2,85 dollari.
Nuova rete a fibre ottiche in Piemonte
Il CSI Piemonte, il Consorzio per l'informatica controllato dalla Regione Piemonte, ha affidato a Telecom Italia, dopo una regolare gara, la realizzazione di una rete a banda larga in fibre ottiche di oltre 430 chilometri. La rete si snoderà per 124 punti strategici, coprendo 220 comuni della provincia di Torino, in particolare nelle zone del Pinerolese, Canavese, Sangone e Stura, zone montuose e periferiche. Il progetto è promosso dalla Provincia di Torino, rientra nel Programma WI-PIE promosso dalla Regione Piemonte e finanziato, per un valore complessivo di 7 milioni di euro, con fondi del Ministero per lo sviluppo economico.
Si affianca al piano per portare l'Adsl in tutti i comuni piemontesi. Telecom Italia progetterà e realizzerà la rete di cui curerà la manutenzione e l'apertura agli altri operatori, secondo regole uguali per tutti, come è previsto dallo stesso bando di gara.
Cina prevede calo di esportazioni acciaio
La Cina diminuirà del 27% la vendita all'estero di acciaio quest'anno, principalmente a causa degli sforzi da parte del governo di limitare le esportazioni. La China Iron Steel Association, ha previsto un calo dai 73,07 milioni di tonnellate nel 2006 a 52,5 milioni quest'anno. La cifra per il 2008 dovrebbe includere 48 milioni di tonnellate di acciaio laminato e 1,5 di acciaio billet. Attualmente la Cina è il maggior produttore e consumatore d'acciaio nel mondo, con 489,2 milioni di tonnellate di acciaio greggio prodotto l'anno scorso, il 2,67% in meno rispetto all'aumento nel 2006. Le esportazioni di acciaio greggio sono salite del 58% l'anno scorso, ma quelle verso gli Stati Unite sono calate del 23,3%.
Secondo i dati del governo, l'industria dell'acciaio costituisce il 15% del consumo d'energia e scarica il 14% delle sostanze inquinanti totali. L'anno scorso la Cina ha imposto tariffe sulle esportazioni di più di 80 prodotti derivati dall'acciaio e aumentato i prezzi per l'esportazione di beni primari in acciaio. Ha anche ridotto sconti sull'esportazione per evitare una produzione eccessiva. A febbraio, la Cina non ha esportato acciaio billet e 3,11 milioni di tonnellate di acciaio laminato.
Compagnia aerea elvetica Swiss definitivamente nell'orbita di Lufthansa
La compagnia aerea tedesca Lufthansa verserà agli ex azionisti di riferimento di Swiss, l’ex Swissair, circa 269 milioni di franchi. Il pagamento mette ufficialmente fine alla transizione per l'acquisto del vettore elvetico da parte della compagnia tedesca. Tenendo conto dei circa 70 milioni già versati per l’acquisto del 15% del pacchetto azionario nel marzo 2005, il prezzo totale pagato da Lufthansa ammonta a 339 milioni di franchi. Il passaggio della compagnia di bandiera elvetica nel girone di Lufthansa è ormai un dato di fatto: il vettore tedesco ha definitivamente rilevato il pacchetto di titoli detenuto dai 18 azionisti di riferimento, tra cui la Confederazione. I grandi azionisti di Swiss sono, oltre alla Confederazione che deteneva il 20%, UBS e Credit Suisse e il canton Zurigo col 10% a testa. Il canton Zurigo riceverà 31,8 milioni di franchi dei 300 versati per Swiss. Il cantone aveva giustificato tale investimento anche con la volontà di preservare lo scalo di Zurigo/Kloten. Riceveranno parte del dovuto anche Nestlé, Roche, Swisscom, Novartis, Swiss Re, ZFS e Swiss Life che avevano partecipato con 100 milioni a testa. In una nota, il Dipartimento delle finanze ha comunicato che riceverà 63,67 milioni di franchi. Complessivamente ai 18 azionisti di riferimento saranno versati 269 milioni.
Dedotta questa entrata straordinaria di 63 milioni, per le casse della Confederazione le uscite complessive causate dalla vicenda Swissair/Swiss ammontano a 1'705 milioni di franchi. Per il mantenimento delle attività di volo di Swissair e di Crossair – poi confluite in Swiss – le autorità federali hanno versato 1'169 milioni. La Confederazione ha poi partecipato alla nuova compagnia aerea nazionale Swiss con 600 milioni di franchi. Stando a una nota di Lufthansa, la somma versata è stata calcolata prendendo come base la performance in borsa dell'azione Lufthansa paragonata a un paniere di titoli di altre società (British Airways, Air France/KLM, Iberia). Al termine del periodo di riferimento, il titolo Lufthansa ha superato del 44,67% questo paniere.
Dopo un inizio difficile, Swiss è rientrata nella cifre nere. Nel 2007 ha chiuso i conti con un utile operativo di 571 milioni. Il fatturato è progredito del 17,9% a 4,895 miliardi. Swiss contribuisce per un quarto al buon risultato di Lufthansa. Nel 2007 ha trasportato 12 milioni di passeggeri, un terzo in più rispetto a tre anni fa, e il numero dei suoi dipendenti è aumentato del 10%.
Piccole imprese manifatturiere rischio aumenti prezzi energia del 12,6%
Dal 1° aprile, oltre 17,000.00 piccole imprese manifatturiere e dell’edilizia rischiano di subire aumenti del 12,6% del costo dell’energia elettrica, pari a 226 milioni di euro in maggiori costi, i rincari derivano dal nuovo meccanismo di calcolo, introdotto con la delibera 181/2006 dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, che differenzia le stime dei consumi per fasce orarie e che si applicherà a tutte le imprese in bassa tensione con potenza disponibile pari o inferiore a 55 kW.
Il nuovo sistema avrà pesanti ripercussioni su quella quota di piccole aziende che hanno un consumo diurno feriale poco flessibile, cioè quelle che, per lavorare, utilizzano energia dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 18 e che non possono spostare i propri consumi in fasce meno care. Le modifiche introdotte dall’Autorità provocheranno rincari del 12,6% del costo dell’energia elettrica per il 26% degli utenti non domestici in bassa tensione, vale a dire per 1.706.089 aziende dei settori manifatturiero e dell’edilizia i cui consumi si concentrano per l’85% nella fascia tariffaria F1 (ossia dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18) e per il 15% nella fascia tariffaria F23 (sabato o con qualche turno notturno/ domenicale) e che non possono spostare i propri consumi nelle ore notturne o nel fine settimana.
Questi aumenti si aggiungono ad un costo dell’energia per le PMI tra i più alti d’Europa e sono difficilmente sostenibili nell'attuale fase di congiuntura economica. Inoltre le piccole imprese subiscono pesantemente gli effetti delle anomalie del mercato dell’energia elettrica caratterizzato dalla concentrazione del mercato libero nelle mani di pochi operatori e da un sistema fiscale sull’energia fortemente sperequata a danno delle PMI. Tutti questi fattori di contesto rappresentano un forte ostacolo alla competitività delle imprese e del Paese. Il problema è stata segnalato di Confartigianato al Presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas.
