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<title>EconomicBlog - telecomunicazioni</title>
<description>Blog dedicato ad economia, mercati e finanza globale con una visione a 360°</description>
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<title>Nell’Unione Europea 22,5 milioni il numero di disoccupati complessivi</title>
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<author>noreply@blogspirit.com (LuisB)</author>
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<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 18:06:00 +0100</pubDate>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;img style=&quot;border-width: 0; float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; alt=&quot;42-21139610.jpg&quot; id=&quot;media-432630&quot; src=&quot;http://economicblog.blogspirit.com/media/02/01/1760291543.2.jpg&quot; /&gt;Nell'Unione Europea nel periodo compreso tra marzo 2008 e ottobre 2009 il numero di disoccupati è aumentato di 6,5 milioni&lt;/b&gt; di persone, pari a una crescita del 40 per cento, portando a 22,5 milioni il numero di disoccupati complessivi. E intanto gli occupati nel terzo trimestre di quest'anno sono diminuiti di 4,6 milioni unità rispetto allo stesso periodo del 2008, facendo segnare così un calo annuale del 2 per cento.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Segue:&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Accordo in fase conclusiva per Intesa Sanpaolo per la cessione a State Street...&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ripiega il fatturato del Gruppo Gucci, che da quota 875 milioni di euro nel terzo trimestre 2008...&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Secondo le stime dell'Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (Ania), per il 2009 la raccolta premi complessiva crescerà del 25.5%...&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Facendo seguito a quanto già comunicato in data 15 ottobre 2009 ed 11 novembre 2009, Fondiaria-SAI e Milano Assicurazioni...&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sebbene la crisi economica faccia sentire il suo peso nei consumi, prevale la voglia di acquistare cosmetici...&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La crisi accelera la trasformazione dei media digitali...&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Con una spesa pro capite di 21,06 euro, e cittadini svizzeri sono i maggiori consumatori di prodotti frutto del commercio equo...&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L'inflazione a novembre in Italia è salita allo 0,7% su base annua, dallo 0,3% di&amp;#8230;&lt;/p&gt;
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<title>360° Economia Quotidiana</title>
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<author>noreply@blogspirit.com (LuisB)</author>
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<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 14:44:00 +0100</pubDate>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://economicblog.blogspirit.com/media/02/01/470326304.14.jpg&quot; id=&quot;media-307541&quot; alt=&quot;610x.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: 'Verdana','sans-serif';&quot;&gt;Il gruppo bancario statunitense Citigroup annuncia un nuovo abisso finanziario che supera la soglia degli 8 miliardi di dollari&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: 'Verdana','sans-serif';&quot;&gt;nel quarto trimestre, superiore alle attese degli analisti e vara un radicale piano di ristrutturazione, che prevede lo scorporo dei settori più esposti alla crisi finanziaria. Il gruppo Citigroup assiste alla sua quinta perdita trimestrale consecutiva, nel quarto trimestre sconta 6,1 miliardi di dollari di perdite sui crediti netti e 6 miliardi di dollari di perdite per la costruzione delle riserve, a fronte di entrate per 5,6 miliardi di dollari. Per l'intero 2008 il rosso è di 18,72 miliardi di dollari.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 
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<title>360° Economia Quotidiana</title>
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<author>noreply@blogspirit.com (LuisB)</author>
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<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 15:29:08 +0100</pubDate>
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&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Via libera Ue agli aiuti per il biodiesel… ma Londra parta alla carica&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://economicblog.blogspirit.com/media/02/00/55d030aae64a0410d9375db437899501.jpg&quot; id=&quot;media-161919&quot; title=&quot;EconomicBlog&quot; alt=&quot;7d8e60a8530a7d021dbdee06da6484de.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0pt; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Via libera della Commissione agli aiuti per il biodiesel, in particolare per un contingente annuo di 250mila tonnellate. Si tratta di uno sgravio fiscale pari al 20% dell'aliquota applicata al biodiesel utilizzato come carburante per autotrazione, che modifica e proroga un regime approvato in precedenza e introduce un obbligo di fornitura di biocarburanti. La coesistenza dell'obbligo di fornitura e dello sgravio fiscale rappresenta una novità e in questa fase non si può prevedere in che modo essa inciderà sul mercato. Nonostante tali incertezze, non esistono, secondo quanto si legge in una nota della Commissione Europea, rischi di sovracompensazione, in quanto lo sgravio fiscale proposto si applicherà soltanto ad una percentuale del biodiesel immesso e coprirà soltanto una parte della differenza dei costi di produzione. L'aiuto è stato quindi considerato compatibile con le regole del mercato unico. Nel frattempo per Gordon Brown, primo ministro britannico e leader laburista, si prepara a una battaglia con l'Unione europea sul fronte dei biocarburanti che vuole opporsi all'attuale piano di Bruxelles che prevede di aumentare del 10% entro il 2020 la quota obbligatoria di biocarburante contenuto nella benzina o nel diesel. Il premier&lt;/span&gt;&amp;#8230;&lt;/p&gt;