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Scritto: da LuisB
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venerdì, 07 marzo 2008
360° Economia Quotidiana
Gruppo Telecom Italia ha reso noto di avere chiuso il 2007 con ricavi pari a 31.290 milioni di euro, sostanzialmente stabili rispetto a 31.275 milioni del 2006. Escludendo l’effetto della variazione dei cambi, pari a +82 milioni di euro, del perimetro di consolidamento rappresentato da +375 milioni di euro, principalmente riferibile all’ingresso delle attività internet di Aol in Germania e la riduzione dei ricavi per la modifica delle tariffe di terminazione fisso mobile per l’importo di 32 milioni di euro, la variazione organica è pari a -1,3%, ovvero -410 milioni di euro. L’ebitda si è attestato a 11.617 milioni di euro, in calo del 9,6% rispetto ai 12.850 milioni di euro del periodo 2006. Rimane escluso l’effetto della variazione dei cambi e del perimetro di consolidamento nonché le altre variazioni non organiche, la variazione organica dell’ebitda risulta cosi pari a -5,5%. L’ebitda margin a livello organico è calato al 39,6% dal 41,4% del 2006. L’ebit è diminuito a 5.764 milioni da 7.437 milioni di euro (-22,5%).
La variazione organica dell’ebit è stata pari al 13,7%. L’ebit margin a livello organico è calato al 20,9% dal 23,9% del 2006. Il risultato netto consolidato di Telecom Italia si è attestato a 2.448 milioni di euro, in calo del 18,8% rispetto ai 2.455 milioni del 2006. L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2007 era pari a 35.701 milioni, in calo di 1.600 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2006 (37.301 milioni), grazie al flusso netto di cassa positivo derivante dalla gestione (9.309 milioni) e alla cessione di partecipazioni e altre dismissioni (1.277 milioni). Il patrimonio netto di del gruppo Telecom Italia alla stessa data era pari a 25.922 milioni di euro (26.018 milioni di euro nel 2006). Il consiglio di amministrazione ha proposto la distribuzione di un dividendo di 0,08 euro per le azioni ordinarie e di 0,091 euro per quelle di risparmio, risultanti entrambi inferiori rispetto all’esercizio precedente. La cedola verrà staccata in data 21 aprile 2008.
Il Gruppo Telecom Italia nel triennio 2008-2010 dichiara avere la seria intenzione di realizzare efficienze tali da consentire un risparmio di costi pari a circa 1,2 miliardi di euro. Gli obiettivi legati ai principali indicatori economici prevedono, infatti, a parità di cambi, oneri e al netto di proventi eccezionali per il 2008 ed a parità di perimetro, fatto salvo per le attività in Francia che vengono escluse: ricavi pari a circa 31 miliardi di euro (30,9 miliardi di euro a perimetro omogeneo nel 2007); ebitda margin al 38,5% (al netto di proventi non ordinari per rimborso Canone di Concessione anno 1998 per 0,5 miliardi di euro).
L’azienda prevede investimenti per 5,4 miliardi di euro mentre il rapporto posizione finanziaria netta/ebitda è atteso sotto quota dei 3 miliardi di euro. Gli obiettivi legati ai principali indicatori economici prevedono, a parità di perimetro, cambi, oneri e proventi eccezionali per gli anni 2009-2010: ricavi in crescita tra l’1% ed il 2% all’anno, grazie alla crescita dei ricavi delle attività internazionali e alla prevista stabilizzazione/ripresa dei ricavi nel mercato domestico; ebitda margin attorno al 39%. Gli investimenti industriali del Gruppo Telecom Italia complessivi nel triennio 2008-2010 sono previsti pari a circa 15 miliardi di euro, in riduzione di anno in anno. Il rapporto posizione finanziaria netta/ebitda a fine 2010 sarà pari a circa 2,5.
Per raggiungere gli obbiettivi strategici commerciali di mercato in Italia nel triennio preso in esame il Gruppo Telecom Italia intende, e deve, mantenere la sua leadership puntando, rispettivamente sul miglioramento dei livelli di servizio e della solidità del marchio e scommettendo fortemente sulla convergenza nel servizio fisso mobile, che permettano al cliente di utilizzare i propri servizi di comunicazione e di accedere al proprio ambiente in rete con le stesse modalità da terminali sia fissi sia mobili, in casa, in ufficio o in mobilità. Attenzione verrà prestata sulla crescita dei collegamenti a larga banda fissi e mobili e sui servizi che integrano voce, dati e video per clienti consumer e business e sulla penetrazione in mercati adiacenti, come possano essere l’Informatica e media digitali, in cui le trasformazioni della tecnologia aprono nuove opportunità per un operatore tlc.
Oltre al mercato italiano Telecom Italia intende costruire, nonché mantenere, un percorso di graduale recupero della sua dimensione internazionale attraverso il consolidamento e la valorizzazione delle realtà con un track record positivo, con particolare attenzione al rafforzamento del mobile e sviluppo delle offerte convergenti in Brasile. Restando in America Latina è probabile l’aumento dell’esposizione sul mercato telecomunicazioni in Argentina attraverso l’aumento della quota azionaria in Sofora. Altro mercato internazionale fortemente strategico del’azienda telecomunicazioni italiana è questa volta nel vecchio continente ovvero la crescita del brand nel mercato tedesco, seguendo un business model straight, primariamente basato sull’integrazione tra Broadband Service Provider e Operatore Mobile Virtuale, attualmente il Gruppo Telecom Italia è il secondo operatore broadband in Germania.
Il pane in vendita a un euro al chilo. La regione Emilia Romagna e le principali catene di distribuzione hanno raggiunto un accordo per il contenimento del prezzo del pane, infatti, già a partire dalle prossime settimane sarà possibile acquistarlo al prezzo di 1 euro al chilo. L’intesa fa seguito al lavoro recentemente condotto dall'Osservatorio prezzi, impegnato non solo in un’attività di monitoraggio, ma anche nella trattativa con le categorie per il contenimento del costo dei prodotti di più largo consumo. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi, sottolinea tuttavia la necessità che le buone pratiche si accompagnino a una costante e scrupolosa attività sorveglianza. Per questo, sono stati rafforzati i controlli nei negozi, tramite la Guardia di Finanza, nei settori più in tensione, anche in base alle segnalazioni al numero verde istituito assieme alle Camere di commercio (800.955.959). Attivo dal 25 febbraio in tutta Italia, il servizio, ha già ricevuto 1.700 telefonate che hanno dato vita a 1.300 schede di segnalazioni di aumenti, in particolare per carburanti, pane – pasta - latte e Rc-Auto.
Reuters, l’agenzia di stampa che sta passando sotto il controllo di Thomson, chiude il 2007 con un utile in calo del 26% a causa dell’aumento dei costi e della vendita di alcuni asset che ha gonfiato il dato del 2006. L’utile, secondo quanto riferisce Bloomberg citando un comunicato, è così sceso a 227 milioni di sterline, mentre le vendite sono aumentate dell’1,5% a 2,61 miliardi. Questi sono gli ultimi risultati che Reuters diffonde come società autonoma. Lo scorso 19 febbraio Thomson ha ottenuto il via libera delle autorità antitrust all’acquisizione e il 26 marzo sono in programma le assemblee dei soci per l’ok definitivo. Secondo gli analisti, il matrimonio tra i due gruppi porterà alla nascita del più grande fornitore di contenuti finanziari, del valore di 7,9 miliardi di sterline.
Cresce la dotazione tecnologica nelle famiglie italiane a febbraio 2008 nonostante l’andamento complessivamente non favorevole della fiducia dei consumatori in Italia registrato nel corso del 2007 e nei primi mesi del nuovo anno, in particolare, la quota di famiglie in possesso di un personal computer è balzata dal 45,3 al 49,6% e quella relativa al collegamento internet dal 38,7% al 43,1%. Quanto ai beni legati all’intrattenimento domestico, il possesso del dvd è salito dal 46 ad oltre il 52%, quello delle televisioni ad alto contenuto tecnologico dall’8,8 al 18,3% e quello del collegamento satellitare o digitale terrestre dal 17,8 al 29,9%. È aumentata anche la diffusione della foto-video camera digitale (dal 28,8 al 36,1%) e del navigatore satellitare (dal 5,2 all’8,6%). Secondo l’indagine Isae il livello di diffusione registrato in Italia per questi beni è simile a quello di Francia, Regno Unito e i paesi del nord Europa.
Yanjing Brewery, attualmente il terzo produttore di birrain Cina e quotata alla Borsa di Shenzhen, ha realizzato nel 2007 un incremento degli utili del 33,19% rispetto al 2006 nonostante la crescita dei costi delle materie prime. Il risultato è stato ottenuto soprattutto grazie al buon andamento delle vendite, e in parte alla esportazione, nonché agli aumenti del prezzo di vendita di una serie di suoi prodotti. La compagnia ha espresso l'intenzione di continuare ad aggiustare verso l'alto i prezzi di alcuni prodotti in determinate regioni della Cina, e di ridurre i costi spostandosi gradualmente verso la parte alta della catena produttiva, e avviando attività di trasformazione dell'orzo in due province (Xinjiang e Mongolia). Yanjing Brewery, che domina il mercato della birra di Pechino con una quota dell'85%, progetta di raddoppiare entro il 2015 gli attuali volumi di vendite.
La compagnia aerea low-cost italiana Myair.com vede salire il fatturato dell'8% e prevede una chiusura d'esercizio 2007 vicino ai 6,5 milioni di euro di utile. Otto nuove rotte dall’aeroporto Marco Polo di Venezia nell'operativo estivo di Myair.com, che rafforza così la propria presenza sullo scalo veneto e si candida ad essere il vettore di riferimento per il settore low-cost in Italia. Due milioni i passeggeri trasportati dall'inizio attività nel 2004 ad oggi, e l'obiettivo di raggiungere i cinque milioni entro il 2012. Per quella data dovrebbe essere a regime anche la flotta: la compagnia è in attesa di 15 nuovi Bombardier CRJ 900, in consegna a partire dal 2009.
Saipem si è aggiudicata il contratto per la realizzazione del terminale galleggiante di rigassificazione di Gnl (Gas Naturale Liquefatto) che sarà realizzato a 20 chilometri, circa, al largo della costa di Livorno. Il valore del contratto è di circa 390 milioni di euro. Il contratto, è stato assegnato dalla società Olt Offshore Lnv Toscana e riguarda la conversione della nave gasiera Golar Frost, messa a disposizione dal cliente, in terminale di rigassificazione. Saipem, inoltre, realizzerà tutte le opere a mare necessarie per l'installazione e messa in servizio dell'impianto. I lavori saranno completati in circa tre anni. L'impianto avrà una capacità di stoccaggio di 137.000 metri cubi di Gnl e una capacità di rigassificazione di 3,75 miliardi di metri cubi di gas naturale all'anno.
Il settore «merci» delle Ferrovie federali svizzere (FFS) registra ancora una volta perdite finanziarie, conseguentemente l'azienda ha quindi comunicato venerdì la decisione di cancellare 400 posti di lavoro, di cui 126 solo in Ticino. Il direttore di FFS Cargo Nicolas Perrin ha comunicato venerdì mattina ai dipendenti dell'impresa che lavorano allo stabilimento di Bellinzona, in Ticino, la decisione di sopprimere 126 impieghi. La misura, ha spiegato il responsabile, rientra nel quadro di una riorganizzazione volta a migliorare la difficile situazione finanziaria della società.
A questo scopo la manutenzione delle locomotive sarà trasferita a Yverdon, nel cantone di Vaud. La manutenzione dei carri merci a Bellinzona dovrebbe essere ampliata in partenariato con aziende del settore privato. Subito dopo l'annuncio, gli impiegati delle officine FFS di Bellinzona hanno deciso di incrociare le braccia. Sabato è prevista una manifestazione di protesta. A nulla sono dunque valsi gli sforzi intrapresi negli scorsi giorni dal governo ticinese, che si era recato a Berna per tentare di scongiurare l'operazione. Si tratta, secondo l'ex consigliere nazionale socialista Werner Carobbio, del primo sciopero di personale pubblico in Svizzera dopo quello generale del 1918.
La decisione s'inserisce dunque in un programma di ristrutturazione completo per FFS Cargo, approvato dal consiglio d'amministrazione delle FFS. Complessivamente saranno soppressi 401 posti. Il trattamento delle vendite, l'elaborazione degli ordini e l'informazione alla clientela saranno concentrati a Basilea. Pure il servizio alla clientela farà le spese della ristrutturazione: Friburgo perderà, infatti, 164 impieghi. Dalle officine di Bienne, 46 posti verranno dislocati a Olten e Yverdon. A medio termine, le FFS prevedono miglioramenti del risultato finanziario di oltre 70 milioni di franchi l'anno.
Cercasi imprese interessate a eco-progetti nel Montenegro. Entro il 20 marzo le imprese interessate a progetti ambientali nel Montenegro devono presentare al ministero dell’Ambiente italiano le loro manifestazioni d’interesse per il co-finanziamento degli studi di fattibilità. L’invito alla manifestazione d’interesse è stato pubblicato dal dicastero verde nei giorni scorsi e riguarda i progetti CDM (Clean Development Mechanism), in attuazione del protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni di CO2. Secondo il ministero dell’ambiente, il Montenegro ha le potenzialità per generare crediti di circa 2,5 milioni di tonnellate di CO2 eq all’anno.
I progetti CDM individuati dal ministero dell’ambiente italiano, in accordo con quello del Montenegro, sono 16 (ma alcuni comprendono più interventi). Nel settore dei rifiuti, compaiono progetti relativi a discariche che hanno come obiettivo il recupero dei gas e progetti per la combustione di metano e trattamento di letame da allevamento; nel settore delle rinnovabili sono stati individuati progetti per produrre energia da biomasse e mini centrali idroelettriche mentre nel campo dell’efficienza energetica sono state individuate iniziative dirette a migliorare l’illuminazione pubblica di alcuni comuni, in un centro sportivo, un’acciaieria e una fonderia. Compaiono anche un progetto per cambiare il combustibile, da fossile a biomassa, in un’azienda di lavorazione del legno e il rimboschimento di un terreno degradato.