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<title>360° Economia Quotidiana</title>
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<author>noreply@blogspirit.com (LuisB)</author>
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<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 14:48:24 +0100</pubDate>
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&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://economicblog.blogspirit.com/media/01/02/b689cbaf691d4fddfd8ad4f848c6fdac.gif&quot; id=&quot;media-150736&quot; title=&quot;EconomicBlog&quot; alt=&quot;38d8faa1ac3730c5e9521a449daa0885.gif&quot; style=&quot;border-width: 0pt; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left&quot; /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Gruppo Telecom Italia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;ha reso noto di avere chiuso il 2007 con ricavi pari a 31.290 milioni di euro, sostanzialmente stabili rispetto a 31.275 milioni del 2006. Escludendo l’effetto della variazione dei cambi, pari a +82 milioni di euro, del perimetro di consolidamento rappresentato da +375 milioni di euro, principalmente riferibile all’ingresso delle attività internet di Aol in Germania e la riduzione dei ricavi per la modifica delle tariffe di terminazione fisso mobile per l’importo di 32 milioni di euro, la variazione organica è pari a -1,3%, ovvero -410 milioni di euro. L’ebitda si è attestato a 11.617 milioni di euro, in calo del 9,6% rispetto ai 12.850 milioni di euro del periodo 2006. Rimane escluso l’effetto della variazione dei cambi e del perimetro di consolidamento nonché le altre variazioni non organiche, la variazione organica dell’ebitda risulta cosi pari a -5,5%. L’ebitda margin a livello organico è calato al 39,6% dal 41,4% del 2006. L’ebit è diminuito a 5.764 milioni da 7.437 milioni di euro (-22,5%).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;La variazione organica dell’ebit è stata pari al 13,7%. L’ebit margin a livello organico è calato al 20,9% dal 23,9% del 2006. Il risultato netto consolidato di Telecom Italia si è attestato a 2.448 milioni&lt;/span&gt;&amp;#8230;&lt;/p&gt;
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<title>360° Economia Quotidiana</title>
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<author>noreply@blogspirit.com (LuisB)</author>
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<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 14:14:29 +0100</pubDate>
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&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Digital Bros chiude primo semestre 2007/2008 con margini in forte crescita&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://economicblog.blogspirit.com/media/02/02/70de0cc0342ef21abdee802aca703d1d.jpg&quot; id=&quot;media-132787&quot; title=&quot;EconomicBlog, Digital Bros&quot; alt=&quot;8266062677701c153f89cb1d73a1a84e.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0pt; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Digital Bros ha reso noto di avere chiuso i primi sei mesi dell’esercizio 2007/2008 con ricavi lordi consolidati pari a circa 97,8 milioni di euro, in crescita del 19,8% rispetto agli 81,6 milioni di euro realizzati nel periodo corrispondente dell’esercizio precedente. Il mol è salito a 8,6 milioni di euro da 7,7 milioni di euro e il risultato operativo a 7,8 milioni da 7 milioni di euro. La società ha precisato che dall’ultimo trimestre dell’esercizio 2006-2007 è stato adottato un nuovo criterio di valutazione delle royalties. Applicando il criterio di valutazione attualmente utilizzato, il risultato operativo al 31 dicembre 2006 risulterebbe pari a 6,4 milioni di euro, con una crescita effettiva dell’ebit del 22%.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;L’utile netto si è attestato a 3,5 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto ai 3,5 mln dei primi sei mesi dell’esercizio 2006-2007. I risultati hanno beneficiato in particolare dell’attività di Publishing Internazionale, che ha confermato la sua rilevanza sempre più strategica. Nella sola attività di Publishing il Gruppo ha registrato ricavi lordi per 24,2 milioni, in crescita di oltre il 400% rispetto ai 5,7 milioni di euro realizzati nel periodo corrispondente dell’esercizio precedente. L’ebit è balzato&lt;/span&gt;&amp;#8230;&lt;/p&gt;
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<title>360° Economia Quotidiana</title>
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<author>noreply@blogspirit.com (LuisB)</author>
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<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 14:10:00 +0100</pubDate>