Dal miniestro dell’ambiente affermano che la selezione delle aziende interessate sarà fatta dal comitato esecutivo istituito ad hoc in tempi abbastanza rapidi. Quindi le aziende procederanno allo studio di fattibilità co-finanziato dal ministero.
Ma quali sono i vantaggi per le aziende italiane che volessero investire?
Non c’è solamente il rientro dall’investimento tramite la vendita dei servizi o dei beni. Ci sono varie forme di incentivazione: molti dei progetti elencati sono finanziabili, per esempio dalle istituzioni finanziarie internazionali come la Bei e la Bers. E c’è anche un incentivo immateriale: i crediti di carbonio. In base al Protocollo di Kyoto, infatti, i Paesi sviluppati hanno l’obbligo di tagliare le emissioni di anidride carbonica, e possono conseguire questi obiettivi tramite l’acquisto di “crediti di carbonio” generati da progetti per la riduzione delle emissioni. Le emissioni evitate dalla realizzazione dei progetti generano crediti di emissioni, i cosiddetti CERs (Certified Emission Reductions), che potranno essere utilizzati per l'osservanza degli impegni di riduzione assegnati o essere ceduti sul mercato internazionale.
Lottomatica ha reso noto di avere chiuso il 2007 con ricavi consolidati pari a 1,66 miliardi di euro (840 milioni Gtech), in aumento rispetto ai 939 milioni di euro del 2006 che includeva dodici mesi delle attività italiane di Lottomatica e quattro mesi di Gtech. I ricavi di Lottomatica Italia sono stati pari a 821,6 milioni di euro, in crescita del 26,5% rispetto ai 649,6 milioni del 2006. La raccolta delle Lotterie è cresciuta del 33,7% a 14 miliardi di euro (10,5 miliardi nel 2006) grazie ai notevoli risultati raggiunti dalle Lotterie Istantanee (7,8 miliardi di euro nel 2007 e 3,9 miliardi nel 2006) che hanno più che compensato la flessione registrata dal Lotto (6,2 miliardi nel 2007 e 6,6 miliardi di euro nel 2006). I ricavi del Lotto si sono attestati a 398,1 milioni, rispetto ai 411,3 milioni di euro del 2006. I ricavi derivanti dalle Lotterie Istantanee sono aumentati a 277,8 milioni da 139,5 milioni. I ricavi relativi ai Giochi e alle Scommesse Sportive sono aumentati del 218,9%, in seguito al lancio delle Scommesse Sportive ad agosto 2007 che ha generato 32,5 milioni di ricavi con 126,2 milioni di raccolta.
L’ebitda si è attestato a 702 milioni di euro (361,3 milioni nel 2006), il risultato operativo a 395 milioni di euro (219,3 milioni nel 2006) e l’utile netto a 106 milioni (0,8 milioni nel 2006). La quota di utile di pertinenza del gruppo è di 74 milioni di euro (-6,6 milioni nel 2006). L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2007 era pari a 2,23 miliardi a fronte di un patrimonio netto di 1,73 miliardi di euro (1,87 miliardi a fine 2006). Il cda ha proposto la distribuzione di un dividendo di 0,825 euro per azione. La cedola verrà staccata in data 21 aprile 2008. L’utile per azione è stato di 0,49 euro, superando di gran lunga le guidance che prevedevano un valore tra 0,35 e 0,37 euro. Il recente rimborso monetario dal Brasile ha, inoltre, più che compensato alcuni costi di riorganizzazione.
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Scritto: da LuisB
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venerdì, 08 febbraio 2008
360° Economia Quotidiana
Digital Bros chiude primo semestre 2007/2008 con margini in forte crescita
Digital Bros ha reso noto di avere chiuso i primi sei mesi dell’esercizio 2007/2008 con ricavi lordi consolidati pari a circa 97,8 milioni di euro, in crescita del 19,8% rispetto agli 81,6 milioni di euro realizzati nel periodo corrispondente dell’esercizio precedente. Il mol è salito a 8,6 milioni di euro da 7,7 milioni di euro e il risultato operativo a 7,8 milioni da 7 milioni di euro. La società ha precisato che dall’ultimo trimestre dell’esercizio 2006-2007 è stato adottato un nuovo criterio di valutazione delle royalties. Applicando il criterio di valutazione attualmente utilizzato, il risultato operativo al 31 dicembre 2006 risulterebbe pari a 6,4 milioni di euro, con una crescita effettiva dell’ebit del 22%.
L’utile netto si è attestato a 3,5 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto ai 3,5 mln dei primi sei mesi dell’esercizio 2006-2007. I risultati hanno beneficiato in particolare dell’attività di Publishing Internazionale, che ha confermato la sua rilevanza sempre più strategica. Nella sola attività di Publishing il Gruppo ha registrato ricavi lordi per 24,2 milioni, in crescita di oltre il 400% rispetto ai 5,7 milioni di euro realizzati nel periodo corrispondente dell’esercizio precedente. L’ebit è balzato a 4,2 milioni da 0,92 milioni di euro. L’attività tradizionale di Distribuzione di videogiochi in Italia ha registrato ricavi lordi pari a 72,4 milioni, in leggero calo rispetto ai 74,1 milioni di euro dello scorso anno. La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2007 era negativa per 61,4 milioni, in peggioramento di 18,6 milioni rispetto ai 42,8 milioni di euro dell 30 settembre 2007. Tale aumento è da imputare principalmente ai maggiori investimenti in capitale circolante netto effettuati a sostegno del forte sviluppo delle attività di Publishing Internazionale e di New media, in particolare per lo sviluppo e il lancio dei portali gametribe.com e fueps.com. Alla stessa data il patrimonio netto ammontava a 34,7 milioni di euro.
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Energia elettrica prezzo +6,4% mensile, +13% in un anno
Sale il prezzo medio di acquisto (Pun) nella Borsa elettrica e a gennaio segna quota 86,24 euro/MWh, con un aumento di 5,15 euro/MWh rispetto a dicembre 2007 (+6,4%). Su base annua l'aumento è stato di 9,90 euro/MWh (+13%) e ha interessato principalmente le ore fuori picco dei giorni lavorativi (+15,54 euro/MWh; +32,7%) ed i giorni festivi (+12,37 euro/MWh; +19,6%). Più contenuto l'aumento nelle ore di picco attestatesi a gennaio a 118,12 euro/MWh (+2,25 euro/MWh; +1,9%). I volumi di energia scambiati in borsa, sono stati pari a 20,4 milioni di MWh, confermando anche nel nuovo anno il trend di aumento tendenziale (+9%); per contro l'energia scambiata attraverso i contratti bilaterali, pari a 9 milioni di MWh, si è ridotta dell'8,8%. Di conseguenza in un anno la liquidità del mercato è salita di 3,9 punti percentuali attestandosi a 69,5%, a soli 0,5 punti percentuali dal massimo storico raggiunto lo scorso mese di dicembre.
Per quanto concerne i prezzi di vendita zonali, il Nord, in virtù di una crescita più moderata, ha ancora registrato il prezzo più basso, pari a 82,57 euro/MWh, aumentando il differenziale di prezzo con le altre zone continentali, attestatesi poco sotto gli 89 euro/MWh. Più alto il prezzo nelle due grandi isole, ed in particolare in Sicilia dove ha raggiunto 102,80 euro/MWh. L'offerta di energia elettrica, pari a 43,4 milioni di MWh (58.396 MWh medi orari), è aumentata mediamente su base annua di 2.085 MWh (+3,7%), sostenuta dall'offerta nazionale (+2.906 MWh; +5,9%) che ha compensato la riduzione dell'offerta estera (-821 MWh; -11,9%). La domanda di energia elettrica, pari a 29,4 milioni di MWh, è cresciuta rispetto a un anno fa del 2,9%.
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Ict da 24,5 miliardi di dollari per l’India
Il settore Information and communication technology (Ict) in India varrà 24,3 miliardi di dollari nel 2011, crescendo del 20,3% all’anno. Questa crescita sarà dovuta al fatto che i Cio continueranno a costruire e consolidare le infrastrutture It di base, oltre che alle piccole e medie imprese che finanzieranno la tecnologia per guidare crescita ed efficienza, inoltre nel 2006 il settore Ict indiano valeva 9,6 miliardi di dollari, software e hardware compresi.
Uno studio di Gartner sui Cio di tutto il mondo ha rivelato che la spesa media in It delle imprese indiane crescerà del 13% nel 2008 contro una media globale di crescita del 3,3%. Il panorama della tecnologia indiana si è evoluto rapidamente, guidato dalla continua crescita nel settore dei servizi offshore con una forte crescita domestica. Gli indiani spenderanno più degli altri per hardware e software.
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Ansaldo Sts mette a segno contratti in Tunisia ed Australia
Ansaldo Sts ha reso noto di avere siglato un contratto con SNCFT, l’Ente ferroviario tunisino, per la fornitura di sistemi di segnalamento e di comando e controllo sulla rete ferroviaria dell’area della Banlieue sud de Tunis. Il valore della quota del contratto per Ansaldo Sts è di 18,4 milioni di euro. Dall’altra parte del globo Ansaldo Sts tramite la controllata australiana Union Switch & Signal Pty Ltd, che impiega oltre 400 fra ingegneri e tecnici, ha firmato un’importante commessa con Rio Tinto, uno dei colossi del settore minerario quotato a Londra per la costruzione di una nuova linea ferroviaria in Australia. Il Contratto ha un valore di oltre 15 milioni di euro. La nuova linea ferroviaria, lunga 50 km e situata nel Nord Ovest dell’Australia, congiungerà una nuova miniera per estrazione del materiale ferroso scoperta da Rio Tinto con la linea ferroviaria attualmente esistente. Ansaldo Sts fornirà sistemi di segnalamento, protezione e controllo automatizzato dei treni, che assicurano la massima sicurezza della marcia dei convogli e una minore usura dell’infrastruttura.
Ansaldo Sts realizzerà inoltre le necessarie modifiche tecnologiche delle attuali installazioni per garantire il controllo completamente integrato della nuova linea. La società ha recentemente firmato con l’Australian n Rail Track Corporation un accordo per l’ammodernamento degli impianti di controllo dei treni lungo la costa Nord dell’Australia il cui valore atteso è di oltre 80 milioni di euro. La firma dell’accordo con Rio Tinto contribuisce a rafforzare ulteriormente la posizione di leadership di Ansaldo Sts nel settore del segnalamento e del controllo ferroviario nell’area Asia-Pacifico, in particolare nei mercati in forte sviluppo del Sud-est Asiatico, della Cina e dell’India, e conferma l’importanza di quest’area nella strategia globale della Società.
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Mondadori cda chiede rinnovo autorizzazione per buy back su 10% capitale
Mondadori ha comunicato che il consiglio di amministrazione ha deliberato di proporre alla prossima assemblea degli azionisti il rinnovo dell’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie sino al limite di legge consentito del 10% del capitale sociale.
Le motivazioni di Mondadori per le quali è richiesta l’autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie trovano fondamento nell’opportunità di attribuire al cda la facoltà di:
- Disporre delle azioni proprie a fronte dell’esercizio delle opzioni per l’acquisto delle azioni stesse assegnate ai destinatari dei piani di stock option istituiti dall’assemblea degli azionisti
- Utilizzare le azioni proprie acquistate o già in portafoglio a fronte dell’esercizio di diritti, anche di conversione, derivanti da strumenti finanziari emessi dalla società, da società controllate o da terzi
- Utilizzare le azioni proprie acquistate o già in portafoglio quale eventuale corrispettivo dell’acquisizione di partecipazioni nel quadro della politica di investimenti della società
- Disporre eventualmente, ove ritenuto strategico per la società, di opportunità di investimento anche in relazione alla liquidità disponibile
Considerato che Mondadori detiene ad oggi n. 15.580.101 azioni proprie e che ulteriori n. 4.517.486 azioni sono detenute dalla controllata Mondadori International SA - per complessive quindi n. 20.097.587 azioni pari al 7,747% del capitale sociale - la nuova autorizzazione attribuirebbe al cda la facoltà di acquistare fino ad ulteriori n. 5.845.396 azioni ordinarie, pari al 2,253 % del capitale.
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Lunedì il cellulare Google
Il tanto atteso telefonino firmato Google comincia a prendere forma. L’azienda britannica di microprocessori Arm presenterà, infatti, lunedì prossimo un prototipo di telefono cellulare basato sulla piattaforma Android dell’azienda di Mountain View. Lo ha riferito ieri una fonte vicina alla società, precisando che la presentazione avverrà alla fiera per le apparecchiature wireless “Mobile World Congress” di Barcellona. Finora non è mai stato visto in pubblico alcun prototipo del telefonino di Google, annunciato lo scorso novembre insieme a 33 partner e del quale si era parlato molto da oltre un anno. TMobile di Deutsche Telekom e la taiwanese High Tech Computer (Htc) hanno detto di avere in programma quest’anno di offrire telefoni basati sulla piattaforma open source Android.
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Omnia Network acquistato 51% di New Price per 480 mila euro
Omnia Network ha reso noto di avere acquistato il 51% del capitale sociale di New Price Srl (società attiva nella vendita on-line di prodotti di elettronica di largo consumo, prodotti informatici e di entertainment digitale, con sede legale a Napoli) per 480 mila euro. La società ha anche acquisito una partecipazione del 7,34% in Yours Media Lab, che si occuperà di gestire e sviluppare le attività del Gruppo nell’ambito della Comunicazione & Media tramite mezzi digitali e tradizionali. È stato anche stipulato tra Yours Media Lab e i soci di New Price un contratto di opzione per l’acquisto o la vendita, totale o parziale, delle ulteriori partecipazioni in New Price detenute dagli attuali soci, pari al 49%.