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&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Contributi scuole paritarie&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://economicblog.blogspirit.com/media/00/02/506f88a5daf6012536484ee208365f51.jpg&quot; id=&quot;media-131517&quot; title=&quot;EconomicBlog © John-Francis Bourke/zefa/Corbis&quot; alt=&quot;66447f5f1a02959e6dd5522e9a09fb60.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0pt; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Il ministero della Pubblica Istruzione ha emanato la circolare sulle modalità di pagamento dei contributi destinati alle scuole paritarie. A tale proposito la legge di bilancio 2008 (legge 24 dicembre 2007 n. 245) ha stanziato 534.961.417 euro per l'anno scolastico 2008/2009. La circolare n.13 del 23 gennaio 2008 completa la revisione del sistema di finanziamento delle scuole paritarie avviata con la legge finanziaria 2007 (commi 635 e 636).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;In attuazione della Finanziaria 2007 - che aveva incrementato il finanziamento alle scuole non statali di 100 milioni di euro - sono stati emanati dal ministero della Pubblica Istruzione i seguenti provvedimenti:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;a)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Decreto 21 maggio 2007, che stabilisce criteri e parametri per l'assegnazione dei contributi alle scuole paritarie per l'a.s. 2007/08 e istituisce l'anagrafe nazionale delle scuole paritarie;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;b)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Circolare 18 settembre 2007 n.75 sulle modalità di gestione dell'anagrafe;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;c)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Decreto 14 novembre 2007 n. 59 concernente istruzioni operative di attuazione del D.M. 21 maggio 2007. La somma stanziata per il 2008 è stata già suddivisa tra le Regioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;-------------------------------------------------------&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;UE investe un miliardo e 600 milioni di euro per ricerche Clean Sky&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://economicblog.blogspirit.com/media/00/00/963b34bb1307d8cb69857fa778ab8ae7.jpg&quot; id=&quot;media-131543&quot; title=&quot;EconomicBlog © Alan Schein Photography/Corbis&quot; alt=&quot;1a4bb85c40b2cfca9e8e59fc60a00761.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0pt; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;La Commissione Europea ha varato ieri una spesa di un miliardo e 600 milioni di euro&lt;/span&gt;&amp;#8230;&lt;/p&gt;
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<title>360° Economia Quotidiana</title>
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<author>noreply@blogspirit.com (LuisB)</author>
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<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 18:24:22 +0100</pubDate>
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&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Lavoratori stagionali 9 su 10 non hanno un contratto e prendono tra i 3 e i 5 euro all’ora&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://economicblog.blogspirit.com/media/02/00/b9e3548e7f6d584b24b5eb2141540756.jpg&quot; id=&quot;media-127395&quot; title=&quot;Lavoro, Italia, EconomicBlog&quot; alt=&quot;e0a066d8ba97af3553babef47c6daa18.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0pt; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Da luglio a novembre del 2007 Medici senza frontiere che ha intervistato circa 600 immigrati impiegati nel settore agricoltura, raccolta della frutta e della verdura, nelle regioni del Sud (il 72% di questi sono senza permesso di soggiorno) impegnati nella raccolta di prodotti agricoli, ritrovandosi tra paghe da fame e lavoro in nero, infatti, per 9 su 10 immigrati stagionali. La maggior parte di loro è costretta ad accettare orari impossibili, reclutamenti quotidiani da “caporali” e un salario davvero misero che si aggira tra i 3 e i 5 euro all’ora. Inoltre il 90 per cento del campione intervistato non ha un contratto di lavoro e conseguentemente nessuna tutela giuridica legale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;In pratica si parla di disperazione da parte di un esercito invisibile di schiavi sfruttati senza pietà, che vivano senza prospettive future se non la certezza di ammalarsi, rischiando di non portare a casa nemmeno quei pochi soldi. Lavorano nella piana del Sele al Foggiano, dalla Valle del Belice alla piana di Gioia Tauro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Lavorano in media quattro giorni a settimana per otto-dieci ore continuate. La metà guadagna tra i 26&lt;/span&gt;&amp;#8230;&lt;/p&gt;
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<title>360° Economia Quotidiana</title>
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<author>noreply@blogspirit.com (LuisB)</author>
<category>360° Economia</category>
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<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 13:52:57 +0100</pubDate>
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&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Banche Usa aperta inchiesta per i titoli legati ai subprime&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://economicblog.blogspirit.com/media/02/02/fa2013e93c059ce65ef7522d620b7334.jpg&quot; id=&quot;media-96345&quot; title=&quot;USA, Sub pime, EconomicBlog&quot; alt=&quot;40bdbbda2cc38963e38dba0299876e6c.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0pt; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Era da tempi che si parlava, e che veniva richiesto da tutti, clienti delle banche in testa, e finalmente e grandi attori di Wall Street sono stati convocati al cospetto della procura dello Stato di New York, guidata dall'Attorney General Andrew Cuomo, per far luce sulla catastrofica crisi dei mutui. Il magistrato ha spedito a numerose grandi banche d'investimento richieste di consegnare documentazione sulla vendita di titoli del debito legati ai prestiti immobiliari subprime. E tra le società finite per primo nel mirino delle autorità giudiziali si trovano la Merrill Lynch e Bear Stearns e a Deutsche Bank ma anche colossi dei mutui come Fannie Mae e Freddie Mac. Secondo fonti autorevoli citate del quotidiano «Wall Street Journal», la procura statale, vuole far luce anzitutto sui controlli della qualità dei mutui, che venivano poi combinati dando vita a complessi prodotti finanziari da promuovere tra gli investitori. Il reale sospetto è che simili controlli siano stati inadeguati o irregolari, infatti, prima del collocamento sul mercato, le società che sottoscrivono i titoli sono tenute ad assicurare l'accuratezza delle informazioni contenute nei prospetti di vendita, situazione definita più che rara.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Tra gli aspetti più&lt;/span&gt;&amp;#8230;&lt;/p&gt;
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<title>360° Economia Quotidiana</title>
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<author>noreply@blogspirit.com (LuisB)</author>
<category>360° Economia</category>
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<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 13:35:00 +0100</pubDate>
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&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Opec non esclude modesto aumento produzione di greggio&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://economicblog.blogspirit.com/media/02/00/b34be3238bbabbfe565beb75850c2f06.jpg&quot; id=&quot;media-95135&quot; title=&quot;Opec, Energia, EconomicBlog&quot; alt=&quot;c06b552175300bb9e92c953560129779.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0pt; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Alla vigilia della riunione dell’Opec di Abu Dhabi, non si esclude che l'Organizzazione possa varare un qualche aumento della produzione di greggio, anche se la caduta di 10 dollari del prezzo del barile registrata la settimana scorsa possa essere decisiva nel fare prevalere l'opinione contraria di paesi come Iran e Venezuela. L'Arabia Saudita ha espresso preoccupazione per il livello raggiunto dai prezzi ma ha evitato di sbilanciarsi su un eventuale aumento di produzione. A favore del quale, invece, ha parlato uno dei più piccoli produttori dell'Opec, l'Indonesia, disposta ad accettare un incremento complessivo di 500.000 barili al giorno, pari al 2% della produzione dei 10 paesi vincolati al sistema di quote.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Ma è diffusa la convinzione tra i 13 paesi membri che l'offerta in realtà sia sufficiente a soddisfare il fabbisogno reale e che lo stato di ebollizione dei prezzi è dovuto alla speculazione, alla debolezza del dollaro e alle tensioni geo-politiche. Secondo il ministro del petrolio saudita Ali al-Naimi l'offerta attuale è abbondante i movimenti dei prezzi non ha nulla da spartire con i fondamentali del mercato. Dalla stessa opinione gli esponenti dell’'Organizzazione in occasione della riunione dello scorso settembre, quando con&lt;/span&gt;&amp;#8230;&lt;/p&gt;
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<title>360° Economia Quotidiana</title>
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<author>noreply@blogspirit.com (LuisB)</author>
<category>360° Economia</category>
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<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 15:17:31 +0100</pubDate>
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&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Il “tarocco” agroalimentare sbanca nei mercati Ue&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://economicblog.blogspirit.com/media/00/00/4d2a85e2b4be150075fef9de50e96381.jpg&quot; id=&quot;media-91673&quot; title=&quot;Agroalimentare, Contrafazione, EconomicBlog&quot; alt=&quot;4c1de9f39eb23aacbe605fe1fe5417ef.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0pt; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Negli ultimi tempi il pericolo per l’agroalimentare italiano, ed europeo, si chiama Cina, e ciò è rappresentato da un dato per tutti, infatti, circa il 75 per cento dei 255 milioni di articoli contraffatti sequestrati dalle autorità, nel 2006, nell'Unione europea provengono dal paese asiatico, e i “tarocchi” agroalimentari tolti dal commercio ammontano a più di 8 milioni. Oltre che dalla Cina, gli agroalimentari sequestrati provengono per il 14 per cento da Hong Kong e per il 4 per cento da Taiwan. A seguire Svizzera, Repubblica Araba, Turchia, Ucraina e Russia. Sia per livelli qualitativi che quantitativi le esportazioni cinesi, tuttavia, rappresentano l’elemento più preoccupante, in particolare per l’Italia, si registra una vera e propria invasione di derivati del pomodoro (cresciuti di oltre il 130 per cento), di aglio (più del 20 per cento), di mele, di funghi e di verdure in scatola.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Verdana&quot; xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;Tutti prodotti che possono essere facilmente spacciati come “Made in Italy”, proprio per la presente mancanza dell'obbligo di indicare in etichetta la provenienza. Oltre ai danni economici e d’immagine ci possono essere anche rischi per la salute, visto che tantissime confezioni - come è stato denunciato dalle stesse forze preposte ai&lt;/span&gt;&amp;#8230;&lt;/p&gt;
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