L’opzione call e l’opzione put saranno esercitabili nel periodo temporale intercorrente tra il 30 aprile 2010 ed il 31 dicembre 2010. Il prezzo sarà determinato sulla base di una valorizzazione del 100% di New Price corrispondente al valore del risultato ebitda 2009 con moltiplicatore 6,5, dal quale verrà dedotta la posizione finanziaria netta risultante dall'ultimo bilancio o relazione periodica approvata, unicamente ove il risultato ebitda 2009 sia pari o superiore a 450 mila euro. Nel caso in cui l’ebitda sia inferiore a 450 mila euro, la valorizzazione del 100% avverrà sulla base del risultato ebitda con moltiplicatore 4, dal quale verrà dedotta la posizione finanziaria netta risultante dall'ultimo bilancio o relazione periodica approvata. New Price Srl ha chiuso il 2007 con ricavi pari a circa 8,1 milioni di euro e con un ebitda di circa 300 mila euro. Le statistiche del 2007 indicano una media di circa 6.700 accessi giornalieri ed un numero di utenti registrati superiore alle 75.000 unità. Lo scontrino medio è pari a circa 350 euro per transazione.
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Francia abbigliamento e tessile a +2,6%
Gli ultimi dati relativi al consumo di articoli tessili e di abbigliamento nel mercato francese, nel periodo che va da gennaio a novembre 2007, evidenziano una crescita totale del 2,6% rispetto all’anno precedente confermando il buon trend di crescita del settore. I risultati sono stati resi noti da l’Institut Français de la Mode (IFM) che, relativamente al periodo indicato, registrano un +2,3% per quanto riguarda il comparto di articoli di Abbigliamento e un +5,2% per il settore Tessile. A trainare i risultati dell’abbigliamento sono stati soprattutto: “petites pièces homme”, in crescita del 4,5%, “habillement enfant”, in crescita del 4% e “petites pièces femme”, in crescita del 3,9%. Buona anche la crescita del pret-à-porter uomo che ha raggiunto un +3,1%. Brillante l’andamento del tessile guidato soprattutto dai risultati della “linge de maison”: +5,7% e da “tissue au mètre”: + 4,2%.
In particolare il mese di novembre 2007, però, è stato caratterizzato da un leggero calo (-1,4%) del settore soprattutto a causa dei conflitti sociali che hanno penalizzato la quasi totalità dei circuiti di distribuzione. Solo la “vente à distance” ha visto crescere il giro d’affari di una significativa percentuale (+2,8%). Le vendite nei “grands magasins” (+0,9%), nei “magasins populaires” (+0,3%) e quelle delle “chaines grande diffusion” (-0,1%) hanno comunque resistito bene.
I risultati degli altri circuiti di distribuzione hanno evidenziato invece un calo del 6,4% per il commercio indipendente e dell’1,7% per le catene specializzate. L’abbigliamento uomo (+5,7%) e la lingerie donna (+5,2%) hanno beneficiato di una progressione sulle vendite. In totale il consumo di abbigliamento ha registrato un calo dell’1,9% mentre quello relativo al tessile ha visto una progressione del 3,2%.
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Dada chiusa la tranche del piano di stock option
Il 6 febbraio 2008 si è chiusa la terza e ultima finestra di sottoscrizione del piano di stock option riservato ai dipendenti del gruppo Dada deliberato dal Consiglio di Amministrazione di Dada S.p.A. del 20 giugno 2005 e già comunicato al mercato in data 21 giugno 2005. Nella stessa data si è inoltre chiusa la seconda finestra di sottoscrizione del piano di stock option, sempre riservato ai dipendenti del gruppo Dada, deliberato dal Consiglio di Amministrazione di Dada S.p.A. del 16 marzo 2006 e già comunicato al mercato nella stessa data; entrambi i piani sono stati approvati in esecuzione della delibera assembleare del 28 aprile 2005.
Il piano di stock option prevede una ulteriore finestra di sottoscrizione dal 18 gennaio al 6 febbraio 2009 con le modalità già descritte al mercato e, unitamente al piano deliberato il 20 giugno 2005, è finalizzato a incentivare e fidelizzare i dipendenti del gruppo, così come a favorirne la partecipazione all’azionariato della società. Le opzioni esercitate dai dipendenti del gruppo nelle finestre chiuse giovedì sono state pari a 112.990 rispetto alle 144.800 esercitabili, con una adesione quindi di oltre il 78,03%, che ha prodotto l’emissione di 112.990 nuove azioni ordinarie Dada S.p.A. Il prezzo di sottoscrizione di ciascuna azione relativo alle opzioni assegnate in occasione del Consiglio del 20 giugno 2005 è stato pari a 10,82 euro, mentre il prezzo di sottoscrizione di ciascuna azione relativo alle opzioni assegnate in occasione del Consiglio del 16 marzo 2006 è stato pari a 16,92 euro. L’introito complessivo per la società derivante dalla sottoscrizione dell’aumento di capitale è stato pari a 1.222.551,80 euro. In conseguenza della sottoscrizione di detto aumento, il capitale sociale di Dada S.p.A. sottoscritto e versato è pari a 2.755.711,73 euro, rappresentato da 16.210.069 azioni ordinarie di Dada S.p.A. del valore nominale di 0,17 euro ciascuna.
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Walter Veltroni cerca idee per la campagna elettorale
Mancano poche settimane alla chiamata alle urne e i partiti si devono mettere al lavoro sulle campagne elettorali e quelle pubblicitarie a supporto. La palma per la prontezza di riflessi va al Partito Democratico, che a poche ore dallo scioglimento delle Camere e dalla decisione sulle date delle elezioni ha già aperto una consultazione per individuare un partner a cui affidare il progetto di comunicazione a sostegno della candidatura a premier di Walter Veltroni.
Vertici del Pd hanno già parlato con le agenzie coinvolte in questo giro di tavolo. Si tratta di Saatchi&Saatchi, Mc-Cann Erickson, Lowe Pirella Fronzoni, InArea e Kronomark, a cui sarebbero state chieste idee non solo sui materiali tradizionali della campagna elettorale, ma anche sugli slogan del nuovo partito. Gli incontri con queste agenzie si sarebbero svolti martedì scorso e secondo fonti interne al Pd si tratterebbe di colloqui a scopo esplorativo e non di una vera e propria gara. In ogni caso si attende una decisione in tempi molto brevi, vista l’incombenza del voto, fissato per il 13 e il 14 aprile.
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Vino, il mercato boccia chi non ha scelto la qualità
Come giudicanno i produttori di vino il attuale mercato? Lo giudicano in maniera positiva quei produttori che hanno il loro punto di forza nell’export, che complessivamente nel 2006, ha toccato i 3,2 miliardi di euro. Lo vedono invece mezzo vuoto i produttori che hanno come unico sbocco il mercato domestico. E sono davvero tanti, visto che si contano in Italia oltre 30mila aziende imbottigliatrici (le aziende vitivinicole sono circa 800mila all’ultimo censimento Istat). Il fatto che potrebbe mettere in crisi larga parte delle aziende Made in Italy, è costituito dal crollo dei consumi interni dagli anni ‘50 in poi, dove si è passati da 114 litri pro capite agli attuali 48 litri.
I cali più significativi sono quelli registrati a carico del vino da tavola, il cui decremento medio annuo nel periodo 2000-2004 è stato del 2,7%, ma anche Doc, Docg e Igt segnano il passo con l’unica eccezione dei vini Doc e Docg bianchi. Uno dei problemi fondamentali del sistema vino proiettato nel mondo, pur a fronte degli attuali straordinari risultati è il “nanismo”. I primi cinque gruppi internazionali (Constellation, Foster’s, Southcorp, Distell, Vincor), secondo dati Mediobanca vanno da un fatturato di 3.000 milioni di euro ai 390, mentre in Italia i primi 5 gruppi (Cavino, GIV, Cavit, Antinori, Giordano) vanno dai 264 ai 115 milioni di euro.
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Belgio investe in nuovi parchi eolici
In Belgio, la potenza dell’energia eolica è aumentata del 50% per raggiungere 287 megawatt. Lo dimostrano i dati dell´European Wind Energy Association (EWEA). Questa crescita è principalmente da attribuire alla creazione di nuovi parchi eolici in Vallonia, regione che faceva segnare alcuni anni di ritardo rispetto alle Fiandre.
Pur ottenendo ottimi risultati nel 2007, il parco eolico belga risulta tuttavia ridotto rispetto a quello di altri paesi europei. Per quanto riguarda la produzione di energia eolica, il Belgio si classifica al tredicesimo posto nella graduatoria dei paesi U.E. Attualmente i principali produttori belgi di energia eolica sono il gruppo Air Energy, Electrawinds ed Electrabel.
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Vodafone o Sky alla scalata di Tiscali?
Rumours di Opa in Piazza Affari da parte di Vodafone, Sky ma anche eventualmente di Deutsche Telekom, verso Tiscali. Dopo l'acquisizione di Fastweb da parte di Swisscom, di Telecom Italia da parte di Telefonica con una cordata di banche italiane e di Tele 2 Italia da parte di Vodafone, Tiscali rimane l'ultima preda nella scacchiera italiana delle Tlc. Il titolo dell'Isp cagliaritano guadagna il 9,07%.
Tiscali dopo aver concluso l’aumento di capitale, solo qualche giorno fa aveva precisato di non essere in vendita, ma che forse sarebbe stata protagonista di una prossima ondata di takeover nel prossimo biennio. Tiscali nei mesi scorsi ha acquisito Pipex, la banda larga inglese, e in Italia è diventato operatore mobile virtuale, e ha lanciato la sua IpTv. Del resto BskyB, la versione inglese di Sky, è presente sul mercato anche con alcune offerte sulla banda larga. In Italia Sky potrebbe essere interessato, anche per contrastare la competizione del Digitale terrestre e dell'IpTv.
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Fincantieri costruirà due nuove navi extralusso
Il gruppo Fincantieri costruirà due nuove navi extralusso per l’armatore francese Compagnie des Iles du Ponant, le due unità saranno simili a dei mega yacht, saranno lunghe 140 metri e stazzeranno 10.500 tonnellate. I passeggeri saranno ospitati in 134 cabine e suite, tutte sistemate esternamente. Le due navi, che saranno consegnate nel 2010, saranno dotate di tutti i confort e delle attrezzature più moderne e consentiranno l’accesso a quei porti oggi inaccessibili ai grandi transatlantici. Con questo accordo si allarga il nuovo segmento produttivo dei Cantieri Italiani, noti per essere leader mondiale nel settore delle navi da crociera.
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Deutsche Bank utile 2007 +7% a 6,5 miliardi di euro
Deutsche Bank ha reso noto di avere chiuso il quarto trimestre del 2007 con un utile netto di 1 miliardi di euro, in calo del 47% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. L’intero esercizio si è chiuso con un utile ante imposte di 8,7 miliardi di euro (+5% a/a) e con un utile netto di 6,5 miliardi di euro, in aumento del 7% rispetto al 2006. Il cda ha proposto la distribuzione di un dividendo di 4,5 euro per azione (+12,5% a/a).
Nel quarto trimestre Deutsche Bank ha dimostrato la qualità del proprio risk management, infatti, on sono stati effettuati svalutazioni legate a subprime o Cdo. Questi business, in cui hanno registrato perdite nel terzo trimestre, hanno portato risultati positivi nel quarto. Nel levereged finance, hanno riportato significative perdite nel terzo trimestre, effettuando svalutazioni per meno di 50 milioni di euro. Deutsche Bank ha confermato le previsioni di un utile ante imposte di 8,4 miliardi di europer il 2008.
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Scritto: da LuisB
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mercoledì, 06 febbraio 2008
360° Economia Quotidiana
Contributi scuole paritarie
Il ministero della Pubblica Istruzione ha emanato la circolare sulle modalità di pagamento dei contributi destinati alle scuole paritarie. A tale proposito la legge di bilancio 2008 (legge 24 dicembre 2007 n. 245) ha stanziato 534.961.417 euro per l'anno scolastico 2008/2009. La circolare n.13 del 23 gennaio 2008 completa la revisione del sistema di finanziamento delle scuole paritarie avviata con la legge finanziaria 2007 (commi 635 e 636).
In attuazione della Finanziaria 2007 - che aveva incrementato il finanziamento alle scuole non statali di 100 milioni di euro - sono stati emanati dal ministero della Pubblica Istruzione i seguenti provvedimenti:
a) Decreto 21 maggio 2007, che stabilisce criteri e parametri per l'assegnazione dei contributi alle scuole paritarie per l'a.s. 2007/08 e istituisce l'anagrafe nazionale delle scuole paritarie;
b) Circolare 18 settembre 2007 n.75 sulle modalità di gestione dell'anagrafe;
c) Decreto 14 novembre 2007 n. 59 concernente istruzioni operative di attuazione del D.M. 21 maggio 2007. La somma stanziata per il 2008 è stata già suddivisa tra le Regioni.
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UE investe un miliardo e 600 milioni di euro per ricerche Clean Sky
La Commissione Europea ha varato ieri una spesa di un miliardo e 600 milioni di euro per ricerche coordinate pubblico-private per realizzare entro il 2015 aerei più silenziosi e molto meno inquinanti degli attuali. L’iniziativa, denominata “Clean Sky” Joint Technology Initiative, punta a coinvolgere imprese piccole e medie, università e centri di ricerca, oltre alle grande compagnie costruttrici di aeromobili e avrà tre obiettivi principali: riduzione del 50 per cento di anidride carbonica e del rumore e riduzione dell’80 per cento delle emissioni di ossido di azoto, riduzioni superiori a quelle indicate a giugno quando il piano fu lanciato.
Finora, a Clean Sky hanno aderito 86 organizzazioni di 16 dei 27 paesi Ue, fra cui 54 industrie, 15 centri di ricerca e 17 università. Il settimo Programma Quadro della UE contribuirà all’iniziativa con fondi per 800 milioni di euro, mentre all’ industria privata toccherà un investimento dello stesso valore.
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La corsa all’oro della Cina
La Cina è diventata il secondo produttore mondiale d’oro e sta tallonando il Sud Africa? Oppure il sorpasso è già avvenuto? I dati sono contrastanti, ma di sicuro c’è che Pechino è ormai un attore di prima grandezza nell’estrazione e nella confezione del metallo giallo: la China Gold Association ha annunciato che nel 2007 la produzione di oro sul suolo cinese è stata di 270.29 tonnellate, pari quasi a 10 milioni di once, con un aumento del 12.67% rispetto al 2006. Questi dati piazzerebbero il gigante asiatico al secondo posto nella classifica mondiale, con solo due tonnellate di scarto rispetto al Sudafrica, ma contrastano con quelli del rapporto Gold Survey 2007 pubblicato dalla Gfms, con base a Londra, è la più importante compagnia di consulting sul mercato dei metalli preziosi. Ha sedi in Australia, India, Cina, Germania, Spagna, Francia e Russia e associati e contatti in tutto il mondo.
Secondo Gfms a fine dicembre, la Cina avrebbe toccato addirittura quota 276 tonnellate, surclassando Johannesbug in flessione dell’8%. Chi ha ragione? Secondo la National Development and Reform Commission cinese l’obiettivo del paese per il periodo 2006-2010 è di 1300 tonnellate, e l’estrazione è aumentata quasi del 35% negli ultimi cinque anni, fino all’exploit del 2007, dovuto, tra le altre cose, alla scoperta di cinque nuove grandi miniere. La più importante si trova nei pressi di Guangzhuang, è di proprietà della China Goldmines, con sede a Londra, provincia dello Hunan, nel sud del paese, e nello scorso luglio si è rivelata dieci volte più redditizia del previsto.
Le miniere sudafricane, inoltre, vedono aumentare di anno in anno i costi a causa dello sfruttamento continuo dei filoni. La Cina punta ad aumentare le sue riserve di oro da 3mila a 3mila500 tonnellate, e forse proprio questo obiettivo potrebbe essere la chiave per leggere la discrepanza tra i dati cinesi e quelli della Gfms: la tradizionale riservatezza del governo di Pechino, mista all’eventuale allarme che una crescita delle riserve potrebbe creare. A causa dell’estrema incertezza dei mercati azionari, l’oro si conferma il bene rifugio più ambito: secondo le previsioni Gfms i primi sei mesi del 2008 vedranno una quotazione media di 840 dollari l’oncia con discese fino a 800 dollari; ma la quota potrebbe arrivare facilmente a 1000 dollari l’oncia entro la fine dell’anno.
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Investimenti pubblicitari in Italia fine d’anno +37% per la stampa
Chiusura d’anno positiva, in crescita del 3.7%, per il mezzo stampa nelle rilevazioni dell’Osservatorio Stampa Fcp relative al periodo gennaio-dicembre 2007, confrontato al 2006. I Quotidiani a Pagamento hanno registrato un aumento del fatturato del 4.5% e ancor più dello spazio (11.1%), con un conseguente decremento del prezzo medio. Positiva la performance della Commerciale Nazionale con +4.3% a fatturato e +9.3% a spazio, un po’ meno per la tipologia Di Servizio che ha registrato una crescita di fatturato e di spazio rispettivamente del 2% e del 9.9%, mentre la Rubricata ha valorizzato gli spazi (-1.4%) a fronte di un aumento del fatturato (+4.8%).
I Quotidiani Free Press continuano a crescere, per un fatturato totale di 89 milioni di euro con un aumento del prezzo medio rispetto al 2006. Per quanto si riferisce ai Periodici, sussiste una quasi parità tra fatturati (-0.8%) e spazi (-1.6%) per i Settimanali, mentre continua l’ottimo andamento dei Mensili che aumentano sia il fatturato (+7.7%, a fronte di un +2.4% a spazi) sia il prezzo medio.
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France Telecom utile 2007 sale a 6,3 miliardi di euro
France Telecom ha reso noto di avere chiuso il 2007 con ricavi consolidati in aumento del 2,8% (su base comparabile) a 52,96 miliardi di euro. Il margine operativo lordo ha registrato un crescita del 3,4% a 19,1 miliardi di euro (pari al 36,1% dei ricavi), mentre l’utile netto è balzato a 6,3 miliardi di euro dai 4,1 miliardi di euro del 2006 grazie alle componenti non ricorrenti. Escludendo tali voci l’utile netto ammonta a 4,6 miliardi di euro. Il cash flow organico del periodo ha raggiunto quota 7,8 miliardi di euro superando così i 7,5 miliardi di euro d previsti.
Il debito finanziario netto si è attestato 38 miliardi di euro di euro. Il cda ha proposto la distribuzione di un dividendo per azione di 1,30 euro, pagabile dal 3 giugno 2008. Per l’esercizio in corso il gruppo ha previsto un cash flow organico di 7,8 miliardi di euro, mentre il rapporto margine operativo lordo/ricavi è atteso stabile.
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Fox record di ascolti e di ricavi per la diretta del Super Bowl
La finalissima del Super Bowl vinta all’ultimo minuto di gioco dai New York Giants contro i favoriti New England Patriots è stato il secondo evento televisivo più visto nella storia degli Stati Uniti. Con 97,5 milioni di telespettatori, la Fox di Rupert Murdoch si è assicurata il secondo gradino del podio. In testa rimane, a parecchi milioni di ascoltatori di distanza, l’ultima puntata della mitica serie “Mash”, che nel 1983 fu vista da una media di 106 milioni spettatori. Secondo i dati raccolti da Nielsen Media Research, La finalissima del Super Bowl ha raggiunto picchi di audience di 148,3 milioni spettatori. Il record precedente spettava alla finale del 1996, quella che decretò campioni i Dallas Cowboys (94,08 milioni di spettatori).
News Corporation, la società a cui fa capo la Fox, ha reso noto che la pubblicità raccolta negli spazi del Super Bowl ha generato ricavi per 250 milioni di dollari. La share è stata pari all’81% nell’rea di Boston, la città dei Patriots, un po’ meno a New York, il 67%, ma comunque un dato rilevante.
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Formaggio svizzero esportazioni record
Il formaggio svizzero piace sempre di più all'estero, con 59'303 tonnellate, il volume delle esportazioni ha toccato un valore record nel 2007. L'anno scorso è stato esportato il 5,8% di formaggio in più rispetto al 2006. Tra i preferiti continua a svettare l'Emmentaler. Il bilancio del 2007 è estremamente positivo, ha indicato martedì l'Organizzazione formaggio svizzero (KOS). Dopo il consolidamento del 2006, le esportazioni hanno realizzato un forte aumento l'anno scorso a quota +5,8%, raggiungendo un volume di vendite record di 59'303 tonnellate. In Svizzera oltre il 40% del latte è trasformato in formaggio, di cui un terzo è commercializzato all'estero. In totale, il 14 % del latte prodotto dai contadini è esportato sotto forma di formaggio. Le esportazioni sono quindi molto importanti per il settore agricolo e l'industria lattiera. La crescita concerne in particolare l'Emmentaler DOC (+1'291 tonnellate), il formaggio dai grandi buchi che prende il nome da una valle del canton Berna. Seguono la Switzerland Swiss (+747 tonnellate), la Tête de Moine DOC (+125 tonnellate) e il Tilsiter (+106 tonnellate).
L'aumento delle esportazioni di altri formaggi a pasta semidura ha raggiunto dal canto suo le 804 tonnellate. Il Gruyère DOC e la fondue hanno invece registrato una diminuzione delle loro esportazioni di rispettivamente 294 e 296 tonnellate. Le ragioni del calo sono diverse, infatti, i prezzi sono leggermente saliti nel 2007 e poi non bisogna scordare che le esportazioni di Gruyère DOC nel 2006